Obama: decisivo l’accordo con Fiat per giustificare altri aiuti

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L’alleanza con la Fiat e’ decisiva per la sopravvivenza della Chrysler ed e’ la condizione per ottenere dal governo Usa nuovi aiuti fino a sei miliardi di dollari

{{IMG_SX}}L’alleanza con la Fiat e’ decisiva per la sopravvivenza della Chrysler ed e’ la condizione per ottenere dal governo Usa nuovi aiuti fino a sei miliardi di dollari. Il presidente Barack Obama benedice l’intesa con la casa torinese, che considera ”partner ideale”, ma chiede anche tempi stretti: trenta giorni per portare a termine ”un accordo solido che protegga i consumatori americani”. ”La Fiat – ricorda il presidente degli Stati Uniti – e’ pronta a trasferire la sua tecnologia di punta alla Chrysler e, dopo aver lavorato in stretta collaborazione con il mio team, si e’ impegnata a costruire nuove auto a basso consumo di carburante e motori qui in America”. E spiega che, se quell’intesa non sara’ raggiunta, il governo Usa non sara’ in grado ”di giustificare il versamento di altri finanziamenti federali”. L’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne ringrazia Obama ”per il suo incoraggiamento” e parla di un’alleanza che non solo permettera’ a Chrysler di rafforzare la propria solidita’ finanziaria, ma contribuira’ anche a salvaguardare posti di lavoro negli Stati Uniti e riuscira’ ad accelerare in modo significativo gli sforzi per produrre veicoli a basso consumo”.

 

Per definire l’intesa Marchionne dovrebbe continuare a confrontarsi con l’amministratore delegato Robert Nardelli che, secondo l’agenzia Bloomberg, rimarra’ alla guida di Chrysler.  Fiat e Chrysler, su indicazione della task force designata da Obama per supervisionare la ristrutturazione di Detroit, hanno accettato di rivedere l’intesa siglato in gennaio, definita dalla squadra di Obama ”inadeguata”. Il nuovo accordo da raggiungere entro 30 giorni per ottenere nuovi finanziamenti pubblici prevedrebbe – secondo indiscrezioni – una quota iniziale della Fiat in Chrysler pari al 20%. A Fiat – secondo il Wall Street Journal – potrebbe essere ceduta la Chrysler ”buona” nel caso in cui il governo dovesse premere e ottenere per il ricorso la bancarotta e quindi scindere la societa’ in una ‘bad company’ e una ‘good company’. Condizione per il salvataggio di Chrysler sarebbe – secondo indiscrezioni – una riduzione della quota di Cerberus, che manterrebbe comunque la partecipazione di maggioranza in Chrylser. L’accordo di gennaio, definito ”una pietra miliare” da Marchionne, prevede che la Fiat, in cambio di tecnologia per auto di piccole dimensioni, abbia una quota iniziale del 35% nel capitale della Chrysler senza alcun investimento in contante.  L’alleanza prevede che i due gruppi sfruttino le rispettive reti di distribuzione e da’ in questo modo alla Fiat la possibilita’ di accedere in futuro al mercato Usa, dove da tempo vuole portare l’Alfa Romeo ma anche la Cinquecento. All’assemblea degli azionisti Marchionne ha parlato di ”grandi benefici per la Fiat” e ha spiegato che gia’ nel 2011 potrebbe essere pronta la prima vettura comune.

Ultima modifica: 16 Novembre 2017