Marco Valerio Ricci: “Sbagliato cacciare Binotto, il problema della Ferrari parte dall’alto”

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Marco Valerio Ricci, mental coach, esperto di Pnl Ipnotica e Motivazione scientifica, analizza la crisi della Rossa: “Maranello ha perso i suoi valori, è in corso una crisi di sistema a livello manageriale

Buongiorno Ricci, ogni fine anno ci troviamo a commentare una stagione negativa per la Ferrari in Formula 1: cosa sta succedendo a Maranello?

Sembra sia in corso una crisi di sistema. Dopo tanti anni, una scuderia prestigiosa come quella di Maranello sta promuovendo strategie di monetizzazione del brand piuttosto che di crescita in ambito sportivo. Il brand Ferrari è talmente forte che non ha bisogno di vivere sui successi sportivi, e questo evidentemente porta a una minore attenzione su questo settore. Ormai è una crisi cronica, venendola da fuori sembra abbracciare il sistema, i valori e l’identità della Ferrari“.

Da dove può nascere questa crisi e dove si cerca la via per uscirne?

Sembra una crisi di focus che interessa l’intero gruppo manageriale. Bisogna ripartire dall’alto e dallo scopo ultimo dell’azienda: qual è il vero obbiettivo della Ferrari? Tutte le persone che lavorano all’interno dell’azienda e di un gruppo devono identificarsi nella filosofia del gruppo stesso. L’aspetto fondamentale è fare in modo che ci sia un allineamento tra tutti i componenti della scuderia, serve una figura forte che unisca tutti come ai tempi del Drake

A proposito, l’addio di Binotto come rischia di influenzare l’ambiente?

Sicuramente non è stata una buona soluzione. Cambiare continuamente significa nascondere i problemi, trovare un capro espiatorio senza voler vedere l’insieme del problema. La Ferrari ha mostrato miopia, il problema non è il singolo. Gli errori commessi arrivano dall’alto e non deve essere una sola persona a pagare, si manda un messaggio sbagliato“.

Chi sembra non conoscere crisi è invece Verstappen, un vero cannibale: il segreto è anche nella testa?

Il segreto è sicuramente nella testa e questo significa avere chiari i propri valori. Verstappen fa parte di un team che esalta i suoi valori: la forza mentale, l’aggressività in pista, qualità che rispecchiano al meglio i principi anche della sua scuderia. E’ l’armonia perfetta tra team e pilota e così è diventato il cannibale che conosciamo”.

Quando si arriva all’apice così giovani come l’olandese, quali rischi si corrono e come si gestisce la pressione?

Il rischio è quello di sentirsi appagati troppo presto, di farsi traviare dall’illusione di essere arrivati al massimo e di essere quindi invincibili. Questo si previene aiutando il pilota a stare con i piedi per terra. La pressione si gestisce senza dare peso alle aspettative“.

Il mental coach è una figura molto presente in sport come tennis, sci, atletica…che ruolo può ricoprire nel mondo dei motori e nella formazione dei piloti?

Come in ogni ambito sportivo e della vita, allenamento e disciplina ci aiutano a dare il meglio e a sfruttare al massimo il nostro potenziale. Anche nell’ambito motoristico la figura del mental coach è fondamentale, aiuta a gestire la relazione tra mente e corpo che poi si tramuta anche nella gestione della macchina in pista. Un pilota è prima di tutto un atleta e quindi come tale deve saper affrontare emozioni, ansie e paure“.

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Ultima modifica: 28 Novembre 2022