Volvo Studio Milano 2026, programma tra arte, AI e futuro sensoriale

di Luca Talotta

Il programma 2026 del Volvo Studio Milano è stato annunciato ufficialmente e segna un nuovo capitolo nella storia di uno degli spazi culturali più riconoscibili della città.

Il filo conduttore scelto per il 2026 è quello degli Orizzonti Sensoriali, un tema che mette in relazione la tecnologia più avanzata con la ricerca artistica, suggerendo nuove modalità di lettura della realtà e nuove forme di espressione. Un concetto che non guarda solo al futuro della mobilità, ma che prova a interrogare il presente, partendo dal modo in cui percepiamo il mondo che ci circonda.

Volvo Studio Milano 34
Volvo Studio Milano

L’annuncio è avvenuto nel corso della tradizionale conferenza stampa di inizio anno, ospitata negli spazi del Volvo Studio Milano, alla presenza di istituzioni e partner culturali che negli anni hanno contribuito a costruire un palinsesto sempre più articolato.

Programmi 2026 Volvo Studio Milano 7 700x467

Accanto a Chiara Angeli, Direttore Commerciale Volvo Car Italia e responsabile delle attività del Volvo Studio Milano, sono intervenuti rappresentanti di realtà ormai consolidate come BAM – Biblioteca degli Alberi MilanoTriennale MilanoLa MilanesianaBASE MilanoPonderosa Music&Art e Viasaterna Galleria d’Arte contemporanea, a conferma di una visione condivisa che tiene insieme sperimentazione, qualità e apertura alla città. Presente anche Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, a sottolineare il ruolo sempre più centrale del Volvo Studio nel panorama culturale milanese.

Programmi 2026 Volvo Studio Milano 6 700x467

Ad aprire l’incontro è stato Michele Crisci, Presidente e Amministratore Delegato di Volvo Car Italia, che ha ricordato come dal 2017 a oggi il Volvo Studio Milano sia cresciuto fino a diventare un luogo riconosciuto, capace di raccontare il marchio attraverso linguaggi non convenzionali e di dialogare con pubblici diversi.

Tecnologia human centric e nuovi orizzonti della percezione

Il tema degli Orizzonti Sensoriali nasce da una riflessione profonda sul rapporto tra uomo e tecnologia. Un legame che nel mondo automotive trova oggi una delle sue espressioni più avanzate nella nuova Volvo EX60 elettrica, recentemente presentata a livello globale. Un modello che, per contenuti tecnologici e capacità di calcolo, introduce un cambio di paradigma nella mobilità elettrica.

Il sistema di core computing che governa la vettura è in grado di elaborare fino a 250 trilioni di operazioni al secondo, rendendo concrete applicazioni di intelligenza artificiale che fino a pochi anni fa appartenevano più alla teoria che alla strada.

A bordo della EX60 diventa possibile interagire in modo naturale con l’auto, ricevere informazioni contestuali e beneficiare di soluzioni di sicurezza evolute come la cintura di sicurezza multi-adattiva, capace di modulare la propria azione in base a corporatura, postura e dinamica d’impatto. Una tecnologia che “sente” chi è a bordo e reagisce di conseguenza, tanto da essere premiata da TIME tra le migliori invenzioni del 2025.

Volvo Studio Milano VIASATERNA RAMAK FAZEL 700x466

I sensori esterni della vettura, inoltre, elaborano una mappa dell’ambiente circostante a una velocità superiore a quella dei nostri sensi, permettendo all’auto di anticipare situazioni di rischio e aumentare sicurezza e comfort. In questo senso, l’orizzonte sensoriale della tecnologia si affianca a quello umano, integrandolo e ampliandolo.

È da questa idea che prende forma il concept culturale del 2026 per il Volvo Studio Milano: se la tecnologia modifica il nostro modo di percepire la realtà, allora può diventare anche uno strumento di ricerca artistica, capace di aprire nuove prospettive creative. Gli Orizzonti Sensoriali diventano così un invito a guardare oltre, a sperimentare linguaggi inediti e a rompere schemi consolidati.

Food Ensemble   Volvo Studio  Milano © Gloria Soverini 700x467

Un palinsesto che rafforza il ruolo culturale del Volvo Studio Milano

Il programma 2026 si muove lungo questa direttrice, confermando arte e musica come assi portanti ma introducendo nuovi linguaggi e contaminazioni. L’obiettivo non è accumulare eventi, ma costruire un racconto coerente che tenga insieme tecnologia, creatività e valori.

Tra le novità più significative spicca l’estensione del progetto Volvo Studio a Sanremo, realizzato in collaborazione con Ponderosa Music&Art. In occasione della 76ª edizione del Festival della Canzone Italiana, dal 24 al 28 febbraio, il Volvo Studio porterà il proprio format sul lungomare sanremese, con tre palchi dedicati a showcase, talk e interviste. Un modo per raccontare la musica e il Festival da una prospettiva diversa, dando spazio non solo agli artisti ma anche a chi lavora dietro le quinte, valorizzando l’esperienza delle persone, in linea con l’approccio human centric del marchio.

Accanto a questa novità, tornano appuntamenti ormai consolidati come Piano City Milano e JAZZMI, che da anni trovano nel Volvo Studio una delle loro case naturali. Concerti, lezioni, laboratori per bambini e famiglie e il contest Jam The Future continuano a dare voce alle nuove generazioni di musicisti, mantenendo un forte legame con la città.

Arte, musica e sperimentazione: i progetti del 2026

Il palinsesto del Volvo Studio Milano si arricchisce di proposte che spaziano tra discipline diverse. La Milanesiana, sotto la direzione artistica di Elisabetta Sgarbi, torna con tre giornate di incontri che mettono in dialogo letteratura, musica, cinema, scienza e filosofia, in perfetta sintonia con la vocazione multidisciplinare del Volvo Studio.

Con Turning Point. I BAMoff, curato da BAM – Biblioteca degli Alberi Milano, il focus si sposta sulla relazione tra tradizione e innovazione, attraverso danza, teatro, musica e poesia. Da segnalare l’esposizione dedicata a Moira Orfei, figura capace di trasformare il circo italiano in un fenomeno pop, ridefinendo l’immaginario collettivo.

La collaborazione del Volvo Studio Milano con Triennale Milano Teatro prosegue con Esplorazioni, progetto che indaga il rapporto tra essere umano, tecnologia e ambiente attraverso performance audiovisive e sonore ispirate all’immaginario del Grande Nord. Gli spazi del Volvo Studio diventano così paesaggi immersivi, da vivere più che da osservare.

Sul fronte delle arti visive, Viasaterna inaugura l’anno con la mostra La Forma Trattenuta di Stefano Caimi, un percorso che riflette sul paesaggio e sulla percezione, utilizzando la tecnologia come strumento per scomporre e ricostruire immagini e forme.

Completano il programma del Volvo Studio Milano progetti come Planetarium, che intreccia musica sinfonica, cinema scientifico e astrologia, e The Daily Crash, laboratorio di fashion design che esplora l’incontro tra moda, branding e stampa d’arte, con una particolare attenzione ai giovani creativi.

Un luogo che racconta valori, non solo eventi

A nove anni dall’inaugurazione, il Volvo Studio Milano continua a distinguersi come spazio di condivisione culturale e di racconto dei valori Volvo: sicurezza, sostenibilità, attenzione alle persone. Non un semplice showroom, ma un ambiente che utilizza la cultura per parlare di futuro, mobilità e società.

In un momento storico in cui l’industria automotive è chiamata a ripensare se stessa, iniziative come questa dimostrano come il settore possa dialogare con il mondo dell’arte e della creatività senza perdere identità. Anzi, trovando nuovi strumenti per interpretare il cambiamento.

Leggi ora: le news motori

Ultima modifica: 28 Gennaio 2026

In questo articolo