Rinnovo assicurazione: si può cambiare compagnia?

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I tempi rispetto ad alcuni anni fa in cui il rapporto con la propria compagnia assicurativa diventava quasi esclusivo e poteva durare anche per tutta la vita, sono completamente cambiati: la liberalizzazione del mercato e le nuove che consentono di trasferire con l’attestato di rischio la propria classe di merito da una compagnia all’altra rendono davvero possibile di rivolgersi al miglior offerente o comunque se non altro di scegliere quella che può essere l’offerta più competitiva in base al servizio prescelto. Vediamo quindi come funziona il rinnovo assicurazione e quando è possibile cambiare compagnia assicurativa.

Rinnovo assicurazione, cosa valutare

Ormai la gran parte delle trattative si concentra su quello che è diventato un rapporto virtuale: in vent’anni le assicurazioni telefoniche hanno soppiantato la concorrenza della consulenza fisica di agenti e assicuratori ritagliandosi un mercato sempre maggiore e facendo cartello anche con le agenzie di marketing per proporre convenzioni e pacchetti a basso costo.

Il tutto è rapido e semplice: con pochi dati, dall’app del proprio smartphone o chiamando un call center: si verifica il preventivo, si quantificano eventuali garanzie extra – come l’assistenza legale – e si paga con la carta di credito. La quietanza arriva per posta elettronica e l’assicurazione è immediatamente valida. Ci sono poi i cosiddetti aggregatori la cui presenza sul mercato è stata incentivata negli ultimi anni anche da una massiccia promozione pubblicitaria: sono i siti che comparano le varie tariffe e consigliano la polizza più conveniente. Il tramite guadagna una percentuale e l’assicurato si vede riconosciuto un consistente sconto.

Rinnovo assicurazione, quando cambiare compagnia

La stragrande maggioranza delle compagnie assicurative investono tutto sulla prima polizza: promozione, marketing, campagne pubblicitarie e di sconto, la fidelizzazione arriva dopo. Più di qualsiasi altra impresa le compagnie assicuratrici sanno benissimo che l’umore del proprio assicurato è molto estemporaneo ed estremamente volubile: basta poco per perdere il cliente e a volte non bastano sforzi enormi per tenerselo perché di fronte all’occasione di risparmiare anche solo poche decine di euro sono tanti quelli che alla fine della scadenza del contratto decidono di andarsene.

Oggi è relativamente facile: i siti dei cosiddetti ‘dealer’, le aziende che fanno da broker offrendo a parità di garanzie i prezzi migliori, diventano una tentazione insopprimibile. Tutti vogliono vedere se, a parità di contratto, c’è davvero modo di risparmiare: il fatto che poi magari paghino quel risparmio in perdite di tempo al call center o documenti introvabili o persi è un dettaglio.

Ultima modifica: 15 Novembre 2019