Fuga del conducente dopo omicidio stradale: cosa succede

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La legge che ha introdotto il reato di omicidio stradale punisce duramente i pirati della strada con un inasprimento delle pene

I dati parlano chiaro: ogni anno sono oltre 3.000 i morti per incidenti stradali, e circa 260.000 i feriti.

Uomini, donne e bambini vittime inermi della strada, che purtroppo, troppo spesso, non vengono nemmeno soccorsi dai diretti responsabili. I casi pirateria sono infatti molto frequenti.

Anche per questo, da più parti, è emersa l’esigenza di una legge che inasprisse le pene per chi provoca un incidente stradale. Soprattutto se al momento dell’impatto si era stato di ebrezza e si viaggiava ad una velocità davvero folle. Inoltre è stato ritenuto necessario creare un’aggravante per coloro che non si sono nemmeno fermati a soccorrere la vittima, condannandola, il più delle volte, ad una morta certa.

Le pene contro i pirati della strada

L’omicidio stradale dispone la carcerazione da 2 a 7 anni per chi causa la morte di un individuo in seguito ad un incidente stradale. Gli anni di carcere aumentano, diventando da 8 a 12, se il responsabile risulta ubriaco o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

L’articolo 589-ter della legge introduce inoltre un’aggravante per chi, in seguito ad un incidente con conseguenze mortali, non si ferma a prestare soccorso e scappa: i cosiddetti pirati della strada, appunto. In questo caso, la pena può essere aumentata in misura variabile da un terzo a due terzi, e non può comunque essere inferiore ai 5 anni.

In questo senso, la legge contro l’omicidio stradale vuole fungere anche da monito a tutti gli automobilisti, per sottolineare la necessità di essere prudenti alla guida ma anche, in caso di incidente, di fermarsi a prestare soccorso. Non possiamo che sperare che questa legge venga effettivamente applicata e che i responsabili paghino per le proprie colpe in modo da dare un po’ di giustizia ai parenti delle vittime.

 

Ultima modifica: 30 Marzo 2017