Storia della Lamborghini, 60 anni di fabbrica e di produzione

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Nel 2023 Lamborghini è operativa con oltre 2.000 dipendenti e ha consegnato nel 2022 ben 9.233 vetture ma, quando nel 1963 Ferruccio Lamborghini fonda l’azienda, è partito da zero. La sua sede, dove nascono e sono nate le iconiche vetture, nel corso dei suoi 60 anni di vita è stata rinnovata, ampliata e ripensata sulla base di nuove esigenze produttive, ambientali e tecnologiche ma non hai mai perso il suo nucleo iniziale.

Ferruccio Lamborghini

In primis Ferruccio Lamborghini cercò il luogo dove poter stabilire la sua nuova azienda ed ha scelto Sant’Agata Bolognese, a pochi chilometri da Cento, suo paese natio, dove ha comprato il terreno che avrebbe ospitato la nuova fabbrica. La costruzione del primo nucleo della fabbrica, riconosciuta come una delle più moderne dell’epoca, è rapidissima, soli otto mesi, tra l’inverno e l’autunno del 1963. Il 20 di ottobre dello stesso anno, quando Ferruccio Lamborghini invita la stampa per il lancio del prototipo 350 GTV, prima vettura Lamborghini, sullo sfondo delle foto è già possibile vedere la struttura principale completata.

Ferruccio Lamborghini

Nei 12.000 m2 coperti del nucleo originario nel 1966, momento dal quale anche il cambio e il differenziale iniziano ad essere realizzati in casa, possiamo trovare la produzione, gli uffici, le sale prova e l’officina di assistenza. La produzione vedeva al suo interno due catene di montaggio, una per i motori e le parti meccaniche e l’altra per l’assemblaggio delle vetture con annessi macchinari per la produzione dei pezzi e la messa a punto dei veicoli.

Negli uffici, posti sul fronte principale e nucleo centrale, lungo 260 metri, vi sono gli uffici della presidenza, della direzione tecnica e commerciale. Sul fianco destro del fabbricato troviamo la sala prove e, in quello di sinistra l’officina dell’assistenza clienti ed i locali accessori per gli impiegati. Fin dall’inizio le attenzioni di Lamborghini sono focalizzate all’utilizzo di macchinari tecnologicamente avanzati, per poter unire la capacità artigianale degli addetti con le più avanzate tecnologie disponibili, valore che rimarrà alla base della visione industriale dell’azienda sino ad oggi.

Linea di montaggio Miura P400 e motori

Il 18 ottobre 1968 Lamborghini annuncia la prossima conclusione della costruzione di tre nuovi capannoni, che aggiungono 3500 m2 di area coperta. Sono fabbricati che serviranno, oltre che al potenziamento degli impianti produttivi, anche alla realizzazione di un moderno e attrezzato reparto sperimentale. La foto che accompagna quel comunicato stampa è tutt’ora iconica, visto che ritrae, oltre al reparto in costruzione, una 400 GT una Islero, una Espada e due Miura.

La produzione passa dalle 67 Lamborghini prodotte nel 1965 alle 425 nel 1971, scendendo a 55 nel 1979 a causa delle difficoltà legate alla crisi economica degli anni ’70. Gli anni ’80 segnano una ripresa della produzione, che arriva a 470 vetture prodotte nel 1987 insieme a 300 motori Marini.

La Diablo

Nel 1983 Lamborghini avvia per la prima volta lo sviluppo e l’utilizzo della fibra di carbonio. Nel nuovo Reparto denominato ‘Esperienza Materiali Compositi’ (E.Co), avviato grazie all’arrivo da Seattle delle conoscenze sviluppate sui primi componenti in fibra di carbonio e kevlar del Boeing 767, nasce il primo prototipo di telaio in carbonio della Countach Evoluzione. È questo il primo progetto Lamborghini dove vengono utilizzati materiali compositi ed è, anche, il primo progetto in assoluto di questo genere per una vettura stradale.

Nel 1990 si acquistano le attrezzature necessarie per lo sviluppo, lo studio e la sperimentazione nel campo dei sistemi elettronici e dei nuovi materiali compositi. Viene anche creato il laboratorio di sperimentazione e sviluppo dei sistemi antinquinamento che, quindi, da questo momento potranno essere gestiti direttamente in casa.

Grazie all’ingresso nel gruppo Audi nel 1998, la velocità di sviluppo di Lamborghini cresce in modo esponenziale, così come il numero di vetture prodotte ed il numero dei dipendenti. Nell’anno 2000 Lamborghini produce 296 vetture ed ha 440 dipendenti, nel 2001 si compiono i lavori di ristrutturazione della sede, i primi dopo tanti anni, che prevedono anche la costruzione della nuova palazzina per uffici, il museo su due piani, una nuova area ricerca e sviluppo, oltre agli investimenti destinati alle linee di assemblaggio ed alla mensa, i cui lavori si concludono nell’agosto del 2001, per un totale di 155 milioni di Euro.

Kinea di montaggio della Gallardo LP540-4

Il 25 ottobre 2002 viene comunicato che, nella tarda primavera del 2003, in occasione dei quarant’anni dell’azienda, nascerà il Centro Stile Lamborghini all’interno di un’area riservata del nuovo edificio che ospiterà il centro assistenza clienti, quello dedicato alle Lamborghini storiche e al settore dei motori marini. Nel 2003 l’azienda è in piena crescita ed occupa una superfice di 100.000 mq, di cui 28.900 sono coperti, produce 1305 vetture ed ha 624 dipendenti, di cui 145 impiegati nel reparto ricerca e sviluppo. Nel 2006, con uno spettacolare +30,4% rispetto all’anno precedente, vengono prodotte 2087 auto.

Nel novembre 2008, iniziano i lavori per l’ampiamento del reparto Finizione, area dedicata al check finale delle vetture uscite dalla catena di montaggio, mentre ad ottobre viene inaugurata la nuova piattaforma logistica integrata, collocata adesso all’interno dello stabilimento di Sant’Agata Bolognese in un nuovo edificio appositamente realizzato. Il nuovo centro logistico si estende per 11.000 m2 e garantisce spazio per 14.052 posti pallet.

Nel 2011 debutta la nuova Aventador LP 700-4, dotata di un’innovativa monoscocca in carbonio ideata e prodotta interamente dalla Casa di Sant’Agata Bolognese. Per la scocca dell’Aventador, realizzata interamente in fibra di carbonio, Lamborghini decide una produzione completamente “in-house” ed inaugura il “CFK – Lamborghini Carbon production” rafforzando ed inaugurando una leadership di Lamborghini nel settore delle supersportive per la produzione e lo sviluppo di materiali compositi che continua ancora oggi.

Murciélago LP640-4

Nel 2011 viene inoltre inaugurato il Parco Lamborghini che oggi permette all’azienda di portare avanti due dei suoi progetti più importanti nel campo della sostenibilità e della ricerca in merito all’impatto ambientale sul territorio: il bio monitoraggio con le api e il progetto di ricerca Foresta di Querce, uno studio sperimentale sulla biodiversità e la cattura di CO2 realizzato in collaborazione con il Comune di Sant’Agata Bolognese e le Università di Bologna, Bolzano e Monaco di Baviera.

Nel 2012 viene realizzato un edificio completamente nuovo che ospita lo sviluppo prototipi (protoshop) ed il pre-series Center, il primo edificio multipiano industriale di Classe Energetica A e N-ZEB (Net zero emission building) in Italia

Nel 2015 Automobili Lamborghini inaugura i nuovi impianti di trigenerazione e teleriscaldamento, due tra i principali progetti che permettono alla Casa di Sant’Agata Bolognese di ottenere la certificazione CO2 neutrale per l’intero stabilimento. L’evento celebra il raggiungimento di un obiettivo primario nella strategia di Lamborghini in tema di sostenibilità ambientale, avviata qualche anno prima e che continua a ancora oggi.

Nel 2018, con l’arrivo del terzo modello, il Super SUV Urus, la cui produzione a Sant’Agata Bolognese è stata fortemente voluta da Stephan Winkelmann – CEO e Chairman di Automobili Lamborghini- e sostenuta da uno storico protocollo con il Governo italiano e la Regione Emilia-Romagna, pietra miliare di una stagione di rinascita del territorio – la fabbrica aumenta la sua superficie coperta, passando a 160.000 m2.

Il nuovo comparto produttivo a Sant’Agata Bolognese comprende la nuova linea di assemblaggio dedicata interamente a Urus, il nuovo reparto finizione per tutti i modelli Lamborghini e la nuova palazzina uffici con certificazione LEED Platinum, il più alto standard al mondo di certificazione energetica e ambientale per l’edilizia. Viene inoltre inaugurato un nuovo test track con tredici diverse superfici specifiche per SUV, un nuovo magazzino logistico, un secondo impianto di trigenerazione e il nuovo “Energy Hub”, il polo per la produzione centralizzata di tutti i vettori energetici. Nasce il modello produttivo “Manifattura Lamborghini” che porta un approccio innovativo e sostenibile che unisce l’artigianalità alle più avanzate tecnologie.

Nel 2019 è stato inaugurato l’impianto di verniciatura per la Urus e, dal 2020, la catena di approvvigionamento della scocca è diventata più sostenibile grazie al trasporto su rotaia anziché su strada ottenendo un taglio delle emissioni di CO2 pari all’85%. Una sostenibilità che non si limita solamente alla protezione dell’ambiente circostante, ma che vedrà negli anni l’Azienda impegnata su più fronti verso le persone e la comunità, con una presenza sempre più capillare di responsabilità sociale sul territorio in cui opera.

A maggio 2021, Stephan Winkelmann annuncia il programma “Direzione Cor Tauri”, un piano ambizioso che porterà la Casa del Toro ad elettrificare l’intera gamma prodotto nel 2023-2024, e all’introduzione di un modello completamente elettrico a fine del decennio: un passo significativo all’interno dell’ampio programma di decarbonizzazione, a sua volta parte di un approccio olistico alla strategia di sostenibilità, che prevede la continua riduzione dell’impatto non solo del sito produttivo ma dell’intera catena del valore.

Ancora oggi, però, Il lungo fronte strada, parte della costruzione originaria del 1963, con l‘orgogliosa scritta Lamborghini sul tetto, è rimasta la parte più visibile dell’azienda, vessillo di una struttura che negli anni si è evoluta ma il cui DNA è rimasto sempre lo stesso e con uno sguardo sempre rivolto al futuro.

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Ultima modifica: 25 Marzo 2023

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