Codice stradale: quali normative cambiano nel 2018

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Il Codice della Strada, per rispondere alle esigenze degli utenti, deve continuamente rinnovarsi, ecco allora le novità del 2018.

Il Codice raccoglie in sé ben 408 articoli, di cui 19 appendici. Si tratta di un insieme di normative e regolamenti ai quali gli utenti della strada devono attenersi. Il Codice regola, pertanto, la guida dei veicoli, si occupa della gestione delle strade, indica il corretto comportamento da seguire. Esso stabilisce, inoltre, gli illeciti, nonché le sanzioni e i provvedimenti amministrativi in caso di infrazioni.

Novità e notizie

Per poter rispondere alle diverse esigenze e necessità dei vari utenti, ogni anno il Codice della Strada si rinnova. Questo per essere in grado di accogliere le svariate sentenze della Corte di Cassazione. Ecco che il legislatore si adopera per emanare una serie di norme, in modo da integrare ed aggiornare quelle già in vigore. Solitamente, ciò avviene verso la fine dell’anno, con decorrenza delle norme stesse, a partire dal 1° gennaio dell’anno seguente.

Ciò è avvenuto anche nel corso del 2017, quando è stato ufficializzato un aggiornamento del Codice della Strada 2018. Questo contiene alcune indicazioni e novità alquanto interessanti. Prima fra tutte quelle riguardante le multe assai salate effettuate mediante l’impiego di autovelox. Secondo quanto riportato nell’ordinanza specifica numero 27771, emessa dalla Corte di Cassazione, la polizia stradale avrà l’obbligo di intimare l’Alt al veicolo che commette infrazione percorrendo la strada a velocità elevata. Ciò nel caso in cui l’infrazione dovesse verificarsi lungo un percorso rettilineo. Laddove, la polizia stradale non dovesse intimare l’Alt al veicolo in questione, sarà tenuta a specificarne il motivo in maniera esatta, con motivazioni annesse alla stessa contravvenzione.

Altra novità in fatto di alcol-test. Ecco cosa ci sarà di nuovo nel 2018. Secondo una sentenza della Corte di Cassazione, viene indicato quando e in che modo si debba comunicare al soggetto che deve sottoporsi ad alcol test, che questo può essere assistito da un legale. Nello specifico, la giurisprudenza fa una chiara distinzione tra i casi in cui sia prevista tale comunicazione, e quelli in cui non sia indispensabile. Ad esempio, essa non è necessaria quando si esegua l’alcol test unitamente ad altri esami del sangue, per prestare soccorso ad un soggetto ferito in seguito ad incidente. Mentre, risulta chiaramente indispensabile nel caso in cui il test sia richiesto da polizia giudiziaria.

Un’ulteriore novità, nello specifico, è quella in relazione all’ “abuso di ufficio”. Infatti, può accadere di commettere un’infrazione, non particolarmente grave, e di trovare un agente che sia piuttosto comprensivo e disposto a lasciar andare il soggetto. Può sembrare una situazione che non comporti particolari risvolti, ma in passato poteva accadere che l’agente in questione finisse per essere sottoposto ad indagine per abuso d’ufficio. Questo atteggiamento, infatti, veniva ritenuto come una sorta di vantaggio patrimoniale nei confronti dell’automobilista. Al contrario, ora tale omissione non sarà configurabile come abuso d’ufficio.

Nuove indicazioni anche per la classe di merito, sia per per privati, che per aziende. E’ stato proprio l’Istituto per la Vigilanza sulla Assicurazioni a stilare un documento , in base al quale sono stati indicati i criteri di individuazione e le regole inerenti la classe di merito, correggendo alcune delle più spinose storture. Nel 2018 vi sarà una rilevazione della storia assicurativa, nonché una conseguente assegnazione della classe di CU. Ciò varrà anche per le annualità con contratti stipulati mediante formula indicata ‘a franchigia’ oppure con tariffa fissa. Vi sarà inoltre un’estensione a tutte le differenti polizze temporanee delle stesse indicazioni valide per le polizze già citate.

Per quanto concerne le aziende, nel caso in cui vi siano cambiamenti per la titolarità della vettura assicurata, vi sarà il riconoscimento della classe di merito. Ad esempio, nel caso in cui vi fosse il passaggio da più proprietari, nel caso di una società, ad un solo proprietario, la classe di merito maturata sulla vettura, sarà riconosciuta al nuovo proprietario, anche nel caso in cui venisse sostituito il veicolo stesso. Sarà, inoltre, consentito il trasferimento di proprietà di un veicolo tra persone coniugate, o unite civilmente. In precedenza, ciò era concesso solo tra coniugi, in comunione di beni.

Nel caso in cui l’auto venisse acquistata con formula leasing, oppure noleggiata a lungo termine, l’utilizzatore potrà vedersi riconosciuta la classe di merito, anche se la vettura non fosse riscattata e dovesse acquistare un nuovo veicolo. Se il veicolo è intestato ad un soggetto con disabilità, la classe di merito maturata sul veicolo, verrà riconosciuta anche per vetture acquistate da soggetti che abitualmente hanno guidato il veicolo stesso. E’ questo il caso di un coniuge oppure di un parente stretto.

Altra novità riguarda la normativa inerente l’obbligo delle gomme invernali. Sarà infatti fatto obbligo di montare gomme invernali dal 15 novembre 2017, sino al 15 aprile 2018. Verrà concessa la tolleranza di un mese. Ciò significa che si potrà circolare con pneumatici invernali sino al 15 maggio, senza dover incorrere in sanzioni amministrative. La normativa stabilisce tale obbligo su auto e mezzi pesanti. Tuttavia, spetterà agli enti che gestiscono le varie tratte stradali, decidere se tale obbligo debba essere imposto o meno, indicandolo anche mediante apposito Segnale di Catene da Neve Obbligatorie.

Per quanto riguarda la data di termine dell’obbligo stesso imposto  il 15 aprile dal Codice della Strada, occorre fare una precisazione, poiché non vi è alcuna regola che imponga, una volta terminato il periodo invernale, di sostituire gli pneumatici invernali con quelli estivi. Chiaramente, questo a condizione che le gomme invernali posseggano un indice di velocità simile o superiore a quello riportato sulla carta di circolazione. Possono essere montate gomme invernali con indice di velocità al di sotto di quello riportato sul libretto dell’auto, fermo restando che, una volta terminato il periodo dell’obbligo, queste siano sostituite con pneumatici con corretto indice. In alternativa, è possibile utilizzare le gomme “4 seasons”, sebbene non abbiano le stesse prestazioni sulla neve.

Nuove sanzioni

Per quanto riguarda le sanzioni a carico di coloro che commettono infrazioni e non rispettano le norme indicate dal Codice della Strada, nel caso delle gomme invernali, queste variano in relazione al tipo di strada che viene percorsa. All’interno dei centri abitati è prevista una multa di 41 euro. Mentre, fuori da centri abitati si va da un minimo di 84 euro. In autostrada si va da un minimo di 80 euro, ad un massimo di 318 euro. L’inosservanza comporta anche la decurtazione di 3 punti dalla patente. Se la multa viene pagata entro 5 giorni dall’esecuzione della stessa, si avrà diritto ad una riduzione del 30%.

Nel caso in cui, dopo un mese dalla scadenza del periodo in cui vi è tale obbligo, si dovesse ancora circolare con gomme invernali ad indice inferiore, la multa va da 422 a 1.682 euro, con ritiro del libretto di circolazione e obbligo di revisione del veicolo.

Queste sono le più importanti novità introdotte all’interno del Codice della Strada per il 2018. Gli automobilisti dovranno attenersi a questo statuto a meno che non vogliano affrontare multe salate o una perdita di punti. Inoltre,  sarà bene fare attenzione alle evoluzioni della legislazione vigente in materia, in quanto ogni anno potrebbero emergere nuove modifiche!

Ultima modifica: 28 febbraio 2018