Deterioramento targa: cosa sapere

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La targa dell’auto è sottoposta a deterioramento come qualsiasi altra parte della carrozzeria, solo che in più diventa anche sanzionabile.

Cosa fare in caso di targa deteriorata

La targa è un elemento identificativo della proprietà di un bene mobile stradale – l’auto, la moto, il rimorchio, l’auto d’epoca e il fuoristrada – e in quanto tale è soggetto ad immatricolazione da parte del P.R.A. (Pubblico Registro Automobilistico). Non solo: la targa è anche utile per la segnalazione del mezzo da parte delle autorità in caso di violazioni del Codice della Strada, ed è doveroso che la sua integrità sia garantita e controllata dal proprietario nel corso di manutenzioni periodiche.

Il deterioramento della targa, infatti, provoca soprattutto l’illeggibilità della stessa, scorrettezza oltretutto sanzionabile dalla Polizia Municipale. La mancata sostituzione da parte dell’automobilista, infatti, viene interpretata come una negligenza che il Codice della Strada all’articolo 102, comma 7, sanziona così: “Chiunque circola con targa non chiaramente e integralmente leggibile è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 168”.

Come cambiare targa

Se la targa è deteriorata, dunque, bisogna obbligatoriamente sostituirla e procurarsene una nuova. Per evitare anche la multa, è necessario seguire una procedura di re-immatricolazione rivolgendosi ad uno di questi uffici, tutti egualmente abilitati a ricevere ed erogare questo tipo di servizio:

  • Agenzie che effettuano pratiche automobilistiche
  • Delegazioni ACI o presso lo Sportello Telematico dell’Automobilista (STA)
  • Uffici Provinciali Motorizzazione (UMC)
  • Uffici Provinciali del P.R.A. (in estinzione)

In tutti i casi sarà necessario compilare il Modello TT2119 a cui devono essere allegati i seguenti documenti in copia:

  • 2 fotocopie del documento di identità, oppure una delega in carta semplice a persona che rappresenta il proprietario (allegare le carte di identità di entrambi, il delegante e il delegato);
  • il Codice fiscale;
  • la Carta di circolazione;
  • il Certificato di proprietà;
  • la targa oggetto di sostituzione;
  • una serie di versamenti su diversi conti correnti per ciascun destinatario pubblico:
    • 10,20 euro per i diritti;
    • Imposta di bollo PRA di 32,00 euro;
    • Imposta di bollo Motorizzazione di euro 32,00;
    • 59,00 euro al Servizio di Tesoreria dell’ACI;
  • altri versamenti sul conto/corrente n. 4028 per le diverse tipologie di auto:
    • euro 24,74 per un rimorchio;
    • euro 22,26 per un motoveicolo;
    • euro 41,37 per auto d’epoca o fuoristrada;
    • euro 41,78 per un autoveicolo.

Nel caso in cui il proprietario del veicolo sia un cittadino extra-comunitario, la procedura prevede la presentazione della carta d’identità e del permesso di soggiorno, entrambi in corso di validità sul territorio nazionale o sul territorio europeo che, in quest’ultimo caso, prevede una permanenza di lunga durata per cui è giustificato l’utilizzo di un’auto propria.

In attesa della nuova targa

L’automobilista, in attesa della nuova targa, potrà circolare apponendo un pannello in cartoncino in cui sono iscritti i dati numerici nella stessa sequenza di quelli originali in targa, così come è previsto dal Codice della Strada all’articolo 102, comma 3: “Durante il periodo di cui al comma 2 è consentita la circolazione del veicolo previa apposizione sullo stesso, a cura dell’intestatario, di un pannello a fondo bianco riportante le indicazioni contenute nella targa originaria; la posizione e la dimensione del pannello, nonché i caratteri di iscrizione devono essere corrispondenti a quelli della targa originaria.

Quindi, sulla base della procedura fin qui esposta, il costo da sostenere varia tra i 150 e i 200 euro, a cui si dovranno aggiungere anche Iva e costi di affidamento della pratica ad Agenzie o enti della Motorizzazione.

È bene precisare, comunque, che con la riforma della Pubblica Amministrazione del febbraio 2017 ci sarà l’eliminazione del P.R.A. per cui buona parte della gestione passerà alla Motorizzazione e molti documenti diventeranno digitali: ad esempio, il libretto di circolazione e il certificato di proprietà diverranno un solo documento che sarà disponibile nel nuovo formato elettronico.

Intanto rimangono ancora in vigore le vecchie regole, e sarà così fintanto che il processo di “rottamazione” del P.R.A. non sarà completato con la creazione di un Archivio unico di tutta la documentazione dell’automobilista – assegnato alla Motorizzazione – e il trasferimento delle competenze ad una Agenzia per il Trasporto Stradale.

Con la riforma, quindi, si annullano i costi relativi ai bolli e alla gestione del P.R.A. e non sarà più necessario attivare lunghi procedimenti dal momento che basterà collegarsi alla rete e trovare nei siti dedicati tutte le informazioni già “profilate” per ciascun automobilista, compresi i fermi ammnistrativi, le multe, la patente, i passaggi di proprietà, e tanto altro.

Quanto costa sostituire targa sbiadita o rovinata

Ogni tanto ci sono anche buone notizie: la targa sbiadita non prevede alcun costo di sostituzione! Si tratta delle targhe prodotte nel 2006 con l’utilizzo di inchiostro simpatico che nel tempo ha perso inesorabilmente colore e tenuta sulla piastra metallica verniciata.

Dal momento che la lavorazione della targa è di competenza del Poligrafico dello Stato, ecco che in deroga ad ogni legge e sanzione, la sostituzione è a carico di questo istituto pubblico, come deciso dalla Circolare numero 1098/60G1/MOT6 del 25 febbraio 2002 emessa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e che così enunciava: “[…] Qualora, a seguito di apposita verifica sulle targhe deteriorate, fossero accertati vizi, difetti o errori del processo di fabbricazione o dei materiali impiegati, il Poligrafico dello Stato provvederà alla sostituzione di ciascuna targa riconosciuta difettosa con una nuova recante la medesima numerazione, senza alcun onere a carico dei proprietari dei veicoli.”.

Anche nel caso in cui risulti “rovinata”, cioè con evidenti imperfezioni che ne compromettano la leggibilità, la sostituzione non è a carico dell’automobilista. Si tratta di alcuni casi straordinari in cui alcune targhe erano suscettibili di deterioramento, quindi “rovinate”, sin dalla loro emissione avvenuta negli anni 2000 e 2002 – sono le targhe relative alle provincie di Belluno e di Bolzano in cui erano iscritte le sigle “BL” e BZ” -, e alla cui sostituzione ha dovuto provvedere sempre il Poligrafico di Stato. Si tratta di una cattiva incisione dei caratteri sulla piastra della targa per cui nel tempo ciò aveva causato corrosioni sulla vernice e altri deterioramenti che ne compromettevano la leggibilità.

Ultima modifica: 26 aprile 2017