Auto in ripresa Ridateci gli incentivi

583 0
583 0

“La crisi e’ finita ma l’economia non e’ ancora ripartita a pieno regime”. Questo il giudizio sintetico sull’attuale situazione espresso dall’ammnistratore delegato Fiat al salone dell’auto

{{IMG_SX}}“La crisi e’ finita ma l’economia non e’ ancora ripartita a pieno regime”. Questo il giudizio sintetico sull’attuale situazione espresso dall’ammnistratore delegato Fiat al salone dell’auto. Sergio Marchionne ha percepito che Francoforte puo’ essere il Salone della “speranza della ripresa, da cui emerge qualche cenno di ottimismo per il mercato, anche se bisogna stare molto attenti”. Infatti per l’ad Fiat bisognera’ attendere il 2012-2013 perche’ il mercato globale dell’auto torni ai livelli 2007. In attesa della ripresa Marchionne ha lanciato un messaggio preciso al governo italiano ma anche ai costruttori europei. Per l’ad Fiat in Europa c’e’ una netta superproduzione e sara’ necessario trovare la quadratura del cerchio perche’ non si puo’ andare avanti sempre con gli incentivi. Ma per il 2010 sono basilari. “Senza gli incentivi sara’ un disastro per l’occupazione”, ha avvertito Marchionne. Gli incentivi “sono cosa auspicata e auspicabile”, ha detto anche il ministro Claudio Scajola. “Analizzando la questione della proroga per il 2010 -_ha dichiarato il ministro – bisogna tenere conto dei risultati di quelli erogati per l’anno 2009 e valutare in particolare tre fattori: gli aiuti al settore dell’auto hanno dato risultati molto soddisfacenti in Italia, migliori che in altri Paesi perche’ sono stati ben mirati”. In secondo luogo, ha proseguito Scajola, dal punto di vista finanziario “c’e’ stato un rientro, fra Iva e riduzione delle emissioni, che riducono il conto da pagare all’Europa”.
 

 

Per quanto riguarda Chrysler, Marchionne, dopo aver affermato di essere stato accettato benissimo negli Usa, ha ricordato che lo staff Fiat sta lavorando alacremente al piano che verra’ presentato a meta’ novembre dove verranno resi noti i prossimi 5 anni di Fiat con Chrysler. “Cosi’ potrete sapere quali saranno i modelli in comune , quali motori utilizzati e le piattaforme per entrambi i marchi”. Da questo piano arriveranno buone notizie anche per l’occupazione in Italia perche’ si tornera’ a parlare di stabilimenti italiani anche in funzione Chrysler. Nel frattempo Marchionne ha confermato che alcuni modelli Chrysler saranno prodotti da Bertone, il carrozziere in procedura fallimentare che il gruppo Fiat ha rilevato quest’estate. L’integrazione con Chrysler permettera’ alla Fiat anche di arrivare da sola al fatidico target di 6 milioni di vetture prodotte, senza quindi necessita’ di altre alleanze.

 

L’ad Fiat si e’ poi detto “non dispiaciuto” dell’acquisto di Opel da parte di Magna, un dossier che Fiat ha “completamente abbandonato”. Su Magna il manager ha precisato che i rapporti di Chrysler con la societa’ austro-canadese non cambieranno. Lo faremo, ha detto, “solo se ci sentiremo a rischio”. Sui conti di Fiat Marchionne ha detto che “i target del terzo trimestre sono in linea alla virgola con quanto previsto” e ha confermato anche quelli per il 2009. “In un mercato che e’ molto difficile penso che ci stiamo avvicinando al 2010 con un certo livello di ottimismo”, ha aggiunto, precisando che dopo le ultime emissioni di bond la Fiat e’ a posto. “L’importante – ha concluso – e’ generare cassa”.

Ultima modifica: 16 Novembre 2017