Biodiesel: tutte le informazioni utili da sapere

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Il Biodiesel è un biocombustibile ottenuto da delle fonti rinnovabili come ad esempio gli oli vegetali o i grassi animali. Vediamo le sue caratteristiche.

Il biodiesel, nonostante quello che si crede comunemente, non è un olio vegetale puro e semplice (come, ad esempio l’olio di colza). Si tratta invece del risultato di un procedimento chimico: ovvero la transesterificazione di olio vegetali con alcol etilico o alcol metilico. Questo combustibile si presenta allo stato liquido, di colore ambrato e trasparente.

Cos’è il biodiesel

Il biodiesel è un carburante ottenuto interamente dall’olio vegetale, come ad esempio la colza o il girasole o altri tipi. La viscosità di questo carburante è molto simile a quella del gasolio che viene ottenuto dalla distillazione frazionata del petrolio grezzo. Per quanto riguarda l’identificazione delle miscele, si identifica il biodiesel con la sigla BD, mentre per il bioalcol si usa la sigla BA.

Talvolta al biodiesel viene assegnata la sigla BD100. Le miscele verranno invece identificate con una sigla alla quale verrà aggiunto un numero che si riferisce alla percentuale di biodiesel contenuto: ad esempio verrà utilizzata la sigla BD20, per un gasolio tagliato con una percentuale di biodiesel al 20 per cento.

Come viene prodotto

Nella produzione del biodiesel, le specifiche determinano e fissano alcuni punti importanti, per quanto riguarda i processi di produzione. Questi importanti punti sono:

  • la completezza della reazione chimica;
  • la rimozione del glicerolo;
  • rimozione del catalizzatore e di alcoli
  • l’assenza di acidi grassi liberi.

Se vi è la piena conformità a queste particolari caratteristiche, verificate tramite grascromatografia, si può parlare di biodiesel. Il combustibile ottenuto seguendo queste fasi produttive, risulterà assolutamente poco tossico.

Il bioediesel può essere tranquillamente unito e miscelato con il gasolio in ogni tipo di percentuale ed utilizzato nei moderni motori diesel: tuttavia alcuni autoveicoli caratterizzati da un produzione non recente, potrebbero in seguito alla combustione del biodiesel, subire una degradazione dei tubi e dei giunti in gomma. Le auto prodotte dopo l’anno 1992, dovrebbero teoricamente non avere questo tipo di problema.

Dal momento che il biodiesel viene principalmente utilizzato come carburante miscelato con il gasolio di petrolio, non vi sono molte informazioni e molti studi relativi all’effetto del biodiesel puro sui motori degli autoveicoli. Tuttavia i pareri degli ingegneri sono concordi su un fatto: non dovrebbero verificarsi particolari problemi dell’utilizzo del biodiesel in purezza.

Il biodiesel ha un quantità di cetano superiore alla quantità presente nel gasolio: questo comporta una più facile incendiabilità del biodiesel, una volta iniettato all’interno dei motori. Tuttavia, a differenza del gasolio di petrolio, non è esplosivo. Inoltre, contrariamente al gasolio, è biodegradabile, non è tossico e riduce sensibilmente le emissioni tossiche, nel momento in cui viene bruciato come combustibile.

Vantaggi

Uno dei vantaggi principali dell’utilizzo del biodiesel come carburante è il suo minimo impatto ambientale, se paragonato al gasolio. Infatti, rispetto al gasolio, riduce le emissioni nette di ossido di carbonio del 50 per cento. Vi è inoltre una riduzione di biossido di carbonio del 78,4 per cento.

Il carbonio che viene emesso nelle fasi di combustione è semplicemente quello già presente normalmente nell’atmosfera: la pianta lo ha fissato nel corso della sua crescita. A differenza delle emissioni di gasolio, il cui carbonio era rimasto a suo tempo intrappolato nella crosta terrestre. Tuttavia andranno certamente considerati quelli che sono i costi energetici nelle fasi di coltivazione della materia prima per l’ottenimento del biodiesel. Andranno inoltre considerati i costi energetici di lavorazione e trasporto del biodiesel.

Un altro vantaggio importante e significativo di questo carburante è che praticamente non contiene idrocarburi aromatici le cui emissioni ad anelli condensati, come ad esempio i benzopireni sono infatti ridotte del 71 per cento. Il biodiesel inoltre non è caratterizzato da emissioni di diossido di zolfo, dal momento che non contiene affatto zolfo.

Come ultimo vantaggio andrà considerata la diminuzione dell’emissione di polveri sottili ridotta fino al 65 per cento. In questi ultimi anni il settore dei biocarburanti continua a crescere notevolmente. Per questa ragione ne derivano molti interessi che sono sempre più al centro degli accordi geopolitici internazionali. Tuttavia, in questi ultimi anni, a livello internazionale si discute molto del problema, delle monocolture agro energetiche sulla biodiversità.

Svantaggi

Senza dubbio l’uso come carburante del biodiesel ha anche degli svantaggi. Questa sostanza produce sicuramente più emissioni di ossidi di azoto, se confrontato alle emissioni del gasolio. Si potrà rimediare a questo svantaggio di emissioni del biodiesel, progettando nuovamente i motori diesel.

Potranno essere aggiunti agli scarichi dei particolari catalizzatori. L’uso del biodiesel come carburante, comporta certo delle conseguenze negative socio ambientali. Prima di tutto vengono sottratte le terre alla coltivazione di alimenti per l’uomo, in favore di coltivazioni per carburanti per alimentare le macchine.

Potrebbe inoltre verificarsi un aumento del costo delle materie prime, soprattutto nei paesi del Terzo Mondo (problema della insicurezza alimentare). Qualora si mettessero in atto delle tecniche di coltivazione del biodiesel monocolturali, questo comporterebbe inevitabilmente una riduzione della biodiversità: di conseguenza aumenterebbe l’erosione del sottosuolo e l’aumento del rischio della distruzione delle colture da parte di insetti e batteri.

Si discute molto in questi anni delle altre produzioni di tipo alimentare locale. Sicuramente vi è un alto rischio per i paesi in via di sviluppo o definiti del Terzo Mondo. Nel caso di una crescita incontrollata delle colture di biocarburante, potrebbe verificarsi un grande deficit nella produzione alimentare locale. Questo a seguito di un inevitabile esodo dei produttori alimentari locali.

Per queste ragioni molti economisti ritengono che la diffusione della produzione di biocarburanti, possa avere una influenza decisamente negativa sul fenomeno della fame nel mondo. Troppo elevata sarebbe infatti la sottrazione di terreni che oggi sono adibiti alla coltivazione dei cereali. Essi costituiscono oggi il principale nutrimento delle popolazioni che abitano i paesi poveri. Questi paesi basano la loro economia principalmente sul settore primario. Va considerato che l’indice FAO dei prezzi dei generi alimentari di prima necessità ha raggiunto nel 2010 il suo massimo storico. Per questo motivo nel 2011 sono scoppiate molte rivolte nel Nord Africa.

Ultima modifica: 5 gennaio 2018