Marchionne conferma chiusura di Termini Imerese

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”Farsi carico del problema sociale di Termini non compete alla Fiat ma all’intero sistema: la risposta deve essere collettiva” cosi’ l’ad nell’incontro con il governo e sindacati

Nel corso dell’incontro tra Fiat e il governo a Palazzo Chigi, l’ad del gruppo Marchionne ha confermato la chiusura dello stabilimento di Termini Imerese e ha detto:  ”farsi carico del problema sociale di Termini non compete alla Fiat ma all’intero sistema: la risposta deve essere collettiva” e si e’ detto disponibile ”a una soluzione per tenere in vita Termini quando cessera’ di produrre auto”. ”Per anni – ha continuato l’ad di Fiat – ci siamo accollati l’onere della gestione di Termini in perdita ma il contesto era diverso: non e’ – ha spiegato – un problema di qualita’ del lavoro ma di un delta dei costi eccessivo”. Marchionne ha detto che l’azienda e’ consapevole ”dei risvolti sociali che la chiusura comporta e di comprendere lo stato d’animo dei lavoratori”. Sul futuro Marchionne ha affermato: “Le previsioni per la domanda di auto nel 2010 sono stabili”, ha continuato Marchionne, comunicando che nei prossimi due anni la Fiat fara’ investimenti in italia per otto miliardi. Gli impianti della ex-Bertone, acquisiti di recente dalla Fiat, produrranno due modelli Chrysler. Nel biennio 2010-2011 il Gruppo Fiat produrra’ undici nuovi modelli auto tra cui il nuovo Doblo’, Giulietta, la nuova Panda e la nuova Y. Sull’argomento incentivi Marchionne ha ribadito: “le misure di sostegno alla domanda hanno contenuto l’emorragia” delle vendite di auto. Ma “e’ ragionevole pensare che senza una uscita graduale dalla fase degli incentivi il mercato precipiti verso la soglia di 1.700.000 unita’”. Marchionne ha aggiunto che le vendite di auto in Italia “a fine anno dovrebbero attestarsi a circa 2,1 milioni di unita’, in leggero calo rispetto al 2008”. Insomma l’ad ha sottolineato che “tutti noi che operiamo in questo settore sappiamo bene che gli incentivi hanno evitato il crollo delle vendite nell’anno in corso, anticipando pero’ vendite future”.

 

Il sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato ha risposto: ”Marchionne non si puo’ limitare a dire di essere consapevole dei risvolti sociali della chiusura di Termini non mostrandosi, al tempo stesso, disponibile ad accollarsi i maggiori costi di produzione”.  ”E’ una proposta irricevibile – continua Burrafato – perche’ non tiene conto della disponibilita’ dei governi nazionale e regionale a mettere in campo risorse per rimuovere le condizioni di svantaggio. Termini non puo’ essere considerata un’emorragia da arrestare”. ”Siamo molto amareggiati per la decisione della Fiat, ufficializzata da Sergio Marchionne, di non produrre piu’ auto a Termini Imerese. Non possiamo accettarlo. La reazione del sindacato e dei lavoratori sara’ dura”. Lo dice il segretario della Uilm di Palermo, Vincenzo Comella, che sta partecipando alla riunione a Palazzo Chigi dove e’ in corso la presentazione del piano industriale della Fiat.

 

Su lo stabilimento di Pomigliano d’Arco, Marchionne ha dichiarato: “L’idea che abbiamo in mente e’ di portare a
Pomigliano la piattaforma A, quella della futura Panda” e “fra tre anni potremo parlare di Pomigliano come del secondo piu’ grande stabilimento italiano della Fiat”, avvertendo che “si tratta di un intervento radicale che richiede ingenti risorse” visto che “e’ necessario ristrutturare l’impianto e riconvertirlo alla nuova missione”. Cio’, sottolinea Marchionne, richiede un impegno economico “altissimo”. E allora, “sara’ quindi indispensabile trovare una compatibilita’ economica per un intervento che si prevede molto complesso”, rileva l’ad Fiat. In tutto cio’, “la ristrutturazione comportera’, per i lavoratori, un ulteriore periodo di inattivita’”, sottolinea Marchionne, indicando che “e’ quindi necessario poter contare su un piu’ lungo sostegno al reddito” e allo stesso tempo “bisognera’ investire almeno 40 milioni di euro in un piano di qualificazione professionale, per aggiornare le persone al nuovo tipo
di produzione”. Infine, segnala l’ad Fiat, “se consideriamo i volumi previsti” per la nuova Panda, “dobbiamo avere la certezza di poter rispondere alle curve della domanda in tempo reale, attraverso il lavoro straordinario o altre forme di flessibilita’ da concordare con il sindacato”.

Ultima modifica: 16 Novembre 2017