Auto elettriche usate, il mercato cresce ma c’è un problema

di Luca Talotta

Le auto elettriche usate attirano sempre più automobilisti italiani, ma trasformare l’interesse in un acquisto resta complicato. A frenare il mercato non sono oltanto i prezzi o la disponibilità delle infrastrutture di ricarica, ma soprattutto le incertezze sulla durata delle batterie.

Un elemento che pesa sulle decisioni dei consumatori e rende più difficile il lavoro dei concessionari, nonostante un’offerta di auto elettriche usate sempre più ampia e prezzi potenzialmente interessanti.

auto elettriche usate

A fotografare la situazione delle auto elettriche usate è una nuova analisi di carVertical, secondo cui tra gennaio e agosto 2026 la quota di verifiche della storia dei veicoli relative alle auto elettriche è aumentata del 30,9% rispetto al 2025. Un segnale incoraggiante, sebbene non rappresenti direttamente un incremento delle vendite, che evidenzia come anche in Italia stia crescendo l’attenzione verso la mobilità a zero emissioni allo scarico.

Auto elettriche usate: batterie, il 67% dei concessionari teme problemi di durata

Il principale ostacolo alla diffusione delle elettriche di seconda mano riguarda la difficoltà di stabilire con certezza le condizioni dell’accumulatore. Secondo un sondaggio condotto da carVertical su 49 concessionari italiani, il 67,3% considera i dubbi sulla durata delle batterie e sui possibili guasti la maggiore fonte di incertezza nella gestione delle vendite.

Il 75,5% degli intervistati segnala inoltre che le preoccupazioni degli automobilisti sui costi e sulla longevità delle batterie delle auto elettriche usate incidono in maniera significativa sulle trattative. A queste si aggiungono i timori legati all’autonomia effettiva, indicati dal 71,4% dei rivenditori.

Il risultato è un mercato nel quale la disponibilità di vetture non sempre incontra una domanda pronta a concretizzarsi. Per il 51% dei concessionari vendere un’elettrica richiede più di tre mesi, mentre il 34,7% segnala tempi superiori a sei mesi. Soltanto il 18,4% dichiara di riuscire a completare una vendita entro un mese.

Eppure, emerge una contraddizione: il 79,6% dei rivenditori intervistati non utilizza strumenti specifici per verificare lo stato di salute delle batterie delle Auto elettriche usate. Una caenza di informazioni che rischia di penalizzare anche le vetture perfettamente efficienti, rendendo più difficile attribuire loro un valore adeguato.

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Auto elettriche usate, tesla è il marchio più cercato, Audi e Smart sul podio

L’analisi delle verifiche effettuate sulla piattaforma carVertical tra il 2024 e il 2026 restituisce anche una fotografia dei marchi elettrici che suscitano maggiore attenzione in Italia.

Tesla domina la classifica con il 38,4% dei controlli, precedendo Audi, che raggiunge l’11,8%, e Smart, all’8,2%. Seguono Volkswagen, Renault, BMW, Mercedes-Benz, Fiat, Peugeot e Porsche.

La graduatoria non rappresenta le vendite effettive, ma offre un’indicazione sulle preferenze degli utenti che scelgono di approfondire la storia di un veicolo prima dell’acquisto.

Auto elettriche usate prezzi in discesa, un vantaggio per chi vuole comprare

La svalutazione delle vetture elettriche rappresenta uno degli aspetti più delicati per i proprietari, ma può trasformarsi in un’opportunità per gli automobilisti interessati al mercato dell’usato.

«Il vantaggio principale è il prezzo. Nei primi anni di vita, le auto elettriche tendono a svalutarsi più rapidamente rispetto a quelle con motore a combustione, rendendo disponibili sul mercato dell’usato modelli relativamente recenti a prezzi molto più accessibili», spiega Matas Buzelis, esperto del mercato automobilistico di carVertical.

Il vantaggio economico deve però essere valutato considerando anche le abitudini di utilizzo. La possibilità di ricaricare a casa, il chilometraggio quotidiano e la disponibilità di infrastrutture pubbliche sono fattori che possono incidere sensibilmente sulla convenienza complessiva.

È un aspetto spesso trascurato nel dibattito sulla transizione energetica: l’auto elettrica non può ancora rispondere indistintamente alle esigenze di tutti gli automobilisti. Per una parte degli utenti, le motorizzazioni tradizionali continuano a rappresentare una soluzione più pratica, soprattutto quando manca la possibilità di effettuare ricariche domestiche.

Immatricolazioni in aumento, ma l’Italia resta sotto la media europea

La progressiva diffusione delle vetture a batteria sta comunque contribuendo ad alimentare il mercato dell’usato. Secondo i dati ACEA riportati nell’analisi, nel primo semestre del 2026 la quota delle elettriche sulle nuove immatricolazioni italiane ha raggiunto l’8,5%, rispetto al 5,2% dello stesso periodo del 2025.

Nell’Unione europea la percentuale è salita invece dal 15,6% al 20,7%, confermando una distanza ancora significativa tra il mercato italiano e quello continentale.

Anche sul fronte dell’interesse per l’usato elettrico emergono differenze tra Paesi. L’Italia, con una crescita del 30,9%, si colloca vicino a Germania (+28,3%) e Francia (+27,6%), mentre Slovacchia (+121,9%), Finlandia (+110,2%) e Repubblica Ceca (+109,3%) registrano gli incrementi più elevati.

Auto elettriche usate

Auto elettriche usate, più controlli sulle batterie possono cambiare il mercato

La disponibilità di informazioni affidabili potrebbe rappresentare un punto di svolta. Secondo l’indagine, il 71,4% dei concessionari ritiene che una certificazione dettagliata delle condizioni delle batterie aumenterebbe sensibilmente la fiducia degli automobilisti. Il 59,2% si aspetterebbe vendite più rapide, mentre il 55,1% considera possibile ottenere valutazioni economiche più precise e favorevoli.

Per rispondere a questa esigenza, carVertical ha introdotto nei propri report una sezione dedicata alle elettriche, con informazioni relative alle batterie e ai dati di ricarica. La società sta inoltre sviluppando strumenti per rendere disponibili dati sulla qualità effettiva degli accumulatori.

Resta importante anche verificare il chilometraggio delle auto elettriche usate. Sebbene le frodi risultino meno frequenti rispetto ad altre alimentazioni, lo 0,99% delle elettriche controllate in Italia tra il 2024 e il 2026 presentava un contachilometri manomesso. La percentuale sale al 3,22% per le diesel e al 2,40% per le benzina.

Il quadro che emerge suggerisce una riflessione più ampia. Per favorire davvero la diffusione dell’elettrico non basta incentivare l’acquisto di automobili nuove: occorre costruire un mercato dell’usato capace di tutelare il valore dei veicoli e offrire certezze ai consumatori.

Una transizione sostenibile, anche dal punto di vista economico, deve permettere agli automobilisti di scegliere sulla base di informazioni verificabili, senza trasformare l’incertezza tecnologica in un ostacolo all’acquisto.

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Ultima modifica: 31 Ottobre 2026