Il suono metallico del mitico bialbero Alfa Romeo di una gazzella dei Carabinieri che lacera il silenzio, ma garantisce presenza e aiuto in una periferia incarna il battito della Repubblica italiana.
La sagoma scura di un’Alfa con la livrea blu profondo rappresenta la forza vigile dello Stato in ogni città .

Il legame viscerale tra il Marchio di Milano e gli uomini in divisa taglia il traguardo di ben 75 anni.
Il volume intitolato Carabinieri e Alfa Romeo al servizio del Paese illustra il cammino comune attraverso documenti rari e immagini. L’opera editoriale firmata da Danilo Moriero e Lorenzo Ardizio per la casa Giunti viene proposta al prezzo di 50 euro.
La sede del Museo di Arese accoglie la presentazione del libro che ripercorre le gesta di macchine nate per la protezione.
“Tra l’Arma e Alfa Romeo, il sodalizio nasce da un percorso di storie e balori condivisi fatto in comune“, spiega Salvatore Luongo, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri.

“Il connubio perfetto rimanda alla memoria una Gazzella con la radio che sfreccia sotto la luce dei primi lampioni della alba. Le pattuglie dei Carabinieri su Alfa Romeo sono una certezza per ogni persona che cerca aiuto nelle strade della penisola“.
Il Generale Luongo aggiunge: “Persino gli stranieri a Roma davanti al Vaticano mi dicevano di essere rassicurati dalla presenza dell’Alfa Romeo dei Carabinieri con i sui lampeggianti.“.
Dalle macerie alla velocità del progresso
La cooperazione operativa inizia nel secondo Dopoguerra con la fornitura della 1900 M Matta, mezzo spartano utile per la ricostruzione nazionale.
Il Nucleo Radiomobile, ovvero NORM, adotta in seguito la Giulia Super nel 1963 per garantire interventi rapidi grazie alla potenza meccanica. Tale mezzo unisce la eleganza delle forme alla efficacia degli inseguimenti stradali, diventando la icona del pronto intervento delle forze armate.

“Nel 2020 abbiamo inaugurato la esposizione con le macchine in divisa per completare il percorso culturale del polo museale lombardo“, commenta Lorenzo Ardizio, Curatore del Museo. “Il rapporto tra tali entità risulta profondo poiché la Alfa Romeo affronta i cambiamenti della società con il proprio stile originale“.
La narrazione prosegue con la Alfetta 2.0 dotata di una specifica blindatura per proteggere le personalità durante le stagioni dei conflitti. La sfida contro la criminalità organizzata vede protagoniste la Alfa 90 e la Alfa 75 che pattugliano ogni giorno i quartieri.
Passione istituzionale e nuove frontiere tecnologiche
Le missioni quotidiane dei militari trovano sostegno in vetture che trasudano passione e disciplina in ogni componente tecnico del motore.
I principi della dedizione si fondono con la velocità di soccorsi che rappresentano la cifra di una alleanza senza fine alcuna.

“Alfa Romeo è parte della memoria collettiva del Paese, al pari dei tutori della legge che operano sul suolo nazionale“, dichiara Santo Ficili, Amministratore Delegato del Marchio “Due simboli differenti rimangono uniti da una storia fatta di sacrificio e rapidità posta al servizio del bene dei Ccttadini.Il volume rende omaggio a una intesa fatta di fiducia e rispetto reciproco tra chi conduce e chi progetta motori“.
“Un tributo per coloro che hanno guidato un mezzo con fierezza nelle situazioni concitate della intera vita democratica della Nazione. Rappresenta anche una storia personale, io e i miei fratelli abbiamo svolto il servizio di leva presso l’Arma“.
La gamma attuale dei Carabinieri schiera la Tonale, la berlina Giulia e lo spazioso Stelvio, ovvero SUV (Sport Utility Vehicle), per la tutela.
I reparti vantano tre esemplari della Giulia Quadrifoglio equipaggiati con oltre 500 Cavalli per le emergenze che richiedono una prestazione assoluta.

Una anticipazione sui modelli del futuro
Il lavoro congiunto tra i tecnici e i militari permette di sviluppare soluzioni elettroniche tagliate sui bisogni operativi. La integrazione tra la parte hardware e la Eeettronica di bordo costituisce la base sopra la quale progettare le future gazzelle.
“Sviluppiamo le macchine fornite all’Arma sulle esigenze dei Carabinieri attraverso una struttura dedicata che opera a Torino“, prosegue Ficili. “Il lavoro riguarda i modelli futuri che arriveranno tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028 per rinnovare la flotta”. Coincide con l’arrivo della attesissima seconda generazione Giulia e Stelvio.
Pare proprio ìuna chiara Anticipazione riguarda le future generazioni delle ammiraglie che porteranno avanti la nobile Missione di difesa della legalità dello Stato.
Le 5 cose da sapere su Alfa Romeo e i Carabinieri
- Il libro celebra 75 anni di unione tra il Marchio e l’Arma con immagini storiche e documenti rari provenienti dagli archivi.
- La 1900 M Matta è stata la prima vettura fornita ai Carabinieri nel Dopoguerra per le esigenze di pattugliamento dei territori della nazione.
- Il Nucleo Radiomobile, ovvero NORM, ha reso celebre la Giulia Super come simbolo di velocità e sicurezza in ogni città italiana.
- La flotta attuale dispone di mezzi moderni come la Tonale e la Giulia Quadrifoglio con oltre 500 cavalli vapore di potenza.
- I nuovi modelli protetti per i militari debutteranno tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028 per sostituire i veicoli attuali.
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Ultima modifica: 6 Maggio 2026




