Come guidare un’auto: cinque consigli per neopatentati

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Cinque consigli potrebbero non bastare: perché prendere la patente è un grande passo e godere dell’autonomia di potersi muovere con i propri mezzi è una grande conquista che a volte può anche dare alla testa. Quindi diciamo che questa breve guida vuole essere non un semplice ‘bigino’ da rispettare come un comandamento solenne su come guidare un’auto, ma una paterna e affettuosa sottolineatura su quelli che possono essere i rischi che è meglio evitare e quale può essere invece l’atteggiamento giusto da tenere sempre e comunque quando si è alla guida.

Confidenza, allenamento e cautela per imparare a conoscere mezzo e territorio

Il primo consiglio è quello di prendersi il proprio tempo e con esso prendere anche confidenza: sia che la nostra famiglia abbia grandi possibilità e ci compri una splendida auto per neopatentati sia che il nostro primo mezzo sia una utilitaria di quarta mano con oltre 100mila chilometri, non dimentichiamo che stiamo viaggiando su un mezzo che può essere utile o pericolosissimo. Si può uccidere anche a 20 km/h se si investe un pedone sulle strisce perdonali perché siamo distratti. L’immagine è cruenta? Vuole esserlo.

Prendersi il proprio tempo significa prendere confidenza con la macchina che avremo a disposizione, qualunque essa sia; conoscerne le potenzialità e le debolezze, il modo in cui sterza, il modo in cui frena. Sarà sicuramente utile collegare il bluetooth e avere un buon impianto stereo ma preoccupiamoci anche della visibilità, degli specchietti, di quanto si deve ruotare la testa per parcheggiare bene in retromarcia e di quanto impiega la mia auto a superare un mezzo pesante se sono in una leggera salita. L’auto è come un vestito che non può essere solo bello: deve essere comodo, deve essere ‘nostro’ e deve calzare perfettamente.

La nostra auto ci deve fare sentire sicuri e sereni. La normale ansia che si prova dopo le prime guide dovrà sparire in modo molto naturale dopo poco tempo per lasciare spazio a una certa autorevolezza che non deve diventare né arroganza né eccessiva sicurezza di sé. La stessa confidenza la dobbiamo avere con le strade alle quali dovremo fare l’abitudine: non le vedremo mai più con l’occhio del passeggero. La strada per andare in centro, a scuola, all’università, in palestra, dagli amici: strade che inizialmente saranno quelle del quartiere, poi della città e che infine ci porteranno sempre più lontano ma solo dopo avere acquisito la giusta confidenza.

Il secondo consiglio è cautela: vale per i neopatentati ma anche per chi guida l’auto da una vita e alla fine dà un po’ troppe cose per scontate. La cautela serve a evitare incidenti, danni al proprio mezzo, problemi di qualsiasi tipo con le autorità. Se non si è certi che quel tratto di strada sia aperto al traffico per la nostra vettura è meglio essere cauti e fare il giro largo piuttosto che fare i brillanti con gli amici in macchina e pagare un multone. Cautela è anche non lasciarsi influenzare da chi è con noi in macchina perché ha fretta, o ti chiede di accelerare, o di fermarti contromano “tanto è lo stesso”. No, non è lo stesso: la macchina è vostra e voi la guidate. Siete sempre voi a decidere: se cedete alle pressioni e dimenticate la cautela gli unici che ci rimettono siete voi.

Scegliete sempre la giusta velocità e non distraetevi mai

Terzo consiglio. Vai il giusto. Vai piano – per chi scrive – suona un po’ come le medagliette metalliche con la calamita che si mettevano sul cruscotto di metallo tanti anni fa: “Sii prudente pensa a noi”. Guardatevi uno dei film di Fantozzi con la sua Bianchina e capirete. Andare piano spesso può essere pericoloso tanto quanto andare troppo forte: andare il giusto è l’unico consiglio possibile ricordando a menadito quelli che sono i limiti di velocità imposti sulle varie strade.

I neopatentati hanno limiti più rigidi: non oltre i 100 in autostrada, non oltre i 90 nelle strade a scorrimento veloce e sulle extraurbane, non oltre i 50 in città, non oltre i 70 sulle strade urbane a scorrimento veloce. Anche qui tornano utili i punti precedenti, confidenza e cautela. Prendete sempre l’abitudine di verificare il limite di velocità della strada sulla quale state viaggiando e comportatevi di conseguenza: oggi esistono numerosi navigatori e splendide applicazioni per qualsiasi telefonino che possono rappresentare in tempo reale quelli che sono i limiti di velocità del nostro percorso. È uno strumento utile e sicuramente non vi farà cadere in alcun errore.

Il quarto consiglio è anche troppo semplice: be focused. Stai concentrato. Anche se il telefonino suona, anche se è arrivato il messaggino, anche se la playlist è saltata all’improvviso, anche se mangiando hai macchiato il sedile, non ci si può distrarre rischiando la pelle o facendola rischiare a qualcuno. Non più di due settimane fa un giovane neopatentato ha investito dei pedoni a una fermata dell’autobus perché stava cercando di raccogliere dal tappetino delle monete che gli erano cadute dalla tasca. Capirete bene l’assurdità della cosa: l’automobile prevede la massima attenzione e una grande cura di sé oltre che del mezzo. Siete stanchi? Non guidate. Avete un qualsiasi malessere che va dal mal di testa alla nausea? Non guidate. Inutile mettere in conto il fatto di avere eventualmente bevuto. Purtroppo la distrazione alla guida sta diventando sempre di più il maggiore fattore di rischio negli incidenti stradali. Essere concentrati non è un consiglio: è un obbligo.

Capita di sbagliare: perdonatevi e imparate

Il quinto e ultimo consiglio è indicato soprattutto per chi guida per la prima volta. Capiterà di sbagliare: succederà di impostare male una manovra, fallire un parcheggio, generare una coda con persone che strombazzeranno alle nostre spalle. Si legge di neopatentati che fanno il pieno di gasolio, che andrebbe benissimo se la vettura non viaggiasse a benzina verde; o che si incastrano nella corsia del Telepass senza avere nemmeno la Viacard o che si chiudono in un parcheggio talmente bene da non riuscire poi a uscire dalla macchina. Lasciate che gli amici sghignazzino e non rimaneteci male.

Si sbaglia, è normale. Ed è anche giusto sotto un certo aspetto commettere errori (non gravi e non per colpe proprie) che ci consentano di imparare e di crescere come persone e come automobilisti. Se si commette un errore si va avanti senza colpevolizzarsi, anche se la macchina si è segnata o si è fatto un danno a un’altra vettura. Succede. E succederà chissà quante altre volte nella vita. L’importante è che non si sia fatto nulla di azzardato e che nessuno si sia fatto male. Un ultimo consiglio fuori programma, meglio un invito: non isolatevi. Se ci sono automobilisti in difficoltà intervenite, se c’è un incidente e c’è bisogno di aiuto indossate il giubbotto di sicurezza chiamate l’emergenza e fate il vostro dovere prima che arrivino i soccorsi. Un buon automobilista si misura anche dal suo senso civico. E al giorno d’oggi ne abbiamo davvero tanto bisogno.

Ultima modifica: 5 Giugno 2019