Automotive europeo in crisi, a Milano il confronto sulle scelte Ue

di Luca Talotta

Automotive europeo, transizione e competitività industriale tornano al centro del dibattito. Martedì 13 ottobre, nella sede dell’Automobile Club Milano, si terrà il nuovo Tavolo di #FORUMAutoMotive, significativamente intitolato «Automotive europeo oltre il punto di non ritorno. L’ora delle scelte».

Un appuntamento che arriva in una fase particolarmente delicata per l’industria dell’auto continentale. La transizione energetica si sta infatti misurando con un mercato che non sempre procede alla stessa velocità delle decisioni politiche, mentre costruttori e filiera devono affrontare la crescente pressione della concorrenza internazionale. Sullo sfondo resta una questione decisiva: come conciliare gli obiettivi ambientali con competitività, occupazione e possibilità per i cittadini di acquistare un’auto nuova?

Bonora: «È mancata una valutazione realistica della sostenibilità»

È proprio su questo terreno che Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive, concentra la propria critica alle politiche seguite negli ultimi anni dall’Europa.

«Le decisioni sono state prese senza ascoltare gli automobilisti, senza chiedersi che cosa volessero e soprattutto che cosa potessero permettersi di acquistare. È mancata una valutazione realistica della sostenibilità: non può essere considerata soltanto sul piano ambientale, ma deve essere anche economica e sociale», osserva Bonora.

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Il punto sollevato riguarda uno dei nodi centrali della trasformazione dell’automotive: una transizione industriale non può prescindere dal mercato. Se le tecnologie imposte o incentivate diventano economicamente difficili da raggiungere per una parte consistente degli automobilisti, il rischio è quello di rallentare il rinnovo del parco circolante e, contemporaneamente, indebolire l’industria europea.

Bonora pone inoltre la questione della neutralità tecnologica e del metodo utilizzato per valutare l’impatto ambientale delle diverse alimentazioni: «Perché calcolare le emissioni solo allo scarico?». Secondo il promotore del Forum, servono «pragmatismo e una strategia» capaci di tenere insieme tutela ambientale, apertura alle tecnologie virtuose, competitività industriale, salvaguardia dell’occupazione e accessibilità alla mobilità.

La concorrenza cinese e il nodo della competitività

Nel confronto entrerà inevitabilmente anche la crescita dei costruttori cinesi, capaci negli ultimi anni di ampliare rapidamente la propria presenza e l’offerta sul mercato europeo.

Bonora riconosce apertamente la capacità dei gruppi asiatici di sfruttare lo scenario: «Bravi i gruppi cinesi che ne hanno approfittato, andando incontro alle reali richieste del mercato con un’offerta non solo elettrica, ma variegata e soprattutto alla portata dal punto di vista economico».

Un passaggio che porta la discussione oltre la sola contrapposizione tra auto elettrica e motore termico. La vera partita riguarda la capacità dell’Europa di continuare a produrre automobili competitive, mantenendo sul continente competenze, stabilimenti, ricerca, occupazione e una filiera che rappresenta uno dei patrimoni industriali più importanti dell’economia europea.

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Politica, industria e sindacati allo stesso tavolo

I lavori del 13 ottobre inizieranno alle 14.30, dopo l’accredito previsto dalle 14, con i saluti di Pietro Meda, presidente di Automobile Club Milano, e Geronimo La Russa, presidente di Automobile Club d’Italia. Seguirà l’intervento di Pierluigi Bonora.

Emanuele Cordone, Partner della Practice Automotive di AlixPartners, presenterà l’ultimo aggiornamento del Global Automotive Outlook, mentre è previsto anche il saluto di Carlo Fidanza, capo delegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo e membro della Commissione TRAN.

Il primo confronto, «Politica italiana, imprenditori e sindacati a ruota libera», vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Alberto Gusmeroli, Alessandro Cattaneo, Marco Bonometti, Davide Sperti e Barbara Arsieni.

Successivamente il tavolo «Basta con le parole. Subito i fatti!», coordinato da Bonora insieme a Pier Luigi Del Viscovo e Andrea Taschini, riunirà rappresentanti di numerose realtà della filiera, tra cui Federauto, UNRAE, ANFIA, Motus-E, ANIASA, Assogomma, UNEM, Federchimica Assogasliquidi e DEKRA.

L’obiettivo è spostare il confronto dalle dichiarazioni alle possibili scelte industriali. Perché, al di là delle differenti posizioni sulla transizione, resta un punto difficilmente contestabile: senza un’industria automobilistica europea forte, anche la trasformazione della mobilità rischia di dipendere sempre più da tecnologie, capitali e prodotti sviluppati altrove.

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Ultima modifica: 6 Ottobre 2026