Golf 8 TDI, prova su strada del Diesel da 150 cavalli

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Golf 8 TDI, fino a qualche anno fa un nome del genere avrebbe imposto quasi un timore reverenziale. Molte cose però sono cambiate, due soprattuto e bastano le parole: SUV e Dieselgate.

Gli sport utility stanno fagocitando fette sempre più grosse di mercato. L‘elettrificazione e la demonizzazione, non di rado frutto di una ottusa ideologia, più che lo scandalo del Dieselgate in sé, hanno messo i motori a gasolio all’angolo.

E Golf? La regina d’Europa negli ultimi quarantacinque anni spesso è stata associata al TDI. Abbiamo provato l’ottava generazione, che si propone con tante motorizzazioni (benzina, diesel, mild e plug-in hybrid, metano) propio con il motore a gasolio più classico: il 2 litri TDI da 150 cavalli. Un macinatore di chilometri. Ma è rimasto solo il “Duemila”, con altre due potenze, 115 e 200 cavalli (la GTD): il millesei non c’è più.

Golf 8 è cambiata poco di design: a nostro avviso, ma soggettivo, era più filante nella settima generazione. La piattaforma è rimasta la stessa, la MQB, seppur evoluta. I fari sono il nuovo sguardo: la lunghezza è di 4,26 metri, sei centimetri in più.

La plancia è digitale, nella strumentazione nello schermo centrale. La digitalizzazione ha reso ancora più pulito e razionale il design della plancia. Anche dentro è un Golf, per filosofia, applicata al presente e crediamo anche al futuro prossimo. Come il piccolo comando shift-by-wire del cambio: l’elettronica rende più fluidi l passagg.

E’ la prima VW a essere dotata del sistema Car2X per entrare in comunicazione con altri veicoli o strutture per scambiare informazioni. Su traffico, incidenti, lavori in corso. In questo caso siamo un poco in anticipo, ma è solo questione di tempo per la diffusione. Con qualche tocco, ovvero l’adozione completa degli ADAS di livello 2, diventa di prestigio.

L’accoglienza su nuova Golf è come ci si aspetta: la piattaforma è sempre la MQB. Propone posizione di guida, spaziature e riferimenti quasi universali, adatti alla maggioranza degli automobilisti.

Golf 8 TDI

Il nuovo diesel a doppia iniezione di urea

Il motore ha un rendimento ottimizzato grazie al sistema twin dosing, ovvero la doppia iniezione di AdBlue nei due catalizzatori SCR (Riduzione Catalitica Selettiva) posizionato uno dietro l’altro, che permette di abbattere le emissioni di ossidi di azoto fino all’80%. In sintesi con due punti di iniezione dell’AdBlue è possibile gestire meglio la temperatura e quindi a far lavorare l’SCR sempre in condizioni termiche migliori nella più ampia fascia di utilizzo del motore. In sostanza quando la vettura è sotto sforzo e la temperatura dei gas di scarico va oltre i 350° il secondo passaggio diventa fondamentale, perché il secondo SCR riceve i gas già trattati e a una temperatura inferiore. Potendo annichilire le emissioni residue.

Il 2.0 TDI è migliorato, più fluido, coadiuvato dal DSG. Non si rimane mani indietro, anzi il passo è quello delle GT di qualche anno fa. Conservando la eccellente elasticità del motore a gasolio.

Ottima per prestazioni e consumi: la percorrenza di 20 chilometri con un litro non è un miraggio, anzi. Significa quasi mille chilometri con un pieno, ben sapendo che che lo zero-cento è alla portata in meno di otto secondi.

Pronta  sul misto, sempre confortevole: lo sterzo è più votato ad assecondare il guidatore che a contribuire con precisione e rapidità . Lo scenario è in ogni modo ottimale: l’auto è gratificante, mette a proprio agio. Votata al comfort, buona anche l’insonorizzazione, solo un poi più rigida per chi siede dietro, ma nulla di trascendentale. Sempre agile,  Anche divertente, comunicando che i margini sono molto ampi.

 

Ultima modifica: 14 Ottobre 2020