Otto domande a Guidalberto Guidi, presidente e a.d. di Ducati Energia

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Presidente e ad di Ducati Energia, presidente di Ducati Sistemi, presidente di EsseDiEsse, societa’ di servizi (Autostrade), consigliere di amministrazione di Antonveneta, di Interbanca, di Allianz, di IGI Sgr e di Sopaf, Guidalberto Guidi, laureato in Economia, e’ nato a Modena il 5 agosto 1941. Fra gli incarichi attuali da ricordare la presidenza di Ancma (Associazione Nazionale Ciclo, Motociclo e Accessori) e di Eicma (il salone internazionale di Milano). E’ membro del consiglio direttivo di Confindustria , della consulta dei presidenti di Confindustria e del comitato scientifico della Fondazione Politecnico di Milano

{{IMG_SX}}E’ crisi anche se meno pesante perfino per le due ruote. Come si chiudera’ l’anno?
“Il mercato delle due ruote a motore chiudera’ l’anno con un calo pari a circa il 5-6% rispetto al 2007 che pero’ fu un anno particolarmente buono. Per il 2009 mi aspetto un cambio di tendenza, una variazione del trend anche perche’ le due ruote a motore si stanno confermando come mezzo di lavoro sostitutivo delle quattro ruote. Tenendo conto che il costo medio dei consumi e’ nettamente inferiore alle quattro ruote mi augurerei che nel 2009 potessimo guadagnare qualcosa in piu’ rispetto all’anno che sta chiudendo”.
Adesso dovrebbero arrivare anche 13 milioni di euro per aiutare il mercato.
“Fino a dicembre abbiamo gli incentivi. Poi arriveranno le nuove norme con i 13 milioni di euro stanziati dal governo per il settore delle due ruote che sono senza dubbio sufficienti. C’e’ pero’ da chiedere di poter avere un accesso in modo meno burocratico, specialmente per il problema dell’incasso. Bisognerebbe tornare ad un meccanismo snello come aveva messo in piedi il ministro Matteoli”.
All’Eicma che chiudera’ domani lei ha messo in tavola i numeri, ma dobbiamo anche registrare un anno eccezionale per l’industria italiana che nel Motomondiale ha dominato con Ducati e Piaggio.
“Chiaramente ad un salone internazionale non si poteva magnificare troppo la cosa. Ma noi siamo convinti che l’industria italiana ha messo in pista prodotti che servono a tenere alta l’immagine della nostra produzione. E’ un fatto fondamentale che avra’ ripercussioni sui mercati mondiali per molti anni a venire. Dobbiamo considerare che la produzione in tutta Europa arriva ad un milione e mezzo di unita’ contro i 12/13 milioni della sola Honda. Quindi il valore di questi successi e’ ancora piu’ alto. Senza considerare che abbiamo anche due campioni del mondo come Rossi e Simoncelli “.
Non c’e’ solo il Giappone ma ci sono produttori emergenti come quelli cinesi, coreani, indiani. I loro prodotti possono invadere l’Europa?
“Ultimamente la situazione e’ un po’ cambiata. Questi produttori del far est sono meno aggressivi perche’ mettono in commercio due ruote low cost che sono destinate essenzialmente ai loro mercati. Negli ultimi due anni sono cambiate molte cose. Consideri che noi della Ducati Energia esportiamo in Cina. Mi sembra di vedere che i produttori cinesi sono meno aggressivi perche’ stanno finendo anche per loro i vantaggi dal punto di vista finanziario e di supporto “.
Dalle ultime notizie sembra che siano le industrie italiane a mettere in produzione le nostre due ruote nei paesi emergenti. Come la Vespa in Vietnam.
“Questa e’ solamente la punta dell’iceberg, dal momento che l’industria italiana e’ riuscita a esportare non solo in Cina. Per esempio la nostra produzione arriva per l’80% dalla Croazia e dell’India. Ma sempre con la qualita’ che contraddistingue la produzione italiana. Proprio grazie a questa qualita’ i nostri prodotti sono ammirati in tutto il mondo, riuscendo, come detto, a tener testa a produttori che sfornano milioni di veicoli”.
E’ arrivato il momento in cui le due ruote possano portare via numeri alle quattro ruote specialmente per la mobilita’ cittadina?
“Credo che sia iniziata una nuova era per scooter e moto. La mia convinzione e’ che nel futuro, non tanto lontano, avremo le due ruote come principale mezzo di mobilita’ urbana, l’auto per gli spostamenti a fascia media tipo regionale o interregionale, il treno per la lunga distanza e l’aereo per i collegamenti a lunghissima gittata”.
Pero’ ci vuole una rivoluzione epocale per le due ruote oppure va bene cosi’?
“Va gia’ bene cosi’, ma certamente l’industria del settore sta lavorando in questa direzione con prodotti innovativi anche a tre e quattro ruote. Dobbiamo considerare che uno scooter consuma 1 litro per oltre 20 km, con i nuovi motori Euro 2 e Euro 3 ormai stiamo andando verso emissioni irrisorie. C’e’ poi l’occupazione dello spazio vitale. Immaginate come sarebbero le nostre strade cittadine se a circolare ci fossero solo mezzi a due ruote e poi la risposta arriva da sola”.
Il salto di qualita’ in questo senso potra’ arrivare con i mezzi ibridi e ancora meglio elettrici. A che punto e’ l’industria italiana in questa direzione?
“Per quanto riguarda la mobilita’ elettrica , le due ruote sono piu’ indietro delle quattro. Ma non per motivi tecnologici ma economici. Uno scooter con le batterie al litio, che e’ la soluzione ideale, verrebbe a costate un’enormita’. Dobbiamo utilizzare per rimanere competivi le batterie al piombo che sono molto pesanti e che non hanno la resa di quelle a litio. La soluzione al momento ideale e’ quella delle motorizzazioni ibride come sta facendo Piaggio, Peugeot e anche Ducati Energia”.

Ultima modifica: 16 Novembre 2017