La plastica si trasforma in carburante

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Negli Stati Uniti, presso la Purdue University di West Lafayette, in Indiana, una squadra di ricercatori sta lavorando, pare con buoni risultati, su una tecnologia in grado di trasformare in modo efficiente ed efficace i rifiuti plastici in carburante.

“La nostra strategia”, dice la coordinatrice del team di scienziati, Linda Wang “consiste nel dare una spinta al riciclo convertendo i rifiuti poliolefinici in un’ampia gamma di prodotti di valore, come polimeri, nafta e combustibili puliti”.

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Come funziona?

Sono due le fasi fondamentali di questo processo di trasformazione: estrazione selettiva e liquefazione idrotermica. Detto in termini più semplici possibile, la tecnologia messa a punto dai ricercatori della Purdue University consente di isolare le poliolefine (macromolecole derivate dalla polimerizzazione del petrolio o del gas naturale, che servono per la produzione della plastica) dagli scarti plastici. Una volta ritrovata la “materia prima”, si scioglie il tutto andando a ricreare le stesse condizioni che in natura permettono la formazione del petrolio.
Il passo successivo è quasi logico: produrre benzina o diesel.

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Riciclare

L’obiettivo di questa ricerca è di dare un contributo importante alla necessaria attività di riciclo dei rifiuti plastici. Negli ultimi 65 anni, infatti, sono state prodotte circa 8,3 miliardi di tonnellate di plastica. Il 12% di questo materiale è stato incenerito e solo il 9% è stato riciclato. Il restante 79% è finito in mare o in discarica.

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Se sfruttato al massimo, il sistema creato da Wang e colleghi potrebbe, secondo gli scienziati, aiutare a recuperare il 90% delle poliolefine destinate ad essere disperse nell’ambiente. E, sempre a detta del team della Purdue University, i combustibili creati sarebbero in grado di coprire fino al 4% della domanda mondiale annuale di diesel e benzina.

Parte dei risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista ACS Sustainable Chemistry and Engineering.

Ultima modifica: 11 febbraio 2019