Riciclo: l’Europa recupera la maggior parte di pneumatici usati

1189 0
1189 0

Il riciclo di pneumatici usati è uno degli obiettivi determinanti in un’Europa in cui il loro impiego sfiora l’incredibile numero di 3.868.000 tonnellate.

Il numero di pneumatici riciclati nel continente europeo è certamente impressionante; ovviamente per pneumatici riciclati consideriamo le unità che dopo l’uso prolungato sono riciclabili e rigenerabili. Molto significativo è questo dato: ben il 92,5% di tutti gli pneumatici utilizzati nel continente europeo, vengono riutilizzati e trattati per la loro rigenerazione in maniera ecocompatibile, attraverso operazioni di reimpiego, riciclo e altre lavorazioni e forme di recupero.

Senza dubbio le numerose operazioni di recupero degli pneumatici messe in pratica nel continente europeo, rappresentano un risultato rilevante per tutta la filiera industriale europea. Questo, infatti, è certamente un buon esempio di economia circolare e un virtuoso sistema in grado di generare positivi impatti economici e ambientali. La Comunità Europea senza dubbio incoraggia la filiera del recupero degli penumatici usati e, grazie a questa industria, in Europa è garantita la possibilità di un futuro caratterizzato da una mobilità sostenibile, molto importante per il futuro del nostro pianeta e il rispetto dell’ambiente.

I dati che abbiamo citato sono relativi all’anno 2015; essi emergono da un’elaborazione effettuata da Airp (l’Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici) e relativa ad uno studio effettuato da ETRMA (l’associazione europea dei produttori di pneumatici e articoli in gomma). Entrando nel dettaglio dei dati dello studio condotto da ETRMA, considerando il numero totale degli pneumatici rigenerati in Europa, solamente il 7,8%, proviene da operazioni di smaltimento in discarica oppure non si conoscerà la loro destinazione.

Riciclo degli pneumatici

 

La parte degli pneumatici che non rientrerà nella percentuale del 7,8%, sopra nominata, verrà recuperata e suddivisa nel seguente modo:

  • il 46, 3% degli pneumatici sarà sottoposto al recupero di materiali
  • il 28,4% sarà recuperato per la produzione di energia
  • il 17,5 per cento verrà valutato idoneo al riutilizzo o alla ricostruzione di altri pneumatici che saranno reimmessi sul mercato o esportati, per gli stessi fini a i quali erano destinati prima del riciclo

Lo studio condotto da ETRMA mette inoltre in evidenza come oggi l’Europa rappresenti certamente una delle aree più attive nel mondo per quanto riguarda il recupero di pneumatici usati. Negli ultimi 15 anni il numero di pneumatici riciclati e riutilizzati in Europa è aumentato notevolmente. Esaminando lo studio dell’Associazione Airp, è evidente come l’intera filiera dello pneumatico rappresenti oggi il più concreto degli esempi di economia circolare; con questo termine si intende un modello di produzione sostenibile che ha come obiettivo quello di considerare il problema dell’efficientamento delle risorse e delle materie prime, e soprattutto di una maggiore riduzione possibile di quello che è lo scarto, ovvero di ciò che diventa rifiuto.

In particolare, l’attività di ricostruzione costituisce certamente la continuazione della vita per lo pneumatico che, grazie ad un procedimento industriale, riassume nuove qualità. Grazie alle attività di recupero, indipendentemente da quali esse siano, l’impatto ambientale di uno pneumatico usato, destinato ad un nuovo uso, sarà minimo. In futuro il ricorso alla ricostruzione dello pneumatico, come avviene già su larga scala in alcuni paesi d’Europa, dovrebbe avvenire anche in Italia.

Dati di riuso

 

Secondo le recenti stime di Airp, rese note nell’edizione dell’anno 2016 del Libro Bianco sugli pneumatici ricostruiti, la quota dei ricostruiti nel nostro Paese, sul totale degli pneumatici di ricambio per autocarro, è del 27 %. Si tratta certamente di una quota di parecchio inferiore al 36 % della Germania, dell’Austria e della Svizzera, al 42 % della Francia, del 50 % addirittura di diversi paesi nel Nord Europa.

I dati di riuso degli pneumatici, confermano di come il Nord Europa sia più avanti rispetto ai paesi più mediterranei, per quanto riguarda l’efficientamento industriale. Tuttavia le previsioni per i prossimi anni, vedono anche l’Italia dare un più importante contributo ed una maggiore intensità del numero di pneumatici che subiranno lavorazioni industriali per il riuso.

Tuttavia, ad oggi, il gap tra l’Italia e i Paesi del Nord Europa è ancora ampio in riferimento al numero di pneumatici riutilizzati. L’Italia, come precedentemente detto, si attesta sulla soglia del 27 % (considerando gli penumatici per autocarro), mentre alcuni paesi del Nord Europa hanno raggiunto l’importante traguardo del 50%.

Un dato molto significativo è che ogni anno gli automobilisti europei procedono alla sostituzione complessiva di circa 3 milioni di tonnellate di pneumatici. Si tratta certamente di una grande quantità, che è in grado di essere assimilata al peso di 30 portaerei a propulsione nucleare.

Obiettivi

 

L’obiettivo del futuro prossimo è quello di evitare che la maggior parte degli pneumatici utilizzati e consumati dagli automobilisti di tutta Europa, una volta usurati, finiscano nelle discariche. Sicuramente il materiale con il quale vengono realizzate le ruote non è facile da riciclare; per questo è necessario un grande efficientamento dell’industria europea del riciclaggio. Nei prossimi anni l’organizzazione industriale dovrà essere tale da consentire sempre un maggior riutilizzo degli pneumatici. Il riciclo industriale dovrà dunque operare su scala ancora più vasta, soprattutto in paesi come l’Italia, che hanno ad oggi numeri di riuso degli pneumatici ancora inferiori a molti paesi europei.

Gli obiettivi per i prossimi anni sono certamente quelli di migliorare ancora di più in materia di riuso degli pneumatici. Addirittura, in un futuro molto vicino, i materiali con i quali vengono prodotti gli pneumatici potrebbero trasformarsi in delle risorse preziose e non rappresentare più un pericolo ambientale reale.

Molto significativo per il concetto di sostenibilità e di riduzione dell’impatto ambientale dell’industria è certamente il progetto TyGre; si tratta di un’iniziativa portata avanti e finanziata dall’Unione Europea e sviluppata dall’ENEA (Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile).

L’idea dei ricercatori che stanno prendendo parte ai lavori dell’ambizioso progetto, è quella di riscaldare la gomma fino a raggiungere i 1000 gradi, con lo scopo di ottenere il syngas; si tratta in buona sostanza di un composto di monossido, biossido di carbonio e metano dall’elevatissimo potere calorico. Questo gas potrà essere utilizzato come combustibile in molte tipologie di motori termici. Da questo tipo di processo, sarà inoltre possibile ottenere sostanze di scarto come il carburo di silicio (elemento molto utilizzato nell’elettronica).

 

Ultima modifica: 10 Maggio 2018