Ghosn fugge dal Giappone dentro la custodia di un violoncello

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Fuga nel violoncello per Carlos Ghosn, l’ex presidente e amministratore delegato del gruppo Nissan-Renault, sotto inchiesta in Giappone per frode industriale e fiscale, è fuggito dal paese del Sol levante dove era agli arresti domiciliari dal 25 aprile ed ha trovato riparo in Libano. La notizia è stata confermata da fonti della sicurezza libanese.

Ghosn, 65 anni, è nato in Brasile da una famiglia di origine libanese. Non è chiaro quale tipo di accordo gli abbia permesso di lasciare il paese asiatico per il Libano. Il ministro di Stato per gli Affari Esteri giapponese, Keisuke Suzuki, era in visita a Beirut una decina di giorni fa e ha incontrato funzionari locali.

Secondo una fonte vicina a Ghosn, l’ex manager è giunto l’altro ieri all’aeroporto internazionale Rafic al-Hariri della capitale libanese a bordo di un aereo privato. Ghosn, che si proclama innnocente, aveva lasciato lo scorso aprile il carcere di Tokyo dietro pagamento di una cauzione di circa quattro milioni di euro.

L’ex tycoon aveva ottenuto i domiciliari dopo un lungo periodo di detenzione in Giappone. Ghosn è sospettato di aver scaricato sulla società un trasferimento di circa 15 milioni di dollari effettuato su una succursale in Arabia Saudita, in cambio di garanzie di credito a fronte di perdite su investimenti personali.

Nissan avrebbe compiuto quattro pagamenti alla divisione collegata all’imprenditore saudita Khaled Al-Juffali, tra il 2009 e il 2012. Mascherandole come servizi legati allo studio dell’ambiente, promozioni su vendite e altri articoli di spesa.

Ghosn si è sempre dichiarato innocente. E la moglie si era appellata anche alle organizzazioni internazionali per i diritti umani. Affermando che il Giappone voleva estorcere una confessione al marito.

Nelle scorse settimane l’ex ceo della Renault, Thierry Bolloré – «licenziato» ad ottobre – aveva cercato di segnalare alla Nissan presunti conflitti di interesse e problemi di governance relativi alla Casa giapponese. Bolloré aveva sollevato dubbi sulle indagini interne della Nissan intorno a Ghosn. La missiva sollevava una serie di domande sull’opacità del partner della Renault. E sull’atmosfera deleteria che regna al vertice di uno dei gioielli mondiali dell’automobile. Nissan ha respinto tutte le accuse.

Il violoncello

Pare infine che Ghosn sia scappato in una custodia di uno strumento musicale. Avrebbe ingannato i controlli in Giappone infilandosi nella custodia di un violoncello. Incredibile,

Alberto Pieri

Ultima modifica: 1 Gennaio 2020