La physical AI non è più soltanto un concetto legato al futuro dell’industria: entra già nei reparti di progettazione, nelle fabbriche e nello sviluppo dei componenti dell’auto.
Ferrari e Pirelli l’hanno raccontata ai Siemens Tech Talks 2026, indicando una strada che punta a rendere più rapidi e controllabili i processi senza sacrificare qualità , competenze e identità del prodotto.
Il principio è quello dell’integrazione tra ciò che accade nel digitale e ciò che viene realizzato fisicamente. Simulare una vettura, una linea produttiva o un componente prima che esistano permette di verificare soluzioni, individuare problemi e intervenire in anticipo. In un’industria automotive chiamata a gestire elettrificazione, software, personalizzazione e concorrenza globale, questa capacità può diventare un vantaggio industriale decisivo.

Physical AI, la sfida Ferrari tra prestazioni e personalizzazione
Per Ferrari, l’innovazione digitale non riguarda soltanto l’efficienza dei processi. La complessità da governare nasce dall’incontro tra prestazioni elevate, sviluppo tecnologico e richiesta di unicità da parte della clientela.
Gianmaria Fulgenzi, Chief Product Development Officer della Casa di Maranello, ha spiegato come ogni vettura debba rispondere a un’esigenza precisa: «Ogni cliente desidera non una Ferrari qualsiasi, ma la sua Ferrari». Per questo, secondo Fulgenzi, è necessario un approccio data-driven che connetta persone, tecnologie e processi lungo l’intero ciclo di vita del modello, dalla progettazione alla produzione.

La physical AI può sostenere questa evoluzione attraverso simulazioni più evolute e gemelli digitali capaci di riprodurre virtualmente il comportamento di prodotti, macchinari e impianti. Non si tratta di sostituire il lavoro dell’ingegnere, ma di offrire strumenti in grado di ridurre gli errori e concentrare le risorse sui passaggi che richiedono esperienza, sensibilità tecnica e capacità di scelta.
Physical AI, Pirelli, lo pneumatico diventa una fonte di dati
La stessa trasformazione coinvolge Pirelli, dove l’intelligenza artificiale è legata allo sviluppo degli pneumatici, all’ottimizzazione della produzione e alla gestione di informazioni sempre più rilevanti per il veicolo.
Il progetto Cyber Tyre porta questa logica direttamente su strada. Lo pneumatico, tradizionalmente percepito come elemento meccanico, diventa una sorgente di dati utili alla dinamica del veicolo, ai servizi per chi guida e allo sviluppo di prodotti futuri. Daniele Petecchi, Global Head of Data, AI and R&D Solutions di Pirelli, ha sottolineato come l’azienda lavori anche sui gemelli digitali di pneumatici e fabbriche per comprimere tempi e costi dello sviluppo, aumentando la precisione delle decisioni industriali.

È un passaggio che rafforza un punto centrale della mobilità contemporanea: il valore dell’auto non dipenderà solo dalla potenza del motore o dalla capacità della batteria, ma anche dalla qualità dei dati che il veicolo riesce a raccogliere, interpretare e trasformare in sicurezza, efficienza e servizi.
Physical AI, dai progetti pilota a una fabbrica più intelligente
Siemens definisce la physical AI come l’intelligenza artificiale applicata al funzionamento di fabbriche, infrastrutture energetiche e edifici. La differenza rispetto alla normale automazione è nell’uso integrato di dati, software, capacità di calcolo e sistemi fisici, con processi produttivi destinati a diventare più autonomi e adattivi.
Tra gli strumenti presentati c’è Eigen Engineering Agent, soluzione di AI generativa integrata in TIA Portal. Siemens sostiene che possa trasformare indicazioni in linguaggio naturale in progetti compatibili con standard industriali, favorendo il collegamento tra progettazione elettrica e sviluppo software. L’azienda parla di una possibile riduzione dei tempi di sviluppo fino a cinque volte, oltre a miglioramenti nell’efficienza e nella qualità .
Numeri che andranno valutati nell’applicazione concreta, ma il tema è già chiaro: per l’automotive europeo la digitalizzazione non può ridursi a una vetrina tecnologica. Deve servire a rendere più competitiva una filiera che continua a rappresentare occupazione, competenze e ricerca.
Physical AI, l’intelligenza artificiale non sostituisce la filiera
L’industria dell’auto vive una fase in cui la pressione sulla riduzione dei costi rischia di trasformare la tecnologia in un alibi per comprimere il valore del lavoro. L’approccio raccontato da Ferrari e Pirelli propone invece una lettura diversa: l’AI può rendere più efficace l’intervento umano, non cancellarlo.
Petecchi ha sintetizzato questa prospettiva ricordando che «la tecnologia non sostituisce l’uomo: ne rafforza le capacità , ne amplifica la creatività e libera energie preziose per immaginare l’innovazione del futuro».
Per il settore automotive, è probabilmente questa la questione più importante. L’auto del futuro sarà certamente più connessa e digitale, ma la sua competitività dipenderà ancora dalla capacità di progettare bene, produrre con qualità e difendere il patrimonio industriale che rende riconoscibili marchi come Ferrari e Pirelli nel mondo.
Leggi ora:Â le news motori
Ultima modifica: 25 Giugno 2026




