Cavi avviamento batteria quali scegliere

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I cavi di avviamento per la batteria dell’auto sono di fondamentale aiuto per poter riavviare la vettura e farla ripartire. Ecco quali scegliere.

I cavi di avviamento batteria possono essere acquistati anche presso un supermercato, ma la scelta non è affatto semplice, soprattutto quando si è poco esperti in materia. Ecco quindi alcuni consigli utili su come fare la scelta opportuna. Sarà importante sceglierli in relazione all’utilizzo che se ne deve fare e anche alla cilindrata del proprio veicolo. Vediamo tutto quello che c’è da sapere.

Quali cavi avviamento batteria scegliere

 

Durante il periodo invernale, la batteria dell’auto deve far fronte ad un lavoro ben più gravoso che in altri periodi, poiché dovrà azionare oltre ai fari, anche i tergicristalli e il riscaldamento, che sottraggono energia fondamentale per il motore. Pertanto, se la batteria dovrà quindi produrre più energia di quella ricevuta, è possibile che si debba ricorre all’uso dei cavi di avviamento d’emergenza. Sono in molti ad acquistare i cavi presso un normale centro commerciale, ma la scelta deve essere fatta in ogni caso con attenzione.

I cavi per avviare la batteria dell’auto devono essere rapportati all’uso che bisogna farne. Più elevata è la cilindrata del veicolo che bisogna avviare, maggiore sarà la sezione del filo conduttore, poiché la lunghezza e la sezione influiscono sul trasferimento di corrente. Per cui non devono essere scelti a caso, ma è necessario che rispettino precise normative in materia. I cavi sono solitamente divisi nei colori rosso e nero, per poter distinguere i poli, negativo e positivo. Molti dei kit di questo tipo di cavi possono essere anche acquistati presso un qualunque centro commerciale, nella apposita sezione di cura per l’auto. I cavi possono essere di diverse dimensioni, ma la differenza sostanziale sta nel conduttore interno che sarebbe opportuno valutare prima di effettuare l’acquisto.

Come scegliere

 

Un filo elettrico, per sua natura, è di per sé un conduttore che consente il passaggio di corrente, ma la differenza risiede nella resistenza incontrata dalla corrente durante il suo passaggio. E’ questo che consente di stabilire la buona qualità o meno dei cavi per l’avvio della batteria dell’auto. Ad influenzare la resistenza di un conduttore è la sua lunghezza, la sezione del conduttore e la capacità di resistenza del materiale conduttivo impiegato. Il valore e la qualità dei cavi sono influenzati proprio dalla maggiore capacità di resistenza dell’alluminio che si trova all’interno dei singoli fili.

Nella scelta dei cavi, è opportuno controllare che sull’etichetta sia indicata la normativa di garanzia del prodotto, con dicitura DIN 72553, che equivale all’indicazione ISO 6722. Si tratta di una normativa che regola proprio la sezione del conduttore, la lunghezza dei cavi, l’esatto numero dei singoli fili e il tipo di pinze ad essi collegate. Per fare un esempio, un veicolo di media cilindrata, alimentato a benzina fino a 2000 cc, potrebbe richiedere dei cavi con una sezione del conduttore di 16 mm² e una lunghezza di 3 metri. Nel caso di veicoli con motori più potenti e alimentati a diesel, la sezione dovrà essere di 25 mm² e una lunghezza di almeno 3,5 metri. In questo modo si eviterà di avere problemi con la resistenza e con il passaggio della corrente. Chiaramente, la batteria che fa da soccorso a quella scarica dovrà essere in buone condizioni.

Per quanto riguarda le pinze, quelle con copertura in plastica ABS, sono in parte meno facili da utilizzare rispetto a quelle prive di copertura, ma permettono un passaggio di corrente fino a 1000 A e si evita il rischio di un cortocircuito se, accidentalmente, si dovesse entrare in contatto con il telaio della vettura. E’ altresì importante controllare, al momento dell’acquisto, che il conduttore di rame all’interno delle pinze presenti un diametro di almeno 5 mm. Per fare questo, sarà sufficiente aprire la pinza e controllare anche la resistenza elastica della molla che deve tenere i morsetti ben saldi ai poli della batteria. Tanto maggiore sarà la forza richiesta per aprire le pinze, minore sarà il rischio che i cavi possano staccarsi dai poli se posti sotto eccessiva tensione.

Cavi avviamento batteria fai da te

 

Se si vuole risparmiare sui costi degli appositi kit di cavi, si può anche ricorrere al solito fai da te. Tutto quello che bisogna fare è procurarsi un cavo guainato molto spesso. Si possono anche utilizzare quelli impiegati dagli elettricisti per far passare la tensione di prova per i quadri elettrici. In alternativa, si possono anche usare quelli per saldatrici, poiché sono particolarmente flessibili, ma chiaramente hanno un costo più elevato. Per il resto, tutto ciò che bisognerà fare per ricaricare la batteria, sarà seguire quanto riportato sul manuale d’uso e manutenzione dell’auto. L’avviamento per ricaricare la batteria dell’auto è un procedimento molto semplice, basta solo fare attenzione alle indicazioni e ad alcune precauzioni. Quello a cui si deve prestare attenzione è che la batteria, che fa da supporto, abbia la stessa capacità, o sia maggiore, di quella scarica. E’ bene evitare di collegare le due batterie mettendo in contatto diretto i due poli in parallelo. Sebbene le batterie di ultima produzione non provocano fuoriuscite di gas, collegandole in parallelo si potrebbero produrre delle scintille con anche il rischio di esplosione nel caso di batterie usurate.

Prima di collegare i poli, accertarsi di aver spento gli utilizzatori e il quadro di entrambe le vetture. A questo punto bisogna collegare il polo positivo, quello rosso, della batteria scarica, a quello positivo della batteria carica. Allo stesso modo, quello negativo, vale a dire quello nero della batteria carica, ad un punto di massa del telaio che non sia verniciato della vettura con batteria scarica. Si evita così di esporre l’impianto elettrico dell’auto al rischio di sovracorrente o sovratensione. Ora è possibile accendere l’auto con batteria carica, successivamente quella con batteria scarica. Se non si accende subito, basta attendere circa un minuto e riprovare.

Una volta che l’auto soccorsa sia stata avviata, basta scollegare i cavi seguendo l’ordine inverso e lasciarla in accensione per circa 20-30 minuti. In questo modo, se l’alternatore non è in avaria, l’auto dovrebbe riprendere la giusta carica temporanea e una volta a casa si potrà avviare una ricarica più lunga che le consentirà di riprendere la sua funzionalità.

Ultima modifica: 24 agosto 2017