Meno tasse e prezzi piu’ bassi contro la crisi

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Bologna, 20 dicembre 2010 – Non c’e’ una ricetta sicura per rilanciare il mercato dell’auto in tempi di crisi. Ma nella conferenza stampa di fine anno l’Unrae (l’associazione delle case automobilistiche straniere che operano in Italia) ha offerto una chiave di lettura originale, una ricetta che non batte lo scontato e logoro tasto degli incentivi.
 

E’ vero che nel 2010 gli italiani hanno tagliato la spesa per l’acquisto di auto del 10,3%, con 200 mila immatricolazioni in meno. Ma sul piano fiscale l’automotive ha fatto abbondantemente la sua parte, con un gettito di 67 miliardi di euro, pari al 16,2 per cento delle entrate totali.
 

Logico che proprio allo stato si appellino i costruttori di auto, per chiedere una visione imprenditoriale del problema. Visto che l’auto garantisce un gettito cosi’ importante, e’ legittimo chiedere una fiscalita’ piu’ europea, una migliore incentivazione delle auto aziendali. E se non arrivera’ l’abolizione del bollo, annunciata in tempi meno calamitosi e mai attuata, almeno calino i balzelli sul passaggio di proprieta’ e l’ immatricolazione diventi piu’ agile e meno onerosa.
 

Poi c’e’ la grande frontiera dell’auto elettrica, con la richiesta di un tavolo ministeriale per la diffusione e lo sviluppo nelle grandi citta’, dove si gioca la partita piu’ importante per imporre la scelta dell’auto ecologica.
Sono misure semplici e concrete, che aiuterebbero l’auto a districarsi nella giungla del mercato 2011. Con vetture sempre meno inquinanti e piu’ ecocompatibili, con automobili che oggi sono piu’ sicure per l’80% rispetto a dieci anni fa, e’ legittimo sposare l’orgoglio dei costruttori e le loro istanze.
 

Ma c’e’ un’ importante riserva, che riguarda la politica dei prezzi. Su questo terreno, non c’e’ facilitazione fiscale che tenga: il primo segno di buona volonta’ deve arrivare dalle Case automobilistiche.

 

Ultima modifica: 16 Novembre 2017