Buon compleanno Lamborghini Miura! Il 10 marzo 1966 il mondo dei motori assiste alla nascita di un capolavoro che trasforma la percezione delle vetture sportive stradali. Presso il Salone di Ginevra il pubblico osserva una linea mai immaginata in precedenza che rompe ogni legame con la tradizione delle Gran Turismo classiche.

La Lamborghini Miura non rappresenta soltanto un modello inedito ma definisce i canoni di un segmento privo di eguali fino a tale momento storico. Tale vettura nasce appena tre anni dopo la fondazione della Casa di Sant’Agata Bolognese dimostrando una audacia progettuale fuori dal comune.
Genesi tecnica e rivoluzione a motore centrale
Il cuore della sfida risiede nella scelta di collocare il propulsore V12 in posizione centrale e con orientamento trasversale rispetto all’asse del veicolo. Tale architettura deriva direttamente dalle esperienze maturate nelle competizioni e garantisce una distribuzione dei pesi ottimale per la guida ad alte prestazioni. Il team guidato da Dallara e Stanzani lavora con dedizione per trasformare una intuizione di Ferruccio Lamborghini in una realtà capace di raggiungere i 290 km/h. La struttura del telaio in acciaio presenta pareti spesse appena 0,8 millimetri per contenere il peso complessivo entro i 120 chilogrammi totali.

«La Lamborghini Miura non è soltanto un’auto da sogno per le sue prestazioni, il design e il suo ruolo di icona. Da sessant’anni rappresenta una pietra angolare del nostro Marchio e ancora oggi è un riferimento per performance e stile» ha dichiarato Stephan Winkelmann, Chairman e CEO di Automobili Lamborghini.
«La Miura è stata molto più di una semplice vettura: ha cambiato il corso della storia dell’automobile. Con un’architettura mai vista prima, il design mozzafiato e le prestazioni senza compromessi, ha definito il concetto stesso di supercar e ha avviato Lamborghini lungo un percorso di fortissima innovazione. La Miura incarna il nostro DNA. Dirompente, visionaria e sempre avanti rispetto al proprio tempo. Celebrare questo anniversario significa rendere omaggio a un capolavoro che continua a ispirarci, ricordandoci che il vero cambiamento deriva dal coraggio di sfidare le convenzioni».

Il design di Bertone e la firma di Gandini
La carrozzeria porta la firma della carrozzeria Bertone e nasce dalla matita di un giovane Marcello Gandini capace di modellare lamiere sinuose e aggressive. Il profilo del mezzo si ferma a soli 105 centimetri di altezza dal suolo conferendo una presenza scenica che incanta ogni osservatore fin dal primo sguardo. Un elemento distintivo rimasto celebre nella storia dell’estetica automobilistica riguarda le caratteristiche ciglia poste attorno ai proiettori anteriori a scomparsa totale. Le griglie nere poste sul cofano anteriore permettono lo sfogo del calore proveniente dal radiatore mentre le lamelle posteriori migliorano la ventilazione del vano motore.

Evoluzione del propulsore e record di velocitÃ
L’unità motrice da 3,9 litri dispone di quattro carburatori Weber e garantisce una spinta vigorosa che proietta il bolide nell’olimpo delle auto di serie. La versione più estrema arriva a erogare 385 cavalli permettendo di polverizzare i record cronometrici stabiliti dai concorrenti più blasonati di quel periodo d’oro. La motricità viene gestita tramite un cambio manuale a cinque rapporti che richiede perizia e forza fisica per essere azionato con la dovuta precisione. Ogni componente meccanica comunica con il pilota senza filtri elettronici offrendo un feedback analogico ormai scomparso nelle moderne vetture ad alte prestazioni stradali.

Eredità culturale e conservazione storica
L’impatto di tale modello supera i confini del settore automotive per entrare con forza nel cinema con la celebre sequenza iniziale del film The Italian Job. Il Costruttore emiliano ha prodotto complessivamente 763 esemplari tra il 1966 e il 1973 consolidando una reputazione di eccellenza tecnica e stile intramontabile. Oggi il dipartimento Polo Storico si occupa di certificare e restaurare le vetture superstiti per preservare l’integrità di un patrimonio industriale di valore inestimabile. La partecipazione ai concorsi d’eleganza internazionali conferma quanto il DNA originario della Miura continui a influenzare le forme delle attuali supersportive della Casa.

Lamborghini Miura P400
La variante d’esordio debutta con una potenza di 350 cavalli e stabilisce il primato di velocità per i modelli stradali prodotti in serie durante la fine degli anni sessanta. Tale versione si distingue per la purezza delle linee originali e per un prezzo di listino fissato all’epoca in 7.700.000 lire italiane. Gli interni presentano una essenzialità sportiva con finiture nere che sostituiscono le cromature diffuse in precedenza sugli altri modelli della gamma produttiva. La P400 rimane la configurazione più fedele al progetto iniziale sviluppato dai tecnici durante le ore di straordinario fuori dal turno lavorativo ordinario.

Lamborghini Miura P400 S
L’evoluzione intermedia introduce miglioramenti significativi al telaio con l’adozione di ammortizzatori Koni e una carreggiata posteriore leggermente allargata per incrementare la stabilità nelle curve veloci. La potenza sale a 370 cavalli mentre l’abitacolo offre maggiore comfort grazie agli alzacristalli elettrici e alla possibilità di installare il climatizzatore con un sovrapprezzo specifico. Le cornici dei finestrini diventano cromate differenziando il modello dalla prima serie e rendendo il look complessivo più raffinato per soddisfare le richieste dei clienti facoltosi. La guidabilità beneficia di una erogazione più fluida della coppia motrice lungo tutto l’arco di rotazione del potente motore dodici cilindri.

Lamborghini Miura P400 SV
La sigla Super Veloce identifica lo stadio finale della serie che rinuncia alle iconiche ciglia dei fari per adottare un design anteriore più moderno e pulito. La modifica tecnica più rilevante riguarda la lubrificazione separata tra motore e trasmissione che risolve i problemi di affidabilità riscontrati nelle lunghe percorrenze autostradali. Il propulsore raggiunge la soglia dei 385 cavalli grazie a una nuova fasatura degli alberi a camme e alla ottimizzazione dei flussi nei condotti di aspirazione. Il differenziale autobloccante opzionale permette di scaricare a terra l’intera cavalleria con una efficacia superiore rispetto alle edizioni precedenti della medesima stirpe.

Le 5 cose da sapere sulla Miura
- La Miura nasce nel 1966 come la prima supercar della storia dotata di un motore V12 montato in posizione centrale.
- Marcello Gandini firma per Bertone un design alto appena 105 centimetri che riscrive i canoni estetici del ventesimo secolo.
- Il modello P400 SV raggiunge la velocità massima di 290 km/h grazie a un motore evoluto capace di erogare 385 cavalli vapore.
- La produzione totale si ferma a 763 esemplari rendendo ogni pezzo originale una rarità assoluta nel mercato del collezionismo mondiale.
- Il Marchio di Sant’Agata Bolognese celebra nel 2026 i sessanta anni di tale icona con eventi organizzati dal dipartimento heritage interno.
Leggi ora:Â le news motori
Ultima modifica: 10 Marzo 2026




