Pneumatici fuori uso: come smaltirli

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In media ogni anno in Italia si smaltiscono circa 380.000 tonnellate di PFU (pneumatici fuori uso) tra quelli invernali, estivi e quattro stagioni, la legge autorizza demolitori, officine e gommisti che svolgono le operazioni corrette; tuttavia esiste ancora un’ampia fascia di persone che non segue il giusto iter procedurale con conseguente danno sia economico sia ambientale.

Secondo all’articolo 228 del decreto legislativo n.15206 s.m.i. chi produce pneumatici deve poi anche occuparsi di smaltirli in egual misura alla quantità di gomme nuove vendute. Tutti i produttori che non si attengono a tale norma sono soggetti a sanzione amministrativa in proporzione alla gravità dell’inadempienza.

Come riconosciamo uno pneumatico fuori uso?

S’intendono pneumatici fuori uso quelli che non hanno più le principali caratteristiche di sicurezza e resa su strada e che non posso più essere riparati o ricostruiti.

Il recupero consiste nello smaltimento ai fini di recuperarne il materiale o di usarlo per produzione di energia. I PFU una volta ridotti in granuli di differenti dimensioni si possono riciclare per la produzione di molti oggetti come pavimenti, asfalti e oggetti di arredamento, suole di scarpe, componenti di automobili, pannelli fonoassorbenti e superfici sportive. Le gomme esauste hanno anche un grande potenziale calorifico molto simile a quello del carbone.

Spesso i PFU sono impiegati per la ricostruzione di nuovi pneumatici e questo è uno dei metodi di recupero in assoluto più efficaci e consente il riutilizzo dell’80% dei materiali che lo costituiscono come elastomeri, gomma e acciaio.

Esistono procedimenti industriali di granulazione e taglio che separano le diverse parti e così si ottiene un materiale riutilizzabile in molti modi.

Le fasi che recuperano la gomma prevedono diverse procedure, le più comuni operazioni sono ricostruzione, pirolisi, incenerimento con recupero energetico, termovalorizzazione e riciclo meccanico.

Costo dello smaltimento

Circa il costo dello smaltimento, come stabilisce il Decreto Ministeriale Nr. 82 dell’11 Aprile 2011, si paga in anticipo al momento dell’acquisto degli pneumatici una quota PFU o così detta tassa ambientale.

Il gommista o l’officina autorizzata, presso cui faremo l’acquisto, dovrà provvedere poi al ritiro e allo smaltimento corretto quando gli pneumatici saranno fuori uso.

Questo percorso rende possibile la tracciabilità di ogni penumatico da smaltire evitando che vi siano dispersioni ambientali e sponsorizzando il processo di riciclo e recupero di materiali.

Anche per gli acquisti online verificare sempre nei documenti fiscali di vendita che vi sia il saldo del contributo ambientale per evitare poi eventuali multe salate future.

Una recente normativa sull’ambiente ha introdotto regole molto rigide circa lo smaltimento delle gomme esauste, è buona norma rivolgersi al proprio gommista di fiducia e pagare la tassa sullo smaltimento già in fase di acquisto del nuovo pneumatico. Pena multe salate per gli inadempienti.

Ultima modifica: 16 Maggio 2017