La questione delle auto a motore termico dopo il 2035 registra una svolta molto rilevante nelle istituzioni europee, aprendo spiragli concreti per la futura produzione industriale.
Le commissioni parlamentari competenti approvano le bozze di aggiornamento normativo che ridiscutono i vincoli temporali previsti per la futura produzione di autoveicoli nuovi.
La discussione politica europea coinvolge gli standard sulla anidride carbonica, le quote di elettrificazione delle flotte aziendali e la nascita di una nuova categoria di vetture.

Le modifiche sui target di emissione
La commissione parlamentare Ambiente adotta la posizione ufficiale sui nuovi parametri di riduzione delle emissioni sulla base di un compromesso raggiunto tra le forze politiche.
L’obiettivo per le autovetture fissato al 2035 scende dal 100% iniziale all’87,5% stabilito dai deputati, inserendo una quota del 5% per l’acciaio a bassa impronta di carbonio.
Il restante 5% dei volumi complessivi rimane privo di vincoli stringenti, lasciando aperta la concreta possibilità di immatricolare vetture a combustione priva di obblighi compensativi.
Anche per i furgoni commerciali si delineano obiettivi differenti, con una riduzione fissata all80% per il 2035 rispetto ai rigidi piani originari proposti dall’amministrazione.
Inoltre viene introdotta la categoria dei veicoli alimentati solo con carburanti ammissibili, equiparando tali propulsioni alternative ai modelli a batteria pura. Ovvero con motore termico alimentato da combustibili rinnovabili.

Nuove regole per le flotte aziendali
Un altro tema centrale affrontato in assemblea riguarda le modalità per accelerare la quota di vetture a zero o basse emissioni all’interno delle flotte aziendali delle grandi imprese.
La nuova bozza di regolamento interessa le aziende con oltre 250 dipendenti e un fatturato superiore a 50 milioni di euro, escludendo i mezzi speciali della protezione civile.
I deputati chiedono target molto ambiziosi per ogni singolo paese membro riguardo alla percentuale di veicoli ecologici immatricolati dalle imprese entro il 2030 e il 2035.
Si punta a concedere ai governi nazionali la piena libertà di determinare le misure di sostegno più idonee, tra cui tariffe di pedaggio agevolate e nuove infrastrutture.
Infine il pacchetto di semplificazione normativa denominato Omnibus introduce la nuova categoria di veicoli elettrici di piccole dimensioni prodotti nei confini comunitari.
Le commissioni parlamentari preposte inseriscono requisiti di sicurezza inediti, come i sistemi di rilevamento bambini e le maniglie delle porte apribili in caso di emergenza.
Viene inoltre richiesto di posticipare di 18 mesi l’applicazione dei severi standard Euro 7 dedicati ai camion, spostando la scadenza ufficiale fissata al 29 maggio 2028. Una boccata d’aria per il motore termico.

Le 5 cose da sapere su: auto a motore termico dopo il 2035, cosa succederà
- L’Unione Europea rivede i target di riduzione delle emissioni per il 2035.
- Le auto a combustione interna (a motore termico) mantengono una quota senza obblighi compensativi.
- I furgoni commerciali ottengono obiettivi rimodulati rispetto ai piani iniziali.
- Le grandi flotte aziendali dovranno accelerare la transizione ecologica.
- Il pacchetto Omnibus introduce semplificazioni e standard di sicurezza aggiornati.
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Ultima modifica: 5 Novembre 2026




