La revisione dei Regolamenti dell’Unione Europea inerenti i limiti di CO2 per autovetture LDV e veicoli HDV offre un’opportunità strategica alla decarbonizzazione dei trasporti attraverso regole legate al mercato reale.
Lo studio condotto dal Politecnico di Monaco di Baviera dimostra la necessità di superare la misurazione delle emissioni al terminale di scarico, adottando il metodo di valutazione del ciclo di vita del prodotto.

Analisi scientifica e neutralità tecnologica
“E’ auspicabile che le Istituzioni UE – a partire dalla Commissione ENVI dell’Europarlamento – si rendano conto”, dichiara il Presidente di Federauto, Massimo Artusi, circa le dinamiche di vendita nell’ambito europeo.
Dati di mercato e prospettive industriali
In 10 Stati Membri dell’Unione Europea, inclusi mercati quali Italia, Spagna, Polonia e Cechia, le vetture elettriche registrano una quota a 1 cifra, evidenziando criticità strutturali della rete energetica.

L’integrazione di biocarburanti, biometano, bioetanolo e idrogeno rafforza l’indipendenza energetica dell’Europa, salvaguardando i posti di lavoro della filiera industriale e l’espansione dell’economia circolare.
Il riconoscimento dei veicoli alimentati da carburanti ecologici equipara le varie soluzioni tecniche, garantendo un approccio bilanciato per azzerare l’impatto ambientale nei trasporti commerciali ed urbani.

Le 5 cose da sapere sulla richiesta di Federauto
- Revisione dei parametri CO2 per autovetture ed i veicoli commerciali leggeri ed pesanti
- Studio del Politecnico di Monaco favorevole alla valutazione dell’intero ciclo di vita
- Quota delle auto elettriche inferiore al 10% in 10 Paesi dell’Unione Europea
- Necessità di valorizzare biocarburanti e soluzioni ibride insieme all’elettrico
- Parità tra tecnologia BEV ed i veicoli alimentati da carburanti rinnovabili VEEF
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Ultima modifica: 15 Settembre 2026




