Acqua nel gasolio: ecco come chiedere risarcimento

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Nell’ultimo periodo il gasolio sta calando di prezzo e incredibilmente, per mantenere un ampio margine di guadagno ed offrire prezzi più vantaggiosi rispetto alla concorrenza, alcuni distributori o addirittura intere compagnie di benzinai hanno cominciato a diluire il carburante con acqua.

Ognuno di noi spera di non trovarsi mai in certe situazioni, ma dato che le possibilità che ci capitino stanno aumentando è sempre meglio sapere cosa fare in questi casi, d’altronde se stai leggendo questo articolo è probabile che ciò sia già successo a te o a qualcuno che ti è vicino. In ogni caso, vediamo quali azioni intraprendere quando accade ciò:

Cosa fare:

  1. La prima cosa da fare in questi casi è accertarsi che il danno sia stato causato da carburante diluito o comunque impuro. Molti di voi starando pensando di avere appena letto un’ovvietà, ma ciò che non è scontato è come ciò debba avvenire. L’officina che ha riparato o riparerà il danno deve lasciare per iscritto un certificato che attesti che il danno sia stato causato dall’elemento sopracitato.
  2. Subito dopo bisogna essere sicuri di avere la prova di aver fatto rifornimento allo specifico benzinaio che ha causato il danno (che in genere è l’ultimo benzinaio dove si è stati prima che l’auto andasse in panne). Una prova è lo scontrino rilasciato dal distributore al momento del rifornimento, oppure andando a controllare tra le transazioni se si è pagato il servizio con carta di credito (o in generale con qualsiasi metodo di pagamento che preveda lo scambio di denaro in forma elettronica). Se per qualche motivo non possediamo nessuna delle due possibili precedenti prove, possiamo provare a chiedere il filmato delle telecamere del distributore, anche se ovviamente sarà difficile che ci venga concesso.
  3. Una volta completati questi due passaggi, possiamo passare a chiedere il risarcimento spedendo una raccomandata all’indirizzo del distributore ed alla catena a cui questo appartiene, assieme alla richiesta bisogna spedire: la fotocopia della prova di cui si parla nel punto 2 di questo elenco, una fotocopia del certificato descritto al punto 1 e una fotocopia della ricevuta dell’officina riparatrice contenente il prezzo richiesto per riparare il mezzo.

In caso di non rimborso

È plausibile, anche se di solito ciò non avviene grazie all’esistenza di assicurazioni apposite sottoscritte da parte delle compagnie, che il rimborso non venga effettuato.

In tal caso bisognerà procedere per vie legali e chiedere il risarcimento non solo del danno causato all’autovettura ma anche da tutto ciò che è scaturito da questo danno, e con buona probabilità otterrete quanto chiesto poiché è responsabilità del venditore assicurarsi che il prodotto venduto non contenga materiali o sostanze estranee.

Sereni viaggi a tutti!

Ultima modifica: 13 Aprile 2017