Daimler e BMW denunciate da una ONG tedesca per il loro scarso impegno nella riduzione di CO2

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La Deutsche Umwelthilfe (DUH), una delle più grandi ONG tedesche votate alla salvaguardia dell’ambiente e dei consumatori, ha citato in giudizio Daimler e BMW. Le due grandi aziende sono accusate di non aver fatto ancora abbastanza per ridurre la propria impronta di carbonio.

La ONG aveva già mandato delle lettere alle case automobilistiche alcuni mesi fa, pretendendo che queste si impegnassero a ridurre le proprie emissioni di anidride carbonica e che limitassero la produzione di veicoli a combustione interna entro il 20 settembre. Una lettera è arrivata anche a Volkswagen, alla quale è stato concesso il limite del 29 ottobre. A queste richieste BMW e Daimler hanno risposto di avere già ognuna una loro strategia di decarbonizzazione, con nuove gamme di veicoli elettrificati e percorsi ben definiti di riconversione industriale.

“Abbiamo stabilito un chiaro percorso verso la neutralità climatica”, dice Daimler in un replica, “Il nostro obiettivo è diventare completamente elettrici entro la fine del decennio, ovunque le condizioni di mercato lo consentano”. Volkswagen dice di voler valutare seriamente e con diplomazia le richieste della DUH, ma “non ritiene che citare in giudizio singole aziende sia il metodo giusto per affrontare le sfide della società”.

Ad ogni modo, la causa della Deutsche Umwelthilfe a Daimler e BMW è il primo grande procedimento giudiziario promosso dai cittadini tedeschi, i quali accusano appunto delle aziende, e in questo caso delle aziende enormi e potenti, di essere in difetto nei confronti del cambiamento climatico. Se i tribunali tedeschi dovessero dare ragione alla DUH verrebbe a crearsi un precedente giuridico molto importante.

Ultima modifica: 22 Settembre 2021