di Giuseppe Tassi
È il Salone delle idee, dei colori, della voglia di vivere. Il Mondial de l’Auto 2026 lascia una sensazione piacevole, un’ impronta positiva, una scia di ottimismo che sembra scavalcare il grigiore e il pessimismo di questi tempi inquieti.
Camminando fra i padiglioni di Porte de Versailles, si respira l’antica atmosfera dei Saloni dell’auto, quando il mondo a quattro ruote correva sereno incontro al futuro e le rassegne del motore erano il terreno perfetto per un confronto fra costruttori sull’auto che verrà.
Tutto questo si è percepito a Parigi in un Mondial con oltre cento espositori, quindici brand cinesi e un’agguerrita rappresentanza europea guidata da Stellantis.

Se due anni fa era stata Renault a caratterizzare la rassegna francese, disertata da troppi Costruttori del continente, questa volta tocca a Stellantis tenere alta la bandiera europea.
Lo fa con un megastand dei suoi marchi, che occupa quasi interamente il padiglione quattro con Sessanta vetture in mostra e sei concept car che prefigurano i modelli che verranno di Alfa Romeo, Fiat, Citroën, Peugeot, DS e Opel.
Si tratta di auto rivoluzionarie nel loro messaggio di libertà , nella capacità di rompere gli schemi fondendo stilemi e design recuperati dalle icone del passato fusi con le tecnologie, l’accuratezza e il comfort delle vetture di oggi.
È un’operazione, quella di Stellantis, che richiama in qualche modo la Renaulution di Luca De Meo. Una filosofia che ha portato a resuscitare negli anni Renault 4, R5 e Twingo sotto forma di auto elettriche dell’appeal irresistibile.

Questa stessa linea di tendenza emerge chiaramente dentro il fil rouge del Salone con il ritorno della piccola smart #2, oggi patinata e platinata e con il revival proposto in alcuni modelli di Stellantis.

Alludo in particolare al concecpt 2CV di Citroën e alla riproposizione Fiat del concetto di Multipla rivisitato in due filoni.
La 2CV del 2026 è perfino più corta dell’originale del 1949 ma ricalca nelle forme la progenitrice, ne eredita in fascino minimalista e la presenza su strada.
Ma si arricchisce di colori, di soluzioni pratiche; sfrutta la libertà concessa dall’elettrico per rimodulare gli spazi interni, per offrire a 15 mila euro una vettura da vivere in città e nel tempo libero.

E a proposito di idee, il Multiplay Fiat è un concentrato di sorprese con il suo look eclettico che lo trasforma da multispazio in pick up per il trasporto di merci o in living room con seggiolini girevoli dove adagiarsi come nella poltrona del salotto.
Un concetto di trasformismo, fantasia e libertà che riecheggia nella Multiplina, un quadriciclo stile nuova Topolino che eredita le forme della vecchia Fiat 600 multipla, riproducendole in scala ridotta.

Con quattro posti utili (invece dei due della Topolino) la piccola elettrica di Stellantis che verrà fonde colori pastellati e luminosi in una dimensione giocosa che richiama quella di celebri “spiaggine” come la Mehari.

Fra tante operazioni nostalgia ravvivate da tecnica e fantasia spicca il fascino devastante di Alfa Romeo Cuorerosso.
A parte i richiami al passato (la Brera) spicca la silhouette quasi animalesca di una vettura che pare un felino piantato a terra e pronto allo scatto.
Dentro questo concept c’è davvero il meglio del Biscione: la sua anima, il suo dna.

Se Parigi 2026 segnerà davvero il ritorno in grande stile dei saloni dell’auto, il merito sarà anche di quel Cuorerosso.
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Ultima modifica: 13 Ottobre 2026



