di Luca Talotta
Alla Milano Design Week 2026, CUPRA sceglie di uscire dai confini tradizionali dell’automotive e posizionarsi come protagonista culturale. In qualità di Main Partner di Fuorisalone, il marchio presenta Beyond the Known, un concept che interpreta il design come processo in continua evoluzione, capace di unire tecnologia, materia e identità.

Un approccio che va oltre la semplice esposizione e che si traduce in un percorso diffuso nel cuore della città, con epicentro in Piazza XXV Aprile, uno degli snodi più iconici e dinamici del tessuto urbano milanese.
Un percorso tra spazio urbano e identità di brand
Il viaggio parte dal CUPRA Garage Milano, dove il brand costruisce un ambiente che riflette la propria visione. Qui il design diventa esperienza sensoriale: superfici, materiali e dettagli dialogano tra loro, dando forma a un linguaggio che unisce performance e ricerca estetica.

All’interno di questo spazio trova posto la CUPRA Raval, modello destinato a rappresentare una nuova fase per il marchio. Con il suo debutto previsto nel 2026, la Raval incarna una visione audace della mobilità urbana elettrica, combinando dimensioni compatte, design distintivo e forte carattere emozionale.
L’esperienza si estende poi all’esterno, dove Piazza XXV Aprile diventa parte integrante del racconto. Qui CUPRA interpreta il tema “Essere Progetto” trasformandolo in un manifesto che mette al centro il processo creativo e il dialogo con il pubblico.
Materia e algoritmi: il cuore di Beyond the Known
Il concept Beyond the Known si fonda su un’idea chiave: è la materia a guidare la forma. Un principio che trova espressione nel parametric design, dove algoritmi e strumenti digitali permettono di generare strutture e superfici innovative.
In questo scenario, la tecnologia non è un fine, ma un mezzo per ampliare le possibilità creative. L’utilizzo di processi algoritmici e il dialogo con l’intelligenza artificiale aprono nuove prospettive progettuali, dando vita a un’estetica inedita che supera i limiti della progettazione tradizionale.
Per il settore automotive, questo rappresenta un passaggio cruciale: il design non è più solo una questione di stile, ma diventa uno strumento per interpretare il cambiamento, anticipando le esigenze di una mobilità sempre più complessa e interconnessa.

Arte, giovani talenti e contaminazioni
Il progetto si completa con la presenza alla Garibaldi Gallery, dove prende forma la CUPRA Experience. Tra le iniziative più significative c’è The Wheel, la prima mostra d’arte del brand, che riunisce sette artisti europei chiamati a reinterpretare il volante come simbolo di controllo e consapevolezza.
Un tema che assume particolare rilevanza in un’epoca in cui la guida autonoma sta ridefinendo il ruolo del conducente. Il volante diventa così un oggetto simbolico, capace di rappresentare la libertà di scelta e il legame tra uomo e macchina.
Parallelamente, CUPRA rafforza il proprio impegno verso le nuove generazioni, collaborando con RafflesMilano. Gli studenti sono stati coinvolti in un’intensa attività progettuale di 72 ore, sviluppando concept innovativi che spaziano dal prodotto a scenari extra automotive.
A completare il percorso, la collaborazione con Gandia Blasco per la realizzazione della CUPRA Lounge, uno spazio pensato per accogliere i visitatori in un ambiente coerente con l’identità del marchio.
Un segnale per il futuro del settore
La partecipazione di CUPRA al Fuorisalone 2026 evidenzia una tendenza sempre più marcata: i costruttori automobilistici stanno ridefinendo il proprio ruolo, entrando in territori che vanno oltre la produzione di veicoli.
In questo contesto, il design diventa una leva strategica per costruire nuove narrazioni e rafforzare il legame con il pubblico. Beyond the Known non è solo un’installazione, ma un manifesto che invita a ripensare il rapporto tra tecnologia, creatività e mobilità.
CUPRA si posiziona così come un brand capace di interpretare il cambiamento, senza rinunciare alla propria identità. Un approccio che, se da un lato guarda al futuro, dall’altro sottolinea un aspetto spesso trascurato: l’automobile resta un oggetto culturale, oltre che industriale.
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Ultima modifica: 21 Aprile 2026




