Blocco traffico a Roma cos’è e come funziona

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Blocco traffico Roma: cos’è?

L’aria che respiriamo va tutelata. Il nostro organismo risente dell’inquinamento che noi stessi abbiamo causato all’ambiente. Ed ora è giusto che sia la stessa mano dell’uomo a porvi rimedio. Per tale ragione sono state istituite, tempo fa, giornate di blocco traffico, in cui viene impedito di utilizzare i veicoli.

L’obiettivo è quello di ridurre il livello di polveri sottili nell’aria. il particolato infatti trae origine da tante cose. Viene immesso da inceneritori, cantieri, cementifici, sigarette e in ultimo dallo scarico delle nostre autovetture. Di recente si è scoperto che nei paesi meno urbanizzati queste emissioni sono generate per il 94% da elementi naturali. Quando ci si sposta in città però questa proporzione viene rovesciata.

Le polveri sottili sono pericolose. Quelle generate però da combustioni, ossia il cosiddetto particolato carbonioso, risulta essere molto più nocivo. Catalizzatori d’auto rotti o freddi sono la maggior fonte di queste nano particelle.

In tutto ciò la maggior responsabile di inquinamento, a gran sorpresa, non è l’attività industriale ma il trasporto sia pubblico che privato. Se è vero che le fabbriche, specie se non regolamentate a dovere, producono dosi massicce di particolato, le auto e le moto, circolando per le nostre strade, rilasciano dosi di nano particelle tossiche davvero notevoli.

Blocco traffico Roma: come funziona?

In realtà non sono tutte le moto e le auto ad essere ferme. E non in tutti gli orari è presente questo divieto. Innanzitutto c’è da precisare che lo stop per la circolazione dei veicoli parte dalle 7:30 e finisce alle 20:30. Sono quindi lasciate libere le fasce orarie della sera, della notte e del primo mattino. Le vetture che non potranno muoversi sono le seguenti:

I ciclomotori PRE Euro1 non possono circolare. Sia che abbiano un motore a 2 tempi sia che invece siano costituite da uno a 4 tempi. Stesso divieto vale per le moto di classe Euro 1. Anche in questo caso dunque né i motori a 4 tempi né quelli dotati di 2. Anche le automobili di classe PRE Euro 1 devono restare ferme. Anche in questo caso il divieto vale per il motore a 2 o a 4 tempi. Anche le auto Euro1 non possono circolare.

Se poi i veicoli sono alimentati a benzina il veto si estende a vetture PRE Euro 1, Euro 1 Euro2. Lo stesso discorso vale per quelle alimentate a gasolio. Restano ferme dunque le classi PRE Euro 1, Euro 1 e Euro 2. Finora il provvedimento riguarda solo queste vetture.

Il punto è che questa giornata è atta alla lotta all’inquinamento e non ha una data fissa. Nel senso che scatta nel momento in cui gli esperti notano che il livello di polveri sottili presenti nell’aria sfora il limite consentito. E dunque per una questione di salute pubblica si applicano i provvedimenti necessari.

Delibere che possono essere modificate nel momento in cui i valori non tornano alla normalità. Il freddo e l’umidità purtroppo rendono la lotta all’inquinamento più complessa. Dunque potrebbero essere posti divieti di circolazione anche a vetture di classi diverse.

Per legge è previsto che qualora lo stop non desse i risultati sperati vengano fermate anche le automobili classe Euro3 se alimentate a benzina. Gli stop però potrebbero continuare. Se neppure in questa maniera si riuscisse a controllare la situazione, ad essere fermati, sarebbero anche tutti i diesel. Gli unici a non temere nulla sono i veicoli dotati di diesel di classe Euro6.

Ad essere regolamentati ci sono anche gli impianti termici. Se è vero che è il traffico il maggior inquinante è anche vero che le alte temperature di alcune strutture possono contribuire alla concentrazione di particolato nell’aria. Il Campidoglio dunque ha stabilito che gli impianti termici debbano mantenere la propria temperatura al di sotto dei 18 gradi.

Cosa sapere

La prima cosa da sapere è che queste giornate funzionano. Non tutti gli automobilisti credono in questi blocchi del traffico. In molti cercano di violarli. Tuttavia ogni volta che scatta questo provvedimento, gli esperti segnalano un forte calo delle polveri sottili presenti nell’aria. Nello specifico il calo registrato va dal 25% al 45% per quanto riguarda il biossido di Azoto e verso il 18% per quanto riguarda il PM10.

Il clima purtroppo contribuisce alla salute dell’aria e di conseguenza della nostra. Il freddo rende la lotta all’inquinamento più complessa. La ragione non sta solo nell’uso smodato che facciamo dei riscaldamenti domestici. L’umidità infatti tende a favorire l’accumulo di inquinanti. Per questa ragione i blocchi scattano sempre nei periodi più freddi. Tendenzialmente è in queste fasi dell’anno che il livello del particolato sale oltre limite.

Il dubbio che assale ogni automobilista costretto a mettere l’auto o la moto in garage è se effettivamente faccia così male il particolato. Le polveri sottili hanno delle conseguenze molto gravi sul nostro organismo. Come sempre è l’esposizione costante a causare i danni peggiori.

Le polveri fanno sviluppare numerose allergie. Le vie respiratorie infatti tendono ad indebolirsi e ad irritarsi nel momento in cui sono in costante contatto con queste nano particelle. Il nostro organismo può inoltre sviluppare malattie molto gravi quali tumori. L’inquinamento, come risaputo, è tra le cause principali di cancro. Non sono solo le vie respiratorie ad essere esposte ad un male simile. Queste particelle possono causare anche l’insorgere di asma o generare bronchite. Altro terribile male che può scatenarsi a seguito dell’esposizione da polveri sottili è l’enfisema polmonare.

Tutto ciò ha spinto le istituzioni a stabilire sanzioni molto gravose per chi viola il divieto. La cifra è stabilita dal Codice Stradale ed è dunque la stessa per qualsiasi città. La multa da pagare va dai 163 euro e può arrivare a 658 euro. Anche la patente è a rischio per i trasgressori. Per coloro che guideranno in orari non consentiti e con vetture su cui è stato posto il veto si prevede la sospensione della patente che va dai 15 ai 30 giorni.

Dunque non conviene affatto non rispettare il blocco auto. Non è salutare né per l’organismo né per le proprie tasche.

 

Ultima modifica: 14 Marzo 2017