Falso incidente stradale: come difendersi

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Una delle truffe più diffuse consiste nel simulare un incidente mai avvenuto per ottenere un rimborso. Ecco come muoversi se vi trovate vittime.

L’espressione “falso incidente stradale” potrebbe, e a ragione, lasciarvi un po’ perplessi. Tuttavia, si tratta di un tipo di truffa più frequentemente perpetrata di quanto si possa pensare. Costituisce altresì una fattispecie di reato ai sensi del codice penale e fanno crescere a dismisura il premio assicurativo della vittima, spesso totalmente all’oscuro dell’accaduto. Vediamo nello specifico in cosa consiste la truffa in materia assicurativa.

Il codice penale italiano prevede in questo caso il reato specifico ai danni delle assicurazioni. Oltre al reato di truffa generica, inoltre, esiste quello particolare denominato “Fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona”.

La norma è molto complessa e di non facile interpretazione. Per semplificare e renderla comprensibile a tutti, possiamo affermare che essa comprende cinque diverse condotte:

-la denuncia di un sinistro mai avvenuto;

-la mutilazione fraudolenta della propria persona;

-il danneggiamento dei beni assicurati;

-la falsificazione o alterazione della polizza;

-la falsificazione o alterazione della documentazione relativa al sinistro.

Le singole condotte elencate possono concorrere ed essere presenti nello stesso momento, cosa che accade nella maggior parte dei casi. Nel reato in esame, la condizione specifica di procedibilità è la querela di parte. Dunque, queste condotte possono essere punite solo dopo la formale proposizione dell’atto di querela, che rimuove gli ostacoli alla perseguibilità penale del fatto.

Trucchi

 

Ormai da decenni, il falso incidente e la truffa più perfezionata. Questa lunga durata ha permesso sì ai truffatori di mettere a punto sofisticati trucchi, ma anche alla polizia e alle persone comuni di smascherarli e riconoscerli più facilmente.

Uno dei trucchi maggiormente diffusi è quello di adescare persone in condizioni economiche precarie perché si prestino a fare da falsi testimoni. Viene stipulato un accordo in cui la persona si impegna a dichiarare di avere causato o subito un incidente, oppure di esserne stata testimone. Molte volte, le stesse persone testimoniano ripetutamente per diversi incidenti, ed è in questi casi che scoprire la truffa diventa semplice.

Un’altra accortezza messa in pratica è quella di non riparare mai le auto danneggiate. Questo consente di replicare la medesima truffa per un numero indefinito di volte, nonostante l’assicurazione abbia già pagato il premio, presentando sempre la stessa macchina incidentata.

Un altro metodo piuttosto gettonato è quello di cambiare compagnia assicurativa. Di norma, a circa un mese dallo scadere del contratto, la compagnia assicurativa invia all’utente l’attestato di rischio, comprensivo degli incidenti e danni causati e del premio assicurativo. Quindici giorni prima della scadenza, il truffatore organizzerà il finto incidente, il quale verrà addebitato alla vecchia compagnia assicurativa, il tutto ovviamente all’oscuro della nuova.

Come tutelarsi

 

La querela che, come dicevamo, è condizione necessaria per la perseguibilità del reato, può essere presentata dalla compagnia assicurativa truffata entro 90 giorni dalla perpetrazione del reato, o da quando questa ne è venuta a conoscenza.

Di norma, perché la truffa abbia luogo, deve esistere il presupposto di un accordo fraudolento tra i conducenti di due o più veicoli che si suppone coinvolti nell’incidente. In altri casi, più rari, potrebbe però avvenire di ritrovarsi coinvolti a propria insaputa, ovvero incolpati di un incidente mai avvenuto e del quale non si sapeva nulla. Il truffatore potrebbe falsificare una denuncia di sinistro copiando la targa della nostra automobile e da essa risalendo alla compagnia assicurativa e ai nostri dati personali.

Inoltre, un’altra modalità è quella di mimare realmente l’incidente. In questo caso, i criminali prendono di mare persone sole e tendenzialmente considerate più deboli, come gli anziani. In situazioni tranquille, come l’uscita da un parcheggio, il truffatore mima il rumore di un urto lanciando un sassolino, una pallina o una biglia e intima al conducente designato di fermarsi. In questo caso, è tipico del truffatore affermare di non avere il tempo per compilare la constatazione amichevole e farsi dare direttamente il denaro per il risarcimento del presunto, e inesistente, danno. In questi casi, non bisogna mai dare alla persona in questione contanti, né tantomeno recarsi a prelevare o fornire in maniera ufficiosa i propri dati. Se avete il dubbio che l’urto sia realmente avvenuto, insistete per compilare la constatazione amichevole e, in caso di continui rifiuti, non esitate a chiamare le Forze dell’Ordine.

Contestazione e assicurazione

 

Se vi doveste trovare vittime di una truffa da falso incidente, la prima cosa da fare è recarsi immediatamente dalle Forze dell’Ordine. Qui, denunciate il falso incidente specificando il maggior numero possibile di dettagli. Ad esempio, se il giorno e l’ora del presunto incidente coincidono con un momento nel quale vi trovavate in tutt’altro luogo rispetto a quello del falso sinistro, comunicate subito questa informazione.

L’altra azione imprescindibile, oltre alla denuncia alla polizia, è quella di inviare tempestivamente alla vostra assicurazione una lettera di disconoscimento del sinistro. A tal proposito, è d’obbligo ricordare che talvolta la compagnia assicurativa, ancor prima di accertarsi se l’incidente sia realmente avvenuto o meno, potrebbe applicare gli aumenti tariffari legati al peggioramento della classe di merito al momento del rinnovo della polizza. Accade infatti che, ricevuta la richiesta di risarcimento dei danni, il premio di assicurazione aumenti automaticamente con la trascrizione del sinistro -sebbene non ancora accertato- nel cosiddetto attestato di rischio. Per tale ragione, quando si scrive la lettera di disconoscimento dell’incidente, è bene invitare la propria compagnia non solo a non proseguire al pagamento del sinistro mai realmente avvenuto. Occorre infatti intimare di non inserire tale incidente nell’attestato di rischio, impedendo così la crescita del premio assicurativo.

Questa lettera va inviata entro 30 giorni dalla notifica del falso incidente. Occorre contestualmente avvisare anche la compagnia assicurativa del sedicente danneggiato, dichiarandosi totalmente estranei al fatto descritto. Se possibile, è bene allegare la versione di eventuali testimoni, corredata di carta d’identità degli stessi e di loro recapiti.

Un’alternativa è fare causa all’assicurazione di chi ha denunciato il falso sinistro e, nel caso si possiedano i dati della persona, citare direttamente la stessa in giudizio.

Se la vostra compagnia assicurativa non vi sostenesse adeguatamente, vi ricordiamo che è sempre possibile cambiarla. Occorre però ricordare che, probabilmente, il premio assicurativo della nuova sarà più alto del dovuto proprio a causa dell’incidente-fantasma.

 

Ultima modifica: 12 luglio 2017