Intervista a Gaetano Cacciola, direttore dell’Istituto di Tecnologie Avanzate per l’Energia (ITAE)

1331 0
1331 0

Gaetano Cacciola e’ nato a Messina il 1 settembre 1954 ed e’ il direttore dell’Istituto di Tecnologie Avanzate per l’Energia “Nicola Giordano” (ITAE) di Messina organismo del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).
Ingegnere, si dedica allo studio e perfezionamento di tecnologie energetiche innovative ad alta efficienza e a basso impatto ambientale, con particolare riferimento ai sistemi ad energie rinnovabili e alle tecnologie dell’idrogeno. L’istituto che dirige conduce ricerche di rilievo internazionale nel settore delle tecnologie energetiche dell’Idrogeno e delle celle a combustibile fin dal 1980

{{IMG_SX}}L’industria dell’auto sta lavorando intensamente per abbattere le emissioni. Ma siamo veramente ad una svolta epocale con l’arrivo di motorizzazioni sempre piu’ ecologiche?
“Ne sono sicuro. Purtroppo il processo di cambiamento dei motori cosiddetti termici a motori alimentati da energie rinnovabili che sfruttano l’elettricita’ e l’idrogeno puo’ essere rallentato dall’attuale crisi economica per due fattori ben precisi e legati tra loro: gli investimenti costano e le case, oggi, devono cercare di superare il difficile momento. Inoltre gli utenti non hanno i soldi per acquistare veicoli che costano molto di piu'”.
Quindi superata la crisi vedremo un’ accelerazione in tal senso?
“Sicuramente. Basta vedere come si sono presentate le Case all’incontro di H2Roma. Mercedes e’ pronta a commercializzare auto ibride a benzina e gasolio, mentre Peugeot ha deciso di investire sull’ibrido diesel fino al 2010 combinando cosi’ le caratteristiche del motore elettrico con la tecnologia a gasolio. L’Honda ha annunciato che a partire da marzo 2009 introdurra’ sul mercato la compatta Insight al prezzo di circa 20.000 euro, come annunciato dal direttore generale della filiale italiana”.
Queste novita’ annunciate durante H2 Roma non fanno altro che disorientare il cliente che prima ha sentito magnificare l’idrogeno, poi l’elettrico, subito dopo nuove tecnologie per i motori termici, ora e’ tornato di moda l’elettrico. Possiamo fare un po’ di chiarezza?
“Ormai l’industria sta andando verso la motorizzazzione ibrida che e’ il primo passaggio verso l’alimentazione elettrica per arrivare alla fine del processo con l’idrogeno che rappresenta il futuro. Con l’idrogeno avremo una produzione di energia utile sia per la mobilita’ che per le strutture cittadine. Noi crediamo che il processo globale si concludera’ entro il 2020 quando, con i reformer di nuova generazione potremo utilizzare l’idrogeno da energie rinnovabili”.
E fino a quella data l’idrogeno sara’ fuori mercato oppure si puo’ pensare a un arrivo graduale grazie all’utilizzo di idrocarburi o gas naturali?
“In questa direzione dobbiamo parlare di metano, non di petrolio. Io non mi scandalizzo, anzi credo che sia un processo su cui puntare, se in attesa di energie rinnovabili si arrivasse a alimentare le auto con idrogeno ricavato dal metano. Una soluzione possibile senza stravolgere la distribuzione. Prima di tutto il metano ha una resa maggiore poi basta dotare gli attuali stazioni di rifornimento di metano con reformer che permettera’ di alimentare le celle a combustibile. E’ la soluzione migliore a costi ben piu’ ragionevoli perche’ si sfruttano distributori gia’ esistenti”.
Giusto. Ma nel frattempo per comnciare a parlare di energie alternative cosa e’ necessario fare?
“Le case stanno lavorando nella direzione giusta. Basta pensare che la Toyota, per esempio, a breve introdurra’ la Prius plug-in. Questa tecnologia rappresenta il primo passo per arrivare ad una motorizzazione ibrida con grande preponderanza dell’elettrico con la possibilita’ di ricaricare le batterie dalla presa di corrente del garage. In questa direzione si stanno muovendo anche altre case come la Volvo. Sono tutte iniziative che vanno in direzione di un’ auto a emissioni zero che trovera’ la soluzione finale solo grazie all’idrogeno. Sono passaggi di avvicinamento alle emissioni zero”.

Tecnologia portata avanti dall’industria dell’auto che una volta messa a punto potra’ essere utilizzata anche per il riscaldamento, in futuro, di interi cantieri.
“Verissimo. In questo momento solo l’industria dell’auto sta continuando a fare grossi investimenti per una produzione di energia ad impatto zero. Chi si era cimentato per realizzazioni strutturali con l’idrogeno sta segnando il passo. Ma credo che anche in questo campo si avranno novita’”.
Come l’idrogeno prodotto attraverso microrganismi da biomasse e dalla compattazione dei rifiuti?
“Credo che sia irrilevante la quantita’ di idrogeno da poter ricavare dalla scomposizione delle biomasse, se un giorno si arrivera’ a questa soluzione. Torno a ripetere che e’ inutile carcare soluzioni che poi si rileveranno insufficienti. In questa direzione la migliore soluzione e’ quella di ricavare l’idrogeno da un gas naturale come il metano, in attesa di poter trovare la soluzione di ricavarlo da sostanze rinnovabili”.
Ad H2Roma l’ITAE ha presentato un innovativo progetto per avere il condizionamento senza utilizzare il freon ma recuperando energie che in caso contrario andrebbero disperse nell’aria?
“In collaborazione abbiamo messo a punto un dispositivo che sfruttando l’aria calda emessa del motore alimenta un sistema che fa funzionare sia il riscaldamento che il condizionamento senza necessita’ di gas refrigeneranti. Quindi non solo e’ un abbattimento dell’inquinamento ma recuperiamo energie che altrimenti andrebbero disperse”.

Ultima modifica: 16 Novembre 2017