Mercato Auto 2026: +14% a febbraio, ma la spinta è dal noleggio

Il panorama delle immatricolazioni italiane mette a segno un progresso del 14% durante il mese di febbraio raggiungendo la quota totale di 157.334 unità messe su strada.

La risalita dei volumi dipende dalla spinta del noleggio a breve termine poiché depurando i dati da tale componente il balzo positivo scende al 9% complessivo.

Il primo bimestre del 2026 chiude con 299.373 nuovi veicoli evidenziando un incremento del 10,2% rispetto al periodo della stagione passata sebbene manchi il recupero dei livelli ante-pandemia.

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Dominio delle ibride e canali di vendita a febbraio

Le auto elettriche raggiungono il 7,9% di quota del mercato influenzate dal peso degli incentivi statali erogati tramite i fondi del fondo MASE durante il periodo invernale.

Le varianti ibride occupano la posizione di regine del comparto attraverso una accelerazione che garantisce il 51,9% di penetrazione totale delle vendite mensili dei concessionari italiani a febbraio.

Il canale dei privati registra un incremento dei volumi ma perde terreno in termini di peso specifico fermandosi al 52,2% della torta totale dei contratti conclusi.

I propulsori alimentati a benzina subiscono una riduzione della importanza scendendo al 20,2% di share mentre le unità a diesel crollano fino al 6,5% delle preferenze totali.

Le vetture a GPL mostrano una contrazione dei volumi pari al 42,59% evidenziando lo spostamento della domanda verso le tecnologie elettrificate e le soluzioni ibride di nuova generazione.

Usato Mercato auto UE mercato usato mercato auto italiano Mercato auto usate Calo del prezzo medio delle auto usate nei primi 6 mesi del 2024

Criticità delle infrastrutture e riforma fiscale

Le emissioni medie di CO2 scendono a 107,6 grammi per chilometro segnando una flessione del 6,6% rispetto ai valori rilevati durante lo scorso anno solare nella penisola italiana.

La transizione verso i modelli a batteria richiede una stabilità della cornice normativa priva di misure di carattere protezionistico capaci di danneggiare la libertà di scelta dei consumatori.

L’Italia occupa la sedicesima posizione in Europa per capillarità delle infrastrutture di ricarica evidenziando la necessità di accelerare lo sviluppo della rete elettrica nazionale per colmare il ritardo.

La riforma della pressione fiscale sulle flotte aziendali rappresenta il volano principale per promuovere il rinnovo del parco circolante ed abbattere i livelli di inquinamento atmosferico urbano. La competitività industriale si fonda sulla capacità di attrarre investimenti e promuovere la innovazione senza barriere doganali capaci di ostacolare il commercio internazionale di componenti e prodotti finiti.

L’analisi dei prezzi e della economia generale suggerisce prudenza per i mesi futuri poiché il 55% degli addetti ai lavori rileva una scarsa affluenza di pubblico negli showroom. Ogni Costruttore affronta la sfida della decarbonizzazione attraverso il lancio di soluzioni flessibili capaci di mitigare l’incertezza legata alla evoluzione dei motori a combustione interna nei centri cittadini.

Massimo Artusi, Presidente Federauto: “Salutiamo con piacere la crescita delle immatricolazioni a febbraio 2026 con l’auspicio che il mercato possa proseguire sulla spinta di un impulso positivo”.

Roberto Pietrantonio, Presidente di UNRAE: “Tra gli ultimi in Europa sull’elettrico: non è un destino, ma una scelta”.

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Le 5 cose da sapere sul mercato auto a febbraio 2026

  1. Le immatricolazioni di febbraio 2026 segnano un aumento del 14% sostenuto dal contributo determinante del canale del noleggio a breve termine.
  2. Le motorizzazioni ibride dominano il panorama automobilistico nazionale coprendo una quota superiore alla metà dell’intero volume delle vendite totali.
  3. Le auto elettriche crescono fino al 7,9% grazie agli incentivi MASE ma l’Italia resta in ritardo rispetto ai principali mercati europei continentali.
  4. I motori a benzina e diesel subiscono cali pesanti nelle preferenze dei consumatori riflettendo il cambio di paradigma verso la mobilità sostenibile.
  5. La transizione ecologica necessita di una riforma fiscale per le flotte aziendali e di un potenziamento rapido della rete di ricarica pubblica.

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Ultima modifica: 3 Marzo 2026