Biometano dimenticato? Pare proprio di sì. Il governo ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Carburanti il 18 marzo 2026 per contrastare il rincaro dei prezzi energetici causato dalle tensioni internazionali. La norma prevede una riduzione delle accise sopra la benzina ed il gasolio oltre il comparto del GPL in risposta alla escalation militare in Medio Oriente.
Il biometano resta privo di tutele economiche nonostante la presenza di un milione di famiglie le quali utilizzano mezzi alimentati da gas naturale lungo la penisola.
Rincari energetici e disparità fiscale
Il valore della materia prima registra una impennata verticale passando da 35,1 euro/MWh a 62,6 euro/MWh secondo i dati ufficiali forniti dalla Unità di vigilanza ARERA. Gli operatori di settore trasferiscono i costi sopra i cartelli dei distributori rendendo il rifornimento oneroso al pari dei derivati del petrolio raffinato presso le raffinerie nazionali.

Il comparto del GNL per il trasporto pesante subisce la assenza di un sostegno specifico presente per i veicoli dotati di motorizzazioni a gasolio tradizionale. Gli autotrasportatori subiscono le conseguenze di una pianificazione dei costi complessa a causa della mancanza di una visione d’insieme sulle necessità del comparto logistico.
Sostenibilità ambientale e richieste al governo
La filiera italiana del gas garantisce la cancellazione totale delle emissioni di CO2 superando gli obiettivi fissati dalla Unione Europea per la transizione ecologica del parco circolante. La Federmetano rivolge un appello al Governo affinché intervenga per ristabilire una condizione di equità dentro il comparto automobilistico penalizzato dalle scelte politiche attuali. “Di quali gravi colpe la filiera sia portatrice per subire la esclusione dopo le evidenze emerse?”, domanda la Federazione Nazionale Distributori e Trasportatori di Metano sottolineando la esclusione del settore dalla autotrazione agevolata.
Il gas naturale rappresenta un carburante capace di annullare la impronta carbonica attraverso la produzione di energia derivante da fonti organiche rinnovabili e locali. Le richieste includono la eliminazione della IVA per la intera durata della rimodulazione delle imposte insieme al riconoscimento di un credito d’imposta e nuovi incentivi.

Futuro del trasporto e occupazione nazionale
Lo sbilanciamento delle regole penalizza imprese e cittadini i quali scelgono soluzioni virtuose per ridurre il particolato atmosferico nelle aree urbane sature di smog. Il mercato automobilistico necessita di una stabilità normativa per favorire gli investimenti tecnologici di alto profilo capaci di sostenere il lavoro dei tecnici nazionali. La situazione attuale appare insostenibile per chi investe in una scelta industriale tutta italiana capace di produrre occupazione e vantaggi ecologici certi per la collettività.

Le 5 cose da sapere sul biometano oggi
- Il Decreto Carburanti del 18 marzo 2026 taglia le tasse per benzina, gasolio e GPL senza includere il settore del gas naturale.
- Il costo del gas registra un aumento dal valore di 35,1 euro/MWh alla cifra di 62,6 euro/MWh in un singolo mese solare.
- Un milione di famiglie italiane utilizza mezzi a biometano subendo la esclusione dai benefici fiscali previsti per le altre tipologie di motorizzazione.
- Il comparto logistico del GNL richiede il riconoscimento di un credito d’imposta per evitare il collasso economico delle imprese di trasporto pesante.
- La filiera reclama la rimozione della IVA ed un trattamento equo per proteggere una eccellenza industriale capace di azzerare la anidride carbonica.
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Ultima modifica: 21 Marzo 2026

