Transizione elettrica, il piano europeo: sui tetti l’obbligo di pannelli solari

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Avanti tutta sulle fonti rinnovabili, a partire dal solare, per svincolarsi il più rapidamente possibile dalla dipendenza energetica dalla Russia. Dalle bozze che circolano del piano RePowerEU, pronto per eessere presentato oggi, emerge soprattutto la proposta di rendere obbligatori i pannelli solari sui tetti di tutti i nuovi edifici, sia pubblici che privati.

In più, tutta l’edilizia pubblica che ha caratteristiche adeguate dovrà essere dotata di un tetto solare entro il 2025. E per la stessa data tutte le città europee con più di 10mila abitanti dovranno avere almeno una comunità energetica rinnovabile.

Lo sforzo sarà accompagnato da una piattaforma di coordinamento per l’industria europea, la European Solar Industry Alliance, con l’obiettivo di rafforzare la filiera domestica.

La Commissione Ue punta infatti a produrre metà dell’energia elettrica europea da fonti rinnovabili entro il 2030, raddoppiando le installazioni attuali, secondo un’indiscrezione pubblicata dal Financial Times.

Il piano originale di transizione energetica dell’Ue prevedeva un obiettivo del 40% di energie rinnovabili al 2030, ma l’invasione russa dell’Ucraina ha spinto Bruxelles ad accelerare le misu-re per raggiungere l’indipendenza energetica.

Il documento RepowerEU afferma che le rinnovabili sono il modo migliore per combattere i cambiamenti climatici e al contempo raggiu-gere l’indipendenza energetica, insieme alle importazioni di gas naturale liquefatto e all’idrogeno generato da elettricità rinnovabile.

Bruxelles non intende invece intervenire sul funzionamento del mercato del gas e ritiene che un tetto europeo del prezzo del gas sia ancora prematuro.

La sua introduzione è prevista solo nel caso di «un’interruzione improvvisa su larga scala o totale delle forniture di gas russo». I governi europei, però, potranno applicare prezzi del gas e dell’elettricità regolamentati sul mercato al dettaglio nazionale e introdurre un prezzo di riferimento, sempre a livello nazionale, per il gas utilizzato per la produzione di energia elettrica.

I tempi

Particolarmente rilevante, per l’Italia, è la parte relativa alle autorizzazioni, che sono il punto dolente dello stallo nazionale del mercato delle rinnovabili, ormai fermo dal lontano 2014.

Per installare un impianto di energia pulita in Italia ci vogliono in media 7 anni. L’idea del RepowerEU, invece, è di chiedere agli Stati di individuare e-tro un anno delle zone adatte per l’installazione di nuova capacità solare ed eolica (go-to areas).

Al loro interno, i progetti dovranno avere tempi di autorizzazioni di massimo 1 anno, mentre per il repowering di impianti con capacità inferiore ai 150 kilowatt si deve scendere a 6 mesi. Fuori dalle go-to areas, i tempi delle autorizzazioni potranno al massimo raddoppiare, rispettivamente a 2 anni e 1 anno.

Elena Comelli

Ultima modifica: 18 maggio 2022