Mercato auto, serve la rottamazione e non solo a favore delle elettriche

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Il mercato auto in Italia negli ultimi due mesi è stato annientato dalla pandemia. Ad aprile è stato di fatto azzerato, con un calo del 97,55%, con solo 4.325 vetture targate.

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Da gennaio mancano 360.000 automobili nuove rispetto all’anno passato. Il confronto con lo stesso mese del 2019, furono immatricolate 174.925 vetture, è raggelante.

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I numeri sono irrisori e poco significativi: il Diesel ha ripreso la leadership col 40,9% del mercato, le elettriche sono salite a una quota dell’11,6%. Ma sono briciole, poche centinaia di auto. Sottozero tutte le Case: Fiat con 969 auto vendute detiene il triste primato.

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Preso atto della debacle, lo scenario prospettato da tutti gli osservatori è che senza sostegni di Stato, incentivi, bonus, rottamazioni, il comparto potrebbe tornare a livelli post recessione del 2012. Ovvero 1,3 milioni di vetture l’anno: nel 2019 ne sono state immatricolate 1,9 milioni.

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Michele Crisci, Presidente Volvo Car Italia
Michele Crisci

Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere, non vede alternative.

«Le necessarie e severe misure di contenimento del contagio ne hanno rallentato la diffusione, il blocco delle attività economiche ha messo in ginocchio la filiera, con le sue 1.400 aziende che sostentano 160.000 famiglie».

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Le prospettive sono molto grigie. «Attanagliate da 2 mesi di ricavi azzerati – continua Crisci – molte delle concessionarie potrebbero non sopravvivere. Da parte del Governo serve un decreto “verticale”, con misure specifiche per il settore automotive. Che è strategico per il Paese, con il suo effetto moltiplicatore sull’economia ed il suo contributo al gettito erariale pari a circa 80 miliardi di euro l’anno»

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Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, presenta una ricetta ancora più specifica per tornare alla normalità.

«Serve una terapia d’urto, anche in Europa. L’apertura all’adozione di incentivi alla rottamazione, anche con l’acquisto di vetture alimentazione tradizionale, benzina e Diesel, è arrivata da parte di Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione europea e commissario per il clima. E’ evidente che una campagna di rottamazione oggi non può riguardare solo la sostituzione con vetture ad emissione zero perché non esistono oggi le condizioni per una diffusione su vasta scala di auto elettriche.»

Gian Primo Quagliano, direttore del Centro Studi Promotor
Gian Primo Quagliano, direttore del Centro Studi Promotor

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Ultima modifica: 5 Maggio 2020