Otto domande a Gaetano Di Gioia, presidente della Micro-Vett

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Gaetano Di Gioia, 62 anni, imolese, gia’ cooperatore e presidente della Lega delle Cooperative di Imola, fonda la Micro-Vett nel 1987. E’ convinto che la trazione elettrica possa integrare quella tradizionale, in particolare per alcuni segmenti dell’automotive. La partnership con Piaggio, prima, con Iveco e Fiat poi, fanno decollare la sua idea: oggi Micro-Vett realizza annualmente 700 unita’ elettriche e bimodali dai modelli delle tre case italiane, con un parco circolante di oltre 5000 veicoli

{{IMG_SX}}La mobilita’ elettrica sembrava morta e defunta. Adesso c’e’ un grande risveglio. Come valuta la situazione anche per il futuro uno che ha sempre creduto nell’elettrico.
“La trazione delle auto del futuro si puo’ gia’ prevedere che sara’ solo elettrica. Pura o combinata con fonti rinnovabili come l’idrogeno purche’ questi venga prodotto senza costi di scomposizione. Mi spiego. Come sapete l’idrogeno in natura non si trova ma deve essere creato; se si riesce a produrre idrogeno con batterie e con l’energia solare, allora va bene. Se invece ci vuole ancora il petrolio per arrivare all’idrogeno finiscono gli scopi. Per il futuro? Ci crediamo fermamente, tanto e’ vero che mi sta affiancando nella gestione mio figlio Massimiliano”.
A cosa e’ dovuta questa inversione di tendenza dopo che l’industria americana aveva decretato la fine dell’elettrico ad un salone di Detroit di cinque anni fa?
“La rivoluzione per la mobilita’ elettrica e’ arrivata dalle nuove batterie al litio che, costano molto di piu’ di quelle al piombo, ma permettono un’autonomia molto piu’ consistente e una ricarica in tempi brevi. In piu’ non hanno effetto memoria. Possiamo dire, che noi addetti alla mobilita’ ecologica dobbiamo ringraziare i telefoni cellulari. Le batterie delle auto sfruttano la tecnologia della telefonia mobile”.
Ma siamo ancora molto lontani dalla possibilita’ di fare un pieno come per il gasolio, la benzina, il metano o il gpl. Oggi ci vogliono ore ed ore per ricaricare un veicolo, come il vostro Fiat Doblo’.
“Proprio perche’ siamo in stretto contatto con i produttori di batterie al litio possiamo affermare che entro pochi anni potremo vivere la rivoluzione della mobilita’ elettrica. Stanno arrivando (ci vorranno ancora due o tre anni ndr) batterie che si ricaricano in sei minuti. A quel punto il gioco e’ fatto”.
Puo’ essere piu’ chiaro di come potra’ essere organizzato il rifornimento quando saranno necessari solo 6 minuti per una autonomia che puo’ arrivare anche a 200 km?
“La grande distribuzione si attrezzera’ per questo. E’ chiaro che per ricaricare batterie al litio ci vogliono attrezzature con tanto, ma tanto voltaggio. Cosa che non puo’ essere fatta in casa. Accanto ai normali distributori di gasolio e benzina, nelle citta’ e in autostrada, ci sara’ la possibilita’ di ricaricare le batterie al litio. Non c’e’ da creare una conduttura dedicata come per l’idrogeno che non puo’ essere veicolato nelle normali condutture. Basta una cabina con molti Kw a disposizione per ricaricare il pacco batterie”.
Mi sembra tutto molto semplicistico, dettato dal particolare momento nel quale tutte le case si stanno domandando quali scelte fare per la mobilita’ del futuro.
“Niente affatto. E’ la pura realta’. Guardi che la consegna delle merci nei centri storici si puo’ gia’ fare con i mezzi a inquinamento zero. I nostri furgoni realizzati in collaborazione con case importanti come Fiat (Doblo’- Fiorino), Iveco (Ducato) e Piaggio (Porter) sono gia’ in grado di offrire questa possibilita’. A Vicenza siamo gia’ a regime con questa importante novita’, presto partira’ Lucca. Far entrare solo mezzi elettrici a inquinamento zero nei centri storici e’ il primo passo per rispettare l’ambiente senza creare problemi all’economia locale”.
Ma le case ci credono? E le amministrazioni pubbliche?
“Noi abbiamo trovato un grande riscontro con Fiat con la quale stiamo lavorando pensando al futuro, partendo dai veicoli commerciali. La maggiore soddisfazione e’ arrivata dalla Francia. Stiamo allestendo 500 Fiorino elettrici da fornire alle Poste francesi. La tecnologia italiana in questo campo e’ all’avanguardia. La dimostrazione arriva proprio dalla Francia. Conoscendo lo sciovinismo d’oltralpe aver vinto questa fornitura significa che siamo avanti a tutti. Se la prova andra’ a buon fine, e noi siamo molto tranquilli in questa direzione, la commessa parla di 10.000 veicoli elettrici per le Poste frances”.
Lei sa benissimo che batterie al litio per un’ autonomia di oltre 250 km costano moltissimo, sia per i veicoli commerciali che per le auto private. I cosiddetti “padroncini” dovrebbero alzare notevolmente i prezzi?
“C’e’ una soluzione anche a questo. Sa benissimo che un mezzo elettrico ha un’usura modestissima per le parti meccaniche . Il costo maggiore e’ rappresentato dal pacco batterie. Sono gia’ pronte soluzioni come il noleggio delle batterie (una vita media di 3 o 4 anni) che al termine il cliente puo’ decidere, come per una normale vettura, di acquistare, dare indietro, oppure rinnovare il contratto di noleggio a lungo termine”.
Intanto a Londra avete presentato la 500 elettrica. A quando la produzione in serie?
“Con il nostro partner inglese Nice abbiamo realizzato questo interessante concept. Sta alla Fiat decidere se mettere in produzione la versione elettrica di questa vettura di successo. Noi sappiamo che negli stabilimenti polacchi e’ possibile fare una catena di montaggio anche per la 500 elettrica. Ma la decisione di passare alla produzione non sta a noi, ma alla Fiat. Per quanto riguarda i veicoli commerciali siamo invece ormai in dirittura d’arrivo per arrivare alla produzione in serie nello stabilimento Fiat in Turchia. Come vede di carne al fuoco ne abbiamo molta. Vorrei solo aggiungere che e’ gia’ pronto il Calessino Piaggio elettrico. Anche qui spetta alla casa di Pontedera decidere se produrlo. Credo che sarebbe un’ alternativa ecologica per far visitare ai turisti i centri storici delle nostre citta’”.

Ultima modifica: 16 Novembre 2017