Auto a idrogeno, ricaricata interamente a Bolzano

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Se ne è già parlato parecchio: a quanto pare, l’unico esemplare di auto a idrogeno circolante in Italia è stata immatricolata in Trentino Alto Adige, segnatamente a Bolzano.

Un caso?

Come è facilmente intuibile non si tratta certamente di una casualità: come è noto, infatti, l’Italia è totalmente sprovvista di una rete infrastrutturale che permetta la ricarica dei veicoli a idrogeno. Questo invece non si verifica all’estero, ecco spiegato il motivo per cui l’auto a idrogeno è arrivata in una regione al confine con gli altri Paesi europei.

Pertanto, non stupisce la notizia che la prima immatricolazione sia avvenuta a Bolzano: dalla città trentina, procedendo verso i Paesi del Nord, è infatti possibile ricaricare la propria auto a idrogeno, perché la rete è disponibile. Ma la notizia della prima auto a idrogeno a Bolzano come deve essere interpretata? Si tratta di un segnale di sviluppo e di attenzione verso queste vetture oppure è un caso destinato a restare univoco?

Forse, domani…

Come è noto, al momento la rete di rifornimento per le automobili a idrogeno, sul territorio italiano, è pressoché assente. Non sembra nemmeno che l’attenzione dei media e degli operatori del settore sia particolarmente rivolta verso questo genere di automobili, eppure…

Eppure, nascosto nemmeno troppo bene, in qualche cassetto del legislatore esiste un piano a livello nazionale che prevede uno sviluppo pressoché immediato di questa rete: entro 4 anni – e cioè nel 2023, quindi domani – in Italia dovrebbe sorgere una rete di rifornimento per le automobili alimentate a idrogeno. Ma sarà davvero così?

Previsioni concrete?

Difficile dirlo, perché sono tantissimi le variabili e gli aspetti da considerare. Certo, analizzando il mercato, sappiamo che sono molto pochi i costruttori che stanno andando verso la direzione dell’idrogeno. Al momento, infatti, la sfida sembra essere prima di tutto quella della trazione elettrica e anche su questo tema, se vogliamo, le variabili da considerare per un concreto sviluppo sono ancora tantissime. Dunque, ricapitolando, nonostante esista realmente un piano di sviluppo della rete a idrogeno, al momento non ci sono gli estremi per poter supporre una diffusione concreta di queste auto, per lo meno in Italia. Pertanto, per chiudere il cerchio, sembra ragionevole asserire che, almeno per qualche anno, quello di Bolzano resterà un caso a sé stante, un caso isolato e la scelta di qualcuno che, probabilmente, fa molto spesso rotta verso il Nord.

Ultima modifica: 7 Marzo 2019