Abuso di targhe estere in Italia. Intervento Governo e commento ACI

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Finisce la pacchia per i furbetti delle targhe estere? Pare di sì, grazie a una norma specifica, inserita nel decreto sicurezza approvato al Senato. La quale recita che chi risiede da più di 60 giorni in Italia non può circolare con targa straniera. La sanzione amministrativa parte da 712 euro e la regolarizzazione dovrà avvenire entro 180 giorni: in questo tempo l’auto sarà lasciata in deposito. Dopo, scatterà la confisca. Sei mesi per mettersi in regola.

“L’Automobile Club d’Italia condivide l’intervento del Governo in materia di abuso delle targhe estere sui veicoli circolanti in Italia – dichiara il Presidente ACI, Angelo Sticchi Damiani perché il fenomeno della cosiddetta esterovestizione. Cioè l’utilizzo di targhe estere per risparmiare su bollo e assicurazione, sottraendosi di fatto alle contravvenzioni e al fisco italiano, aveva iniziato a dilagare con forte danno, non solo per l’Erario, ma per tutti gli automobilisti e i cittadini”.

I furbetti delle targhe

L’aggiramento della norma precedente riguardava, difatti, i veicoli di lusso (per evadere il fisco) ed anche le auto provenienti da Paesi dove i controlli sulla sicurezza (ad esempio con le revisioni) e sulla copertura assicurativa sono quasi inesistenti. Con pesanti ripercussioni per le vittime di incidenti stradali.

ACI sul principio di uguaglianza e tutela

L’azione del Governo – conclude Sticchi Damiani – ristabilisce il principio di uguaglianza e tutela dei cittadini. Restituendo certezze all’intero settore, senza comunque impedire a chi ne ha diritto di circolare con auto immatricolate all’estero. I furbi non possono e non devono mai prevalere”.

Angelo Sticchi Damiani - Presidente ACI
Angelo Sticchi Damiani – Presidente ACI

Ultima modifica: 12 Novembre 2018