Auto elettriche I fratelli Tazzari puntano su Zero

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E’ dal 2006 che Erik e Rafael Tazzari, alla guida dell’omonimo gruppo imolese, hanno scommesso sulla mobilita’ elettrica, creando un’apposita divisione nella loro impresa, gia’ ramificata in un settore meccanico e uno di fusione di alluminio

Imola, 19 maggio 2011 – Se per molti la green economy e’ ancora il futuro, per alcuni quel futuro e’ gia’ arrivato. E da qualche anno. E’ dal 2006, infatti, che Erik e Rafael Tazzari, alla guida del gruppo imolese Tazzari, hanno scommesso sulla mobilita’ elettrica, creando un’apposita divisione nella loro impresa, gia’ ramificata in un settore meccanico e uno di fusione di alluminio.

Una holding che ormai ha gia’ lasciato la crisi alle sue spalle, tanto da avere appena stipulato un contratto da 40 milioni di euro che fornira’ nel prossimo quinquennio a Bmw, Audi e Mitsubishi, le ‘chiocciole’ dei loro motori turbo.

Cosi’ e’ nata Zero, un quadriciclo pesante elettrico, la cui produzione e’ iniziata nel 2010. I primi numeri stanno dando ragione all’idea ai due fratelli, tanto che il fatturato dell’anno scorso ha gia’ superato i 6 milioni di euro e le varianti proposte si ampliano tanto da essere in cantiere un modello omologato come vera auto. E sempre a proposito di cifre, sono piu’ di 700 i quadricicli in circolazione, anche se “l’obiettivo – spiega Erik- e’ di arrivare ai mille entro il 2011”.

Realizzata in alluminio, il cavallo di battaglia di famiglia, e’ stato la prima citycar italiana alimentata da una batteria al litio. E proprio di questo made in Italy i Tazzari sono particolarmente orgogliosi: “Dovevamo pensare a un prodotto unico – continua Erik -, qualcosa che ancora non era stato sperimentato in Italia”. Se il Belpaese ancora arranca sulle infrastrutture, all’estero la diffusione e’ in crescita. E’ la Germania, in particolare, il principale mercato della Zero, seguito dai paesi asiatici. Non a caso, infatti, i modelli circolanti in Italia si contano sulle dita di una mano. Ma i Tazzari non ne fanno un problema, anzi: “Resta un prodotto di nicchia. Almeno per il momento, non sara’ mai una prima auto, il suo uso e’ ideale per gli spostamenti in citta’”.

Un gioiellino, dunque, ma non per tutti: il modello standard, infatti, parte da una base di 20mila euro circa. Anche se, va detto, per un ‘pieno’ bastano due euro, con un’autonomia di 140 chilometri orari (per una velocita’ massima di 100 chilometri all’ora). Ma i fratelli Tazzari hanno gia’ altri progetti in cantiere. Sono gia’ disponibili dalla primavera, infatti, la Zero special edition, con un numero personalizzato, gli interni in moquette e plancia touchscreen (scelta anche da Renato Zero).

Dagli esterni personalizzabili, alla guida si possono scegliere 4 impostazioni: standard, economy, rain e race (autonomia massima, 90 chilometri orari). I tempi di ricarica oscillano tra i 50 minuti con caricabatterie superfast 3800v alle 9 ore di un caricabatterie standard (220v). Sempre touchscreen e tanti optional anche per il modello Evo.

Altra novita’, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unita’ d’Italia, anche la Zero ‘veste tricolore’. Sara’ prodotta da giugno, infatti, la Zero Speedster 150 Italia, una serie limitata di spider. La svolta, comunque, arrivera’ per l’autunno: la Zero, infatti, e’ in fase di omologazione in Inghilterra per trasformarsi in un’auto vera e propria. In altre parole, la Zero M1 si potra’ guidare solo con la patente (al momento basta avere 16 anni) con la possibilita’ di circolare in autostrada anche in Italia e in Francia, gli unici paesi in cui ancora e’ vietato. E poi? E poi, insieme alla previsione di raddoppiare il fatturato, anche la Zero si fa XL, per quattro persone. Ma per questo bisognera’ aspettare la primavera del 2012.
 

Ultima modifica: 16 Novembre 2017