di Luca Talotta
La mobilità sostenibile non può essere costruita semplicemente togliendo spazio all’automobile. Servono alternative efficienti, infrastrutture, trasporto pubblico competitivo e soprattutto la possibilità per ogni cittadino di scegliere come muoversi. È uno dei messaggi più significativi emersi a Milano durante l’evento organizzato da Confcommercio Mobilità per la Settimana Europea della Mobilità 2026.
Negli spazi dell’Ufficio di collegamento del Parlamento europeo a Palazzo delle Stelline si sono confrontati istituzioni, imprese e operatori della filiera. Il tema scelto, «Mobilità per Tutti», ha inevitabilmente portato la discussione oltre la sola elettrificazione del parco circolante. Perché sostenibilità significa anche accessibilità economica, tempi di viaggio, infrastrutture e collegamenti tra città e periferie.
L’auto resta fondamentale, soprattutto fuori dalle cittÃ
Uno dei passaggi più interessanti è arrivato da Biagio Ciuffo, Deputy Head of the Sustainable, Smart and Safe Mobility Unit dello European Commission Joint Research Centre. Nel suo intervento ha sottolineato come demonizzare l’auto non abbia senso, considerato il ruolo che continua a ricoprire nella società e nella vita quotidiana.

Una considerazione tutt’altro che marginale. La possibilità di rinunciare facilmente alla vettura privata cambia radicalmente tra il centro di una grande città e una periferia, un piccolo Comune o un’area rurale. Ed è proprio qui che la discussione sulla transizione rischia talvolta di diventare troppo teorica.
Il rapporto presentato durante l’evento ha infatti evidenziato come gli sforzi per spostare gli utenti dall’automobile verso modalità più sostenibili risultino ancora insufficienti soprattutto a livello locale. Il problema principale resta la mancanza di alternative realmente accessibili, efficienti e attrattive, in particolare nelle periferie.
La sostenibilità , quindi, non dovrebbe tradursi nella penalizzazione preventiva di una tecnologia o di un mezzo. Dovrebbe invece offrire più possibilità di scelta.

Neutralità tecnologica e industria europea
Il confronto ha toccato anche un altro tema decisivo per il settore automotive: la neutralità tecnologica.
Carlo Fidanza, componente della Commissione Trasporti TRAN del Parlamento europeo, ha richiamato la necessità di accompagnare la transizione verso l’elettrico senza indebolire l’industria europea. Il ragionamento riguarda l’intera catena del valore, dalla produzione alla componentistica.
Sul tavolo resta inoltre la questione dell’autonomia strategica europea e della possibile creazione di nuove dipendenze industriali dalla Cina.
Per l’automotive è un passaggio cruciale. Accelerare la decarbonizzazione resta un obiettivo, ma tempi, tecnologie e conseguenze industriali non possono essere considerati elementi secondari. Difendere la competitività dell’industria automobilistica europea significa anche proteggere competenze, occupazione e capacità produttiva sviluppate nel continente.
«Fin dalla costituzione di Confcommercio Mobilità ci siamo posti l’obiettivo di monitorare per migliorare la fruibilità della mobilità delle persone: si tratta di un bene primario, inalienabile, che deve essere perseguito a tutti i livelli territoriali e scevro da vincoli ideologici», ha dichiarato Simonpaolo Buongiardino, presidente di Confcommercio Mobilità .
Milano e la sfida delle alternative realmente competitive
Milano rappresenta probabilmente uno dei laboratori italiani più complessi. Ogni giorno deve gestire contemporaneamente trasporto pubblico, automobili, servizi condivisi, logistica, biciclette e un enorme volume di spostamenti provenienti dall’hinterland.
Ed è proprio il rapporto tra centro e periferia a cambiare la prospettiva. Non basta considerare la mobilità all’interno dei confini comunali: migliaia di persone devono raggiungere quotidianamente Milano partendo da territori nei quali l’automobile rimane spesso la soluzione più pratica.
Durante il confronto è emerso un elemento fondamentale: per competere con l’auto privata, il trasporto pubblico deve diventare realmente competitivo. Non conta soltanto la durata della corsa. Pesano tempi di attesa, frequenza, capillarità , affidabilità e possibilità di arrivare alla destinazione finale.
L’obiettivo, dunque, non dovrebbe essere mettere automobile e trasporto pubblico uno contro l’altro, ma costruire un sistema nel quale i diversi mezzi possano integrarsi.

Lombardia, biglietto unico per il trasporto pubblico entro il 2028
La seconda parte dell’incontro ha allargato il campo alla Lombardia. Franco Lucente, assessore regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile, ha indicato nella bigliettazione digitale integrata uno dei progetti centrali della strategia regionale.
Secondo quanto illustrato durante l’evento, entro il 2028 il sistema dovrebbe permettere ai cittadini di utilizzare i diversi mezzi del trasporto pubblico locale con un unico titolo di viaggio.
La scala del problema è notevole: in Lombardia si muovono ogni giorno oltre 5 milioni di persone. Collegare Milano, città medie, aree produttive, territori montani e zone rurali richiede quindi un sistema capace di combinare ferro, gomma, automobile e servizi digitali.
Un esempio arriva dal Gran Premio di Formula 1 di Monza. Nell’ultima edizione, 35.000 persone hanno utilizzato un biglietto integrato comprendente treno, navetta e ingresso all’autodromo, con una crescita del 40% rispetto al 2025.
La mobilità del futuro passa dalla libertà di scelta
È probabilmente questo il punto sul quale vale la pena riflettere. La transizione della mobilità  non dovrebbe trasformarsi in una gara per stabilire quale mezzo debba prevalere sugli altri.
L’automobile continuerà a essere indispensabile per milioni di cittadini, soprattutto dove il trasporto pubblico non riesce a garantire collegamenti sufficientemente rapidi e capillari. Allo stesso tempo, potenziare treni, autobus, metropolitane e intermodalità può ridurre traffico e congestione dove esistono alternative realmente efficaci.
La conclusione di Buongiardino sintetizza bene l’approccio emerso a Milano: «La mobilità deve essere accessibile a tutti, il più possibile frutto di scelte individuali, sostenibile, integrata e coerente con le esigenze dei cittadini, delle imprese e dei territori».
Una prospettiva nella quale l’auto non deve necessariamente essere il problema da eliminare. Può essere, insieme agli altri mezzi, una componente di un sistema di mobilità più moderno, integrato e realmente accessibile.
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Ultima modifica: 18 Settembre 2026




