di Luca Talotta
Chery vuole cambiare il modo di progettare, costruire e utilizzare le automobili. Non soltanto attraverso l’elettrificazione, ma soprattutto grazie all’intelligenza artificiale, destinata ad assumere un ruolo sempre più importante nello sviluppo dei nuovi modelli. È questa la direzione indicata da Yin Tongyue, presidente del Gruppo cinese, durante la Chery Global Innovation Conference 2026, appuntamento che ha permesso di conoscere la strategia industriale dell’azienda fino al 2035.

Una trasformazione sostenuta da investimenti importanti. Negli ultimi cinque anni Chery ha destinato oltre 110 miliardi di yuan alla ricerca e sviluppo, rafforzando le proprie competenze nelle batterie, nei sistemi di assistenza alla guida e nelle tecnologie digitali. L’obiettivo è superare il concetto tradizionale di costruttore automobilistico, ampliando le attività verso nuovi settori industriali.
Dalle automobili ai robot: la nuova identità del Gruppo Chery
Il cambiamento emerge già dalle parole di Yin Tongyue, che ha sintetizzato la nuova identità aziendale con un’immagine particolarmente efficace: «Chery è un costruttore automobilistico all’esterno, ma sotto il cofano è un’azienda di innovazione tecnologica».
Una dichiarazione che racconta bene quanto sta accadendo nell’industria automobilistica cinese. L’automobile rimane il prodotto centrale, ma intorno a essa si sviluppa un sistema di tecnologie che comprende robotica, infrastrutture di ricarica intelligenti, sistemi di trasporto autonomo e applicazioni industriali dell’intelligenza artificiale.
Chery sta infatti lavorando anche ai robot umanoidi AiMOGA, ai Robotaxi e ai velivoli elettrici a decollo e atterraggio verticale, conosciuti come eVTOL. Soluzioni che sfruttano competenze sviluppate inizialmente nel settore automotive e successivamente trasferite ad altri ambiti.
È un’evoluzione che merita attenzione. L’industria automobilistica non sta semplicemente cambiando motorizzazione, ma sta diventando uno dei principali laboratori per lo sviluppo di tecnologie applicabili anche al di fuori della mobilità.

Batterie, guida assistita e abitacoli sempre più evoluti
Il cuore della strategia rimane comunque l’automobile. Chery ha illustrato i progressi raggiunti attraverso tecnologie proprietarie come le batterie Rhino Battery, i sistemi di assistenza Falcon Pilot e gli abitacoli intelligenti Lingxi.
Tra le soluzioni presentate figurano Lingxi Mind 3.0, progettato per rendere più naturale l’interazione tra conducente e vettura, e Falcon 700, sistema avanzato di assistenza alla guida.
L’intelligenza artificiale consentirà inoltre di sviluppare automobili capaci di aggiornare progressivamente le proprie funzionalità, grazie all’integrazione tra software, hardware e servizi cloud.
Un ruolo centrale sarà affidato anche ai nuovi chip Ziwei e a un’architettura elettronica progettata per concentrare le capacità di elaborazione del veicolo.
L’obiettivo dichiarato è trasformare l’automobile in uno spazio intelligente e connesso, capace di adattarsi alle esigenze degli occupanti. Una prospettiva che dovrà naturalmente confrontarsi con requisiti di sicurezza, affidabilità e normative sulla guida assistita.
Oltre 2,2 milioni di auto vendute nei primi nove mesi
A sostenere questa trasformazione ci sono risultati commerciali significativi. Secondo i dati illustrati dal presidente, nei primi nove mesi del 2026 Chery ha venduto 2,207 milioni di veicoli, raggiungendo la nona posizione mondiale per volumi.
Le vetture appartenenti alla categoria dei New Energy Vehicles, che comprende elettriche e ibride ricaricabili secondo la classificazione cinese, hanno raggiunto 859.000 unità.
Particolarmente rilevante anche il risultato delle esportazioni, pari a 1,551 milioni di veicoli, un dato che conferma la dimensione internazionale del Gruppo.
Di questi, 529.000 appartengono alla categoria NEV. Un risultato che evidenzia come l’espansione commerciale stia procedendo parallelamente allo sviluppo delle nuove tecnologie.
Tra i mercati citati da Yin Tongyue figura anche il Regno Unito, dove modelli come JAECOO 7, JAECOO 5 e OMODA 5 hanno conquistato posizioni importanti nelle classifiche di vendita.
Nuovi modelli compatti ed elettrici per i mercati internazionali
Un altro passaggio interessante riguarda i prodotti destinati all’estero. Chery intende ampliare la propria offerta internazionale attraverso nuove automobili compatte e modelli elettrici, accompagnati da tecnologie sempre più evolute.
Il presidente ha citato espressamente JAECOO 7, JAECOO 5, OMODA 5 e CHERY Q tra i prodotti sui quali costruire il futuro del Gruppo.
La strategia prevede anche una maggiore diffusione degli abitacoli intelligenti, delle funzioni di assistenza alla guida e dei sistemi automatizzati di parcheggio.
Non si tratta soltanto di aumentare il numero di vetture commercializzate. Chery vuole rafforzare l’identità dei propri marchi, differenziando maggiormente i prodotti e adattandoli alle caratteristiche dei singoli mercati.
Un approccio particolarmente importante per l’Europa, dove le esigenze degli automobilisti, le normative e le infrastrutture richiedono soluzioni specifiche.
La strategia Globalization 3.0 cambia l’espansione cinese
L’internazionalizzazione rappresenta uno dei pilastri del piano industriale. Con la strategia Globalization 3.0, Chery punta a superare il modello basato esclusivamente sull’esportazione di automobili.
L’intenzione è sviluppare una presenza industriale più radicata nei diversi Paesi, attraverso attività locali di ricerca, produzione, approvvigionamento e assistenza.
Una scelta che potrebbe avere conseguenze importanti anche per il rapporto tra costruttori cinesi e industria automobilistica europea.
La competizione, infatti, non riguarda più soltanto il prezzo delle vetture. Entrano in gioco la capacità di innovazione, la qualità dei prodotti, le reti commerciali e la possibilità di costruire filiere industriali capaci di generare occupazione.
Yin Tongyue ha inoltre sottolineato la volontà di evitare una concorrenza basata esclusivamente sulla riduzione dei prezzi, privilegiando il progresso tecnologico e la creazione di valore.
L’auto del futuro potrà anche scambiare energia
Tra gli scenari delineati durante la conferenza emerge anche una diversa relazione tra automobile e sistema energetico.
Chery intende sviluppare ulteriormente le tecnologie Vehicle-to-Grid (V2G), che consentono ai veicoli compatibili di scambiare energia con la rete elettrica.
In prospettiva, le automobili potrebbero quindi diventare strumenti di accumulo energetico, contribuendo alla gestione dei consumi e offrendo nuove opportunità economiche ai proprietari.
Si tratta di una visione ancora legata allo sviluppo delle infrastrutture e dei servizi necessari, ma che dimostra come l’elettrificazione possa aprire possibilità ben più ampie della semplice sostituzione del motore termico.
La vera sfida sarà trasformare l’innovazione in automobili migliori
Il messaggio della Chery Global Innovation Conference va oltre i numeri e le nuove tecnologie. Il Gruppo cinese vuole affrontare il prossimo decennio mettendo l’intelligenza artificiale al centro della propria organizzazione industriale.
Una trasformazione che coinvolgerà progettazione, produzione, fornitori e rapporto con i clienti, attraverso una rete che comprende oltre 500 società e realtà collegate.
Resta però una questione fondamentale: quanto di questa innovazione si tradurrà in vantaggi concreti per gli automobilisti?
Perché il progresso tecnologico acquista valore quando migliora sicurezza, affidabilità, comfort e accessibilità delle vetture. Ed è proprio su questi aspetti che si misurerà la capacità dei costruttori di affrontare il futuro.
A pochi mesi dal trentesimo anniversario, previsto nel 2027, Chery ha scelto di accelerare. E la sfida che arriva dalla Cina conferma quanto l’automobile continui a rappresentare un settore industriale strategico, capace di evolversi e generare innovazione ben oltre i propri confini.
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Ultima modifica: 24 Ottobre 2026




