Pagani, arriva l’Arabia Saudita

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La Pagani Automobili di San Cesario sul Panaro (Modena), una delle Case automobilistiche più esclusive al mondo nel segmento delle hypercars, ha siglato una partnership con il Public investment fund (Pif), uno dei fondi sovrani più grandi e di maggiore impatto al mondo, che guida la diversificazione dell’economia dell’Arabia Saudita.

Pif è entrato con una quota di circa il 30% nella società Pagani Automobili e questo accordo prevede un investimento a lungo termine da parte dello stesso fondo saudita, che diventerà un importante azionista di minoranza.

Horacio Pagani
Horacio Pagani

E il patron della Pagani Automobili, quell’Horacio Pagani che nel 1992, proveniente dall’Argentina, cominciò questa grande avventura nella Terra dei motori, come vede questa operazione?

«Basta fare una piccola ricerca – spiega – per capire che Pif ha investimenti in tutto il mondo, molti in Usa e in diversi settori, compresi quelli tecnologici. È indubbio che questo potrebbe essere utile alla Pagani nei nostri piani per i prossimi 10 anni»..

Quanto è importante per Pagani il mercato del Medio Oriente e in particolare l’Arabia Saudita? Quali sono oggi i mercati più interessanti?

«Il mercato del Medio Oriente è un mercato costante da quando abbiamo iniziato. Limitiamo la quota a circa il 10% delle vetture per nostra scelta e non intendiamo cambiare strategia. I nostri mercati più importanti restano Europa e Nord America».

Questa operazione produrrà aumenti di produzione e/o assunzioni?

«Operiamo nel mondo dell’ultra lusso, dove l’esclusività dei prodotti e dei servizi offerti è un fattore chiave. Nella dimensione nella quale crescerà tutto il mercato del lusso, cresceremo anche noi, senza bruciare le tappe, per non rischiare di compromettere l’esclusività assoluta del brand Pagani. Il nostro piano prevede l’espansione in nuovi settori del lifestyle di lusso, che non sono serviti da Pagani».

Altre novità?

«A ottobre inizia la produzione di Huayra R, un anno dopo quella della C10. Stiamo inoltre lavorando su Pagani Arte. Alcuni di questi prodotti sono realizzati per progetti individuali e non possono essere resi pubblici, altri li vedremo nel 2022. Nell’auto ci sono tanto lavoro ed energie nei progetti di propulsione alternativa che stiamo sviluppando sia col nostro team sia col nostro partner storico Amg».

Come ha reagito la sua azienda all’emergenza da Covid-19?

«Abbiamo adattato le misure di protezione per i nostri dipendenti fin da marzo dell’anno scorso, prima dei decreti. Siamo un’azienda con filiali o partner in tutto il mondo. E dalle notizie che ci giungevano dalla Cina era evidente che si stava andando incontro ad una situazione straordinaria. Nonostante ci sia stato il periodo di chiusura tra aprile e giugno, siamo riusciti a traguardare buona parte degli obiettivi programmati. Per il futuro, al netto di una nuova pandemia, non vediamo criticità. Ma dobbiamo muoverci sempre con molta prudenza, che per noi vuol dire investire in ricerca».

Marco Pederzoli

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Ultima modifica: 24 Agosto 2021