Piaggio: storia e curiosità della casa di Pontedera

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Ci sono immagini che non nascono per uno scopo pubblicitario, ma che restano poi nella memoria collettiva per anni, addirittura diventano storia: Piaggio è sicuramente una di queste. Grazie alla qualità indiscussa dei motori e soprattutto alla pubblicità marketing di numerosi film sul grande schermo è diventata, ben presto, una vera e propria icona.

Piaggio storia di un brand amato anche dal cinema

Più che una locandina, un’icona di stile, di made in Italy, di classe e di libertà e di internazionalità che, sono poi le ragioni di un successo che ha attraversato tanti decenni, fino ai giorni nostri.

Tuttavia la Piaggio di Pontedera non nasce per costruire e vendere un sogno su due ruote: gli inizi sono di tutt’altra natura e, forse, appartengono alla storia del pionierismo italiano, che passa da un secolo all’altro con la disinvoltura dei suoi geni. Infatti è il 1882 e il cavalier Enrico Piaggio possiede una segheria di legname. Gli affari vanno bene e pensa di allargare il suo giro, impiantando un deposito che presto diventerà un laboratorio di fini ebanisti e intarsiatori. Il terreno si trova a Sestri Ponente e la famiglia Piaggio in realtà è genovese e a Pontedera, in provincia di Pisa ci arriverà molti anni dopo.

Nel 1882 nasce dunque il deposito, ma appena due anni dopo lo stesso spazio rientra nella Società Rinaldo Piaggio, fondata in quell’anno dall’omonimo figlio del cavaliere Enrico. Rinaldo però comincia a fornire gli arredi per le navi più belle dell’epoca e diversifica la produzione puntando sulle carrozze ferroviarie. Alla vigilia dell’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra, la Rinaldo Piaggio ha già acquisito le Officine Aeronautiche Francesco Oneto di Pisa.

Nel frattempo la grande guerra va avanti e Piaggio decide di dedicarsi esclusivamente alla produzione bellica con motoscafi antisommergibili e aerei e idrovolanti. Nascono accordi con Ansaldo, Macchi, Dornier e Caproni, ma anno dopo anno Piaggio comincia a produrre modelli propri, e poi passa, nel 1924, a lanciare i primi motori Jupiter e gli aerei Dornier Wal. Ma anche la Grande Guerra finisce e per Piaggio comincia la riconversione.

Piaggio, la riconversione dopo la Grande Guerra

C’è un paese da collegare e l’industriale genovese di seconda generazione intuisce che gli affari devono orientarsi sul trasporto ferroviario.

Non viene abbandonata la produzione aerea e, di conseguenza, nasce la Piaggio Aero Industries, ma l’azienda di Sestri Ponente si occupa di treni e di elettrodomestici. Una rivoluzione che porta il gruppo a espandersi, acquisendo lo stabilimento Bonmartini di Roma. Lì si produrrà un aereo da caccia, il Piaggio P2, e un quadrimotore bombardiere, il Piaggio P108, che sarà impiegato nella seconda guerra mondiale. Ma gli anni tra le due guerre sono anni di espansione e del primo passo verso Pontedera.

Nel 1924  proprio nella cittadina pisana viene rilevato lo stabilimento Costruzioni Meccaniche Nazionali e due anni dopo Rinaldo Piaggio fonda la Società Anonima Navigazione Aerea, per il trasporto civile. Il capitale sociale ammonta a 30 milioni di lire nel 1930, ma si riduce a un terzo in appena due anni. La Grande Crisi del ’29, dagli Stati Uniti arriva anche nella vecchia Europa. Ma nonostante le difficoltà, Piaggio vara il primo elicottero della storia. E’ il DAT3.

Piaggio, la storia ricomincia da Pontedera

Il 1938 segna un passaggio fondamentale nella storia del gruppo Piaggio, e non soltanto per la morte di Rinaldo, ma perché gli stabilimenti si dividono tra i fratelli Armando ed Enrico. Le aziende di Finale Ligure e Sestri Ponente vanno ad Armando, mentre Enrico si occuperà di Pontedera e Pisa. Ma c’è una nuova guerra alle porte e il colonialismo è al suo apice. Piaggio fornisce autobus, autocarri, rimorchi, funicolari e teleferiche, senza contare i serramenti in alluminio.
Nel frattempo sorgono anche gli stabilimenti di Addis Abeba e Gura che, tuttavia, la Seconda Guerra Mondiale danneggia gravemente gli stabilimenti. Nel 1945 si avvia la ricostruzione di Pontedera che cominceranno a produrre un veicolo rivoluzionario, la Vespa, per ora solo un prototipo.

Il primo modello è del 1946, su progetto di D’Ascanio, non molto diverso dal prototipo “Paperino”. Dieci anni dopo, nel 1956, Piaggio festeggia il milione di esemplari Vespa venduti in Italia e all’estero. Ca ci vorranno due anni e il modello Vespa 125 perché esploda il successo. E tra il 1960 e il 1970 gli esemplari in circolazione saranno 4 milioni. Ad oggi ne sono stati prodotti 16 milioni. Enrico Piaggio, con un Paese in piena ricostruzione, intuisce che bisogna supportare con mezzi da lavoro e così nel 1947 nasce l’Ape, che serve per il trasporto leggero, ma subisce anche varianti per il trasporto di persone.

La morte di Erico Piaggio, nel 1965, segna il passaggio del gruppo alla famiglia Agnelli e comincia l’espansione con l’acquisizione del marchio Gilera nel 1969. E in questi stessi anni nascono ciclomotori destinati al grande successo: Ciao, Bravo, Boxer e Si. Ma è anche il periodo dell’allagamento dello stabilimento di Pontedera, per lo straripamento del fiume Era.

I danni nel 1966 vengono stimati in 2 miliardi di lire dell’epoca. Con la grande crisi petrolifera del 1973 nasce l’idea di veicoli elettrici. Eco Electron è un ciclomotore e Ape Elettrico è un prototipo, ma è ancora troppo presto. Gli anni 70 segnano il lancio della Vespa PX, un successo.

Le grandi acquisizioni Piaggio

Nel 1980 Piaggio acquisisce il marchio di biciclette storico Bianchi, nel 1993 la produzione Gilera passa a Pontedera. Anche gli anni 90 sono costellati da modelli di successo come gli scooter Zip, Hexagon, Liberty, X9 e Beverly. A pochi anni di distanza, manca anche Giovannino Agnelli, il nipote prediletto dell’Avvocato, che aveva firmato il rilancio dell’azienda di Pontedera e il controllo passa al gruppo Morgan Grenfell Private Equity, poi nel 2003 alla holding Immsi spa di Colaninno che la porta alla quotazione alla Borsa di Milano.
Nel 2006 nel gruppo Piaggio confluiscono i brand Aprilia, Moto Laverda e Moto Guzzi. Il 2009 porta un’altra piccola rivoluzione nel mondo degli scooter. MP3 è il primo scooter a tre ruote, due sono anteriori. Nel 2014 a Mantova c’è il più grande raduno di Vespa nella storia.

Ne arrivano diecimila da 32 Paesi diversi. Ancora sotto il controllo di Colaninno, nel 2015 nasce Piagio Fast Forward, con una grande vocazione alla ricerca e all’innovazione tecnologica. Sede a Cambridge. Piaggio ha un fatturato di 1,313 miliardi di euro e nel 2016 ha prodotto utili per 14 milioni di euro.

Ultima modifica: 20 Maggio 2019