Che cos’è il Jammer, il segreto dei ladri d’auto

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Si chiama Jammer ed è uno strumento elettronico che nel corso degli ultimi anni è diventato un vero e proprio alleato occulto per tutti i ladri d’auto. Sul dark web, il Jammer è venduto sottobanco ad alcune centinaia di euro. Ma i modelli più sofisticati arrivano a essere programmati appositamente da tecnici specializzati anche per più di tremila euro, è in vendita da almeno una decina d’anni.

Genesi del Jammer

Stando alle prime ricostruzioni da parte degli specialisti che con questo strumento hanno avuto a che fare e che stanno cercando in tutti i modi di arginarne gli effetti sul mercato delle auto rubate, il Jammer sarebbe comparso per la prima volta una quindicina di anni fa. La sua invenzione, pare, è da attribuire a un programmatore inglese che stava cercando un modo per sbloccare la chiusura centralizzata della sua auto dopo che la chiave elettronica era andata in tilt. Verificando la frequenza radio con la quale la chiave sbloccava la chiusura delle porte e l’avviamento della vettura il programmatore è riuscito a trovare un segnale in grado di ingannare il sistema di sicurezza della macchina per poterla aprire. Poi, con un secondo congegno, era anche riuscito a metterla in moto eludendo il blocco della centralina elettronica.

Usato per scopi nobili

In realtà il Jammer è un mezzo ben noto non solo alle forze dell’ordine ma anche ai corpi militari. La sua applicazione, del tutto legale, è stata utilissima in molte occasioni per intercettare le comunicazioni di potenziali malviventi ma, soprattutto, per evitare attentati. Il Jammer, infatti, è stato applicato per la prima volta con successo dei corpi speciali nel tentativo di intercettare i segnali elettromagnetici con i quali potevano essere innescati ordini esplosivi. È stato utilizzato con successo in Afghanistan, in Iraq e ancora oggi le squadre di artificieri americane lo utilizzano in una versione estremamente sofisticata che consente, anche a una certa distanza dal potenziale ordigno esplosivo, di intercettare il segnale che arma l’innesco per annullare gli effetti della bomba.

Come si intercetta una radiofrequenza

Tecnicamente, il Jammer, è un “disturbatore”: intercetta una radiofrequenza e la destabilizza, fino a renderla del tutto inefficace. Tutte le nostre auto, ormai, sono collegate a una radiofrequenza anche quando non sono governate direttamente da un segnale GPS che arriva, come nel caso delle nostre vetture più moderne, dal telefonino. Se oggi è possibile avviare un’auto, aprire l’aria condizionata o accendere le luci della nostra vettura a distanza, anche senza essere a bordo, agendo da un software o da un’applicazione direttamente dal nostro palmare o dal telefono cellulare, già da anni la chiave elettronica apriva e chiudeva le porte della nostra vettura grazie una radiofrequenza.

Ed era sempre la frequenza inserita all’interno della chiave elettronica a sbloccare la centralina consentendo l’avviamento della macchina. Il Jammer , sotto questo aspetto, serviva semplicemente a mandare in tilt tutto il sistema di sicurezza. Un bel salto di qualità, purtroppo, per i ladri d’auto che potevano attaccare vetture di un certo valore, apparentemente al sicuro per via della loro chiusura centralizzata e del blocco della centralina elettronica, senza dover forzare l’apertura sulla carrozzeria o sfondare il cristallo.

Come lavora il ladro d’auto

Il sistema per rubare le auto è diventato sempre più elettronico e sofisticato. Ed è vero anche che il Jammer è stato uno strumento di grande successo tra i malviventi. Ma  bisogna aggiungere che le case automobilistiche, nel corso degli ultimi anni, si sono notevolmente evolute. Molte hanno già al riparo i propri veicoli anche da questo sofisticato sistema di scasso elettronico.

I primi Jammer dovevano essere usati in prossimità dei veicoli. Il ladro si sistemava con la propria apparecchiatura nei pressi dell’auto parcheggiata che il proprietario era convinto di bloccare con la propria chiave elettronica. In realtà, attivando la chiusura, la chiave inviava un segnale radio che il Jammer era in grado di intercettare. Poi lo riproduceva per sbloccare le porte e avviare la macchina. Un sistema evoluto di clonazione elettronica.

Come difendersi

Con gli anni, il Jammer ha purtroppo incrementato le sue prestazioni. Oggi può essere usato anche a una decina di metri dal veicolo. Non solo. Nuò essere utilizzato su più veicoli contemporaneamente perché quasi tutte le macchine sono dotate di chiusura centralizzata attivabile con un segnale radio.

Difendersi dal Jammer e dai ladri che lo utilizzano, che purtroppo sono sempre di più anche nel nostro paese, non è una cosa così semplice. Paradossalmente la cautela è il modo migliore per evitare di tornare in parcheggio e non trovare più la propria auto. Sempre meglio parcheggiare in zone affollate, prediligere sempre parcheggi presidiati da una sorveglianza elettronica e di telecamere. Meglio i parcheggi a pagamento, dove si entra e si esce con un ticket. L’importante è portarselo dietro senza mai lasciarlo a bordo del veicolo. Cosa che renderebbe più facile il lavoro del ladro.

Le multifrequenze che spiazzano il Jammer

Tuttavia, a parte la cautela il buon senso, molte case automobilistiche si stanno dotando di radiofrequenze variabili o multifrequenza. Un sistena sofisticato per differenziare il segnale di apertura e chiusura delle portiere. In questo modo è impossibile la riapertura delle portiere con un segnale clonato creato dal Jammer. Per esempio… Chiudiamo la macchina con un segnale, una frequenza che può anche essere intercettata dal Jammer. Ma il ladro non sa che la nostra macchina potrà riaprirsi solo con una frequenza abbinata a quella di chiusura. I due segnali sono abbinati ma sono completamente diversi. E in questo modo la macchina non potrà essere aperta da nessuno se non dal proprietario la cui chiave è esattamente sincronizzata con il codice di chiusura.

Ciònonostante si calcola che siano state migliaia in tutto il mondo le auto rubate con il Jammer. Di questi apparecchi sofisticati, piccoli computer palmari collegati a un’antenna che intercetta e gestisce il segnale wi-fi,ne esistono migliaia. Alcuni vengono creati ad hoc partendo da un semplice computer portatile, con un’antenna similea quella che riceve il wi-fi, potenziata.

Ultima modifica: 2 settembre 2020