di Luca Talotta
Wuhu, Cina – Il nome sulla carrozzeria richiama una storia familiare agli automobilisti europei. Il progetto che lo accompagna apre invece un capitolo diverso. Al Chery International User Summit di Wuhu, il Freelander 8 permette di conoscere da vicino il rilancio di Freelander, diventato un marchio autonomo attraverso la collaborazione tra JLR e Chery.

La sua presenza all’evento assume un significato preciso: inserisce il nuovo SUV nel percorso internazionale del gruppo cinese, davanti a giornalisti e partner provenienti da diversi mercati. Il programma del Summit comprende anche sessioni su strada e in fuoristrada dedicate alla versione internazionale.
L’alleanza tra identità britannica e industria cinese
Per capire questo ritorno bisogna partire dal cambiamento di ruolo del nome Freelander. Nato nel 1997 per identificare un modello Land Rover, oggi diventa il riferimento di un’offerta distinta, con un proprio sviluppo commerciale.
Il percorso prende forma con l’accordo annunciato nel giugno 2024, quando JLR e Chery delineano una nuova collaborazione per produrre vetture elettrificate attraverso la joint venture CJLR. Il progetto prevede l’impiego di architetture Chery e dello stabilimento di Changshu, con una prospettiva di esportazione internazionale.
JLR conserva la proprietà del marchio e guida il design attraverso un centro dedicato, mentre Chery mette a disposizione tecnologia e filiera industriale. Il Freelander 8 traduce questa divisione dei compiti nel primo prodotto del nuovo corso.

Sei posti e una plancia dominata dagli schermi
Nella configurazione presentata al lancio internazionale, il Freelander 8 propone sei posti distribuiti su tre file. Una scelta che assegna un ruolo centrale all’abitabilità e al comfort dei passeggeri.
La componente digitale occupa gran parte della plancia. Lo schermo panoramico da 46,3 pollici si estende per circa 1,2 metri, mentre un secondo display centrale da 15,6 pollici gestisce le funzioni dell’infotainment. L’offerta comprende anche sedili di seconda fila con funzione massaggio e un sistema audio Harman Kardon fino a 23 altoparlanti.
Queste dotazioni si riferiscono alla versione per il Medio Oriente: equipaggiamenti e configurazioni possono cambiare secondo il mercato e l’allestimento.

Il sistema elettrificato arriva a 460 kW
Anche per la meccanica occorre fare riferimento alla destinazione commerciale della vettura. Per la configurazione mediorientale, il marchio dichiara un 2.0 turbo abbinato a una batteria LFP da 34,12 kWh, due motori elettrici e trazione integrale.
La potenza massima di sistema raggiunge 460 kW, circa 625 CV, con 662 Nm di coppia. Lo scatto da fermo a 100 km/h richiede 5,8 secondi, secondo i dati del costruttore. Numeri che descrivono questa specifica variante e non vanno estesi automaticamente alle future versioni destinate ad altri Paesi.

La vocazione fuoristradistica entra nel progetto
Il legame con la storia del nome passa anche dalle capacità di affrontare superfici diverse dall’asfalto. Il Freelander 8 adotta il sistema i-ATS, la trazione integrale e sospensioni pneumatiche a doppia camera.
Per il modello, il costruttore indica pendenze superabili fino al 70% e una profondità di guado fino a 900 millimetri, entro i limiti operativi previsti. A Wuhu, il programma di guida annunciato comprende fondi sconnessi, sabbia, rocce e attraversamenti d’acqua, affiancati alle attività su percorso asfaltato.
La presenza del SUV al Summit consente quindi di leggere il rilancio attraverso un prodotto concreto. La riconoscibilità del nome offre un punto di partenza; caratteristiche, comportamento e offerta commerciale dovranno costruire l’identità della nuova Freelander.
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Ultima modifica: 20 Ottobre 2026




