L’infrastruttura dedicata ai gas naturali compressi e liquefatti , metano e biometano, conferma, come riporta Federmetano, una solidità strategica fondamentale per sostenere la transizione energetica dei trasporti nazionali.
I rilevamenti effettuati dall’Osservaprezzi Carburanti del MIMIT evidenziano un ecosistema distributivo che conta 1.609 stazioni di rifornimento operative distribuite capillarmente tra le arterie stradali ordinarie e i nodi autostradali.
La rete e gli utenti beneficiano di una capacità produttiva di biometano incentivato che riesce ormai a pareggiare l’intero volume di gas erogato annualmente alle vetture.
Chiunque utilizzi oggi un veicolo alimentato a gas viaggia di fatto sfruttando energia rinnovabile senza aver dovuto affrontare l’esborso economico necessario per la sostituzione integrale del proprio mezzo meccanico.

Biometano, ceografia delle stazioni e varianti regionali
La mappatura della penisola mostra una stabilità numerica complessiva rispetto al mese precedente, sebbene si registrino oscillazioni locali legate alla chiusura o all’apertura di nuovi punti vendita specifici. Il Lazio guida la crescita con 2 nuovi impianti inaugurati nel periodo di riferimento, mentre la Campania e l’Umbria incrementano la propria offerta con una singola unità aggiuntiva ciascuna.
Di contro, la Lombardia perde 2 stazioni attive e il Veneto insieme al Friuli Venezia Giulia segnalano la disattivazione di un punto erogazione per ogni territorio regionale coinvolto. La rete autostradale mantiene invece una configurazione fissa con 75 impianti pronti a servire il traffico pesante e quello privato che percorre le tratte a lunga percorrenza.
Autonomia e crescita del rifornimento self service
La fruibilità del carburante gassoso compie un passo avanti grazie all’espansione della modalità self service che raggiunge quota 124 stazioni totali sul territorio nazionale italiano. Questa opzione permette ai guidatori di rifornire i serbatoi anche durante gli orari non presidiati dal personale, coprendo attualmente il 7,7% dell’intera infrastruttura disponibile al pubblico.
Il Piemonte, la Lombardia e l’Umbria registrano l’attivazione di un nuovo punto vendita automatizzato ciascuna, migliorando sensibilmente l’esperienza d’uso per chi cerca flessibilità oraria e costi competitivi. Il sistema richiede semplicemente la selezione della pompa corretta tra quelle identificate come Metano Self o L-GNC per completare l’operazione in totale autonomia e sicurezza operativa.

Biometano, trasporto pesante e logistica del freddo
Il settore della logistica industriale trova nel GNL e nel bioGNL una risposta concreta alle necessità di decarbonizzazione dei grandi volumi di merce movimentati su gomma ogni giorno.
La distribuzione conta 180 stazioni attive dedicate al gas naturale liquefatto, con un tasso di automazione per il rifornimento autonomo che tocca il 12% dei punti totali. Sebbene il Veneto registri la chiusura di un impianto dedicato, l’Umbria bilancia la statistica nazionale con una nuova apertura che garantisce continuità ai flussi di trasporto pesante. Queste strutture erogano un prodotto energetico che abbatte drasticamente le emissioni inquinanti locali, offrendo al contempo un risparmio economico che si misura in diverse migliaia di euro l’anno.

Le 5 cose da sapere sul metano e biometano in Italia
- La rete nazionale conta 1.609 stazioni totali tra metano compresso e gas naturale liquefatto.
- La produzione di biometano copre attualmente il 100% del fabbisogno annuale del parco circolante a gas.
- Gli impianti autostradali attivi sono 75 e non hanno subito variazioni numeriche nell’ultimo mese solare.
- Il rifornimento in modalità self service è disponibile nel 7,7% dei distributori presenti sul suolo italiano.
- Il comparto del trasporto pesante dispone di 180 punti di erogazione specifici per il combustibile GNL.
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Ultima modifica: 9 Marzo 2026


