MWC 2019: tutte le novità dal salone più atteso

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Potrebbe sembrare strano, ma l’auto del futuro forse riusciamo a immaginarla meglio se ci concentriamo un po’ meno sulle prestazioni meccaniche e ci riferiamo più al mondo dell’intelligenza artificiale, della robotica, di internet delle cose.

E il posto migliore per “vedere” come sarà la mobilità in un tempo neanche troppo lontano forse è stato proprio il MWC 2019.

MWC 2019, il futuro della mobilità di scena a Barcellona

A Barcellona, il Mobile World Congress che si è tenuto dal 25 al 28 febbraio, ha messo in vetrina un concetto tutto nuovo dell’auto, che continuerà sempre a svolgere la sua funzione di trasporto comodo, flessibile e veloce, ma risponderà sempre di più alle esigenze di chi viene trasportato.

Il ruolo del guidatore, così come lo abbiamo conosciuto dalla comparsa dei primi veicoli a motore, sta conoscendo un lento tramonto. E non è soltanto “colpa” o “merito” della guida autonoma, che va perfezionandosi giorno per giorno, ma per tutta una serie di servizi che stanno diventando sempre più irrinunciabili.

L’uomo di oggi in gran parte già lo è, ma nel prossimo futuro avrà sempre più bisogno di essere connesso, di avere una serie di risposte in tempo reale, le più disparate possibili.

Si potrebbe innestare un discorso etico, filosofico e chiedersi se sia giusto che l’intelligenza artificiale occupi, e occuperà sempre di più, un ruolo così preponderante nella nostra vita, ma scorrendo le novità introdotte sul tema dal MWC 2019 viene voglia di chiedersi cosa ci accompagnerà quando saremo nell’auto del futuro e come potrà esserci utile.

MWC 2019, auto iperconnesse e intelligenza artificiale

In fondo è per rispondere a queste domande che il modello di auto per la mobilità urbana di un futuro prossimo è di dimensioni che rappresentino il minimo indispensabile; è sicuramente elettrica, ma è anche un concentrato di dispositivi sempre connessi. Ed è anche condivisa.

E’ il prototipo che Seat ha portato a Barcellona al MWC 2019, aprendo una prateria di immaginazione. Si chiama Minimo e nei suoi 2,5 metri di lunghezza per 1,24 di larghezza batte tutte le city car attualmente sul mercato.

Con i suoi 3 metri quadrati di ingombro, dimezza gli spazi necessari per parcheggiare un’auto in centro e ha portiere asimmetriche pensate per essere aperte anche in spazi minimi. Ha un’autonomia di 100 chilometri, ma, neanche fosse una e-bike, ha la batteria rimovibile per essere caricata ovunque ci sia una presa elettrica.

Assistente di guida e una serie di app che dialogano con il nostro smartphone e naturalmente anche con noi. Bmw si è spinta ancora oltre, portando al MWC 2019 una concept car che non sa fare a meno di preoccuparsi di chi viaggia.

E’ forse qualcosa di più di un’auto intelligente. Vision iNext, così è stata battezzata dalla casa tedesca, non ha nulla della freddezza teutonica, anzi: dialoga con i passeggeri, interpreta le loro esigenze grazie a una telecamera dall’alto che riconosce i movimenti dell’uomo e comprende su cosa si posa lo sguardo. Impara a riconoscere lo stile di guida e sa anticipare le richieste.

Bmw Natural Interaction è un assistente digitale evoluto, che espande le sue conoscenze. Viaggiare, tra l’altro in un salotto dotato di tutti i comfort in stile Bmw, non sarà soltanto un modo per spostarsi da un posto a un altro.

MWC 2019, e se l’auto fosse un “medico”?

Mercedes al MWC 2019 ha presentato, con la sua Daimler, un’auto sviluppata in collaborazione con la Continuous Biometrics, un’azienda specializzata nel riconoscimento dei valori biometrici.

E’ un’auto che impara a conoscere il suo proprietario. Ne rileva le fattezze del volto e tutti i valori biometrici per comprendere quando cala un colpo di sonno, quando c’è un’alterazione fisica che può influire sulla guida.

Ed elabora tutte queste informazioni aggiornandole ogni giorno, anche per monitorare grazie a una telecamera biometrica lo stato di salute di salute di chi guida. Naturalmente è un’auto a guida completamente autonoma, perché è assolutamente in grado di intervenire se il guidatore non dovesse essere in condizioni ottimali.

Ma il MWC 2019 di Barcellona è stato anche l’occasione per svelare come la mobilità possa diventare un sistema integrato di comunicazione tra uomini, auto, elementi di arredo urbano che acquisiscono, elaborano e condividono una serie di informazioni. Continental ha sviluppato questo concetto, utilizzando per esempio i lampioni.

Illuminano ma inquadrano anche l’ambiente sul quale insistono: analizzano il volume di traffico, il livello di inquinamento dell’aria, riconoscono gli stalli vuoti nelle aree di parcheggio e comunicano tutti questi elementi alle auto che “chiedono” tali informazioni.

E’ difficile immaginare che questo futuro sia così a portata di mano, se non si tiene conto che il protocollo 5G è in piena fase di implementazione. Significa connessioni iper veloci che si traducono anche in un riconoscimento della posizione ultra preciso. E’ una condizione indispensabile perché le auto intelligenti, sempre connesse e autonome funzionino a puntino.

MWC 2019, l’auto come esperienza ludica

Non solo per la guida, ma anche per qualunque aspetto ludico, intrattenitivo. Ford, per esempio, ha utilizzato la vetrina del MWC 2019 di Barcellona per presentare tre app che andranno a integrarsi con il sistema AppLink del Sync3 della casa statunitense.

Tidal per esempio porterà nei veicoli Ford 60 milioni di brani musicali in streaming con audio di qualità premium, con possibilità di personalizzare il podcast e la playlist, oltre ad avere concerti dal vivo in esclusiva. Con what3word invece i veicoli Ford troveranno le destinazioni rapidamente e con la massima precisione.

Si tratta di un assistente vocali a intelligenza artificiale e realtà aumentata che riconosce i luoghi da una suddivisione della superficie terreste in aree quadrate di 3 metri per 3, alle quali viene attributo un nome di tre parole.

E’ un sistema per trovare i luoghi pur non conoscendo gli indirizzi precisi. E infine Sygic Truck Navigation, pensata per i veicoli da lavoro, calcola i percorsi migliori, anche in base alle dimensioni del veicolo, scarica le mappe 3D per navigare comunque quando si è off line.

E’ tutto un mondo in evoluzione, ma che ha già una sua consistenza e una sua applicazione. Il vero limite di queste soluzioni è rappresentato dalle infrastrutture, che “viaggiano”, nella loro realizzazione, a una velocità molto ridotta.

Ultima modifica: 6 Marzo 2019